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Assica e Agrinsieme in difesa del Ceta

Il Ceta (Comprehensive economic and trade agreement) l‘accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada, è una grande opportunità, e non ratificarlo sarebbe un grave errore. A sostenere questa tesi è l’Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi) che ricorda come il Ceta garantisca la protezione a undici salumi italiani tutelati: Bresaola della Valtellina […]

Attualità Redazione - 19 Luglio 2018

CETA

Il Ceta (Comprehensive economic and trade agreement) laccordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada, è una grande opportunità, e non ratificarlo sarebbe un grave errore.
A sostenere questa tesi è l’Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi) che ricorda come il Ceta garantisca la protezione a undici salumi italiani tutelati: Bresaola della Valtellina Igp, Cotechino Modena Igp, Culatello di Zibello Dop, Lardo di Colonnata Igp, Mortadella Bologna IGP, Prosciutto di Modena DOP, Prosciutto di Parma DOP, il Prosciutto di S. Daniele DOP, Prosciutto Toscano DOP, Speck Alto Adige IGP, Zampone Modena IGP.
Per Nicola Levoni, presidente di Assica l’accordo è da definirsi “ottimo” anche se perfettibile e senza il quale i nostri prodotti Dop e Igp non avrebbero alcuna protezione, favorendo il proliferare del fenomeno dell’italian sounding ovvero, come si legge dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico: “l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese.
Cosa che accade molto diffusamente ad esempio in Russia a causa delle sanzioni che hanno chiuso i mercati ai prodotti italiani verso quelle latitudini e che starebbero producendo seri danni all’economia dell’export di alcune zone d’Italia.
Levoni sottolinea inoltre che con il Ceta “per la prima volta si è riusciti ad introdurre alcune norme di tutela e riconoscimento delle Indicazioni Geografiche nell’accordo con un Paese in cui, storicamente, prevale la tutela della proprietà industriale”.
Posizione condivisa anche dal coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, nel chiedere al Governo di valutare con la dovuta e necessaria attenzione gli effetti derivanti da questa mossa; Con l’accordo – scrive l’organizzazione – vengono tutelate 41 denominazioni italiane, pari a oltre il 90% del fatturato dell’export a denominazione d’origine nel mondo, che altrimenti non avrebbero alcuna tutela sui mercati canadesi”. Un invito al Ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio che sottolinea: “Vogliamo capire se realmente il Ceta è vantaggioso per il nostro Paese, ad oggi ci sembra di no”. 


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