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ASSOBIBE e Nomisma: presentati a Cibus i dati sul mercato delle bevande analcoliche

Il mercato delle bevande analcoliche torna a crescere trainto dal comparto Horeca ma pesano per il settore diverse incertezze del futuro dal conflitto Russia-Ucraina alla sugar tax. Sono queste alcune delle evidenze dello studio realizzato da Nomisma per ASSOBIBE presentato oggi a Cibus

Indagini e Ricerche Redazione - 4 Maggio 2022

Si è tenuta questa mattina, all’interno di Cibus 2022, l’Assemblea generale di ASSOBIBE, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche.
L’incontro dal titolo “Affrontare uniti la tempesta perfetta. Le sfide della filiera italiana delle bevande analcoliche” ha visto il coinvolgimento delle Associazioni che rappresentano anelli importanti della filiera a monte e a valle della fase di imbottigliamento dei prodotti del settore per fare il punto sullo stato dell’arte di un comparto che, dopo l’annus horribilis della pandemia e i primi segnali di ripresa che hanno caratterizzato il 2021, si trova adesso a fare i conti con forti incrementi dei prezzi di energia e materie prime, scarsa disponibilità di alcuni prodotti e una situazione sanitaria che continua ad alimentare preoccupazioni e incertezze.
Con l’occasione sono stati presentati i dati dello studio “I soft drinks in Italia: status, nuove sfide & scenari evolutivi per il settore” realizzato da Nomisma. Di seguito alcune evidenze.

NEL 2021 IL MERCATO DELLE BEVANDE ANALCOLICHE È TORNATO A CRESCERE.

A trainare la risalita del mercato delle bevande analcoliche è stata principalmente la ripresa dell’Horeca (+30% rispetto al 2020) grazie al venir meno delle restrizioni e al ritorno delle occasioni di socialità. Secondo i dati NielsenIQ, nel 2021 sono cresciute anche le vendite di soft drinks in GDO (+1,7% vs 2020 a volume) grazie in primis a bevande piatte, bibite per la mixology e sport/energy drinks. Si sono invece ridotte nel complesso le vendite di bevande gassate (-0,8% vs 2020).

LA RIPRESA DELL’ECONOMIA ITALIANA È MESSA A DURA PROVA DAL CONFLITTO IN UCRAINA E DAI CRESCENTI PREZZI DELLE MATERIE PRIME

Da fine del 2021 si sta assistendo ad una crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime energetiche (es. +592% per il gas naturale e +77% per il petrolio a marzo 2022 rispetto a marzo 2021), un forte danno per l’Italia alla luce dell’elevata dipendenza dall’estero per gli approvvigionamenti (in primis dalla Russia). I rincari riguardano anche il food: a marzo 2022 l’Indice dei prezzi alimentari della FAO ha raggiunto i livelli più alti di sempre: 159,3. L’aumento dei costi delle materie prime energetiche e agricole, dei metalli (tra cui l’alluminio), degli input produttivi e dei trasporti unitamente alle difficoltà di approvvigionamento e ai rallentamenti nella logistica stanno mettendo a dura prova l’operatività delle imprese italiane, un fenomeno che coinvolge anche le imprese dell’alimentare e delle bevande e i comparti funzionali al settore (es. packaging e distribuzione).

IL 2022 VEDE DEI SEGNALI DI RALLENTAMENTO PER IL MERCATO DEI SOFT DRINKS

La crescita dei prezzi di beni e servizi sta impattando anche sulle famiglie italiane: secondo l’Osservatorio Packaging del Largo Consumo di Nomisma, 4 italiani su 10 sono preoccupati dell’inflazione tra caro bollette/benzina e aumento dei prezzi di alimenti e altri beni. A causa di tale scenario, i primi mesi del 2022 vedono dei segnali di rallentamento per il mercato dei soft drinks in GDO: nel complesso i volumi venduti calano del 3,6% nel I trimestre 2020 vs 2021, mentre i valori restano pressoché stazionari in virtù di un incremento dei prezzi medi (fonte: NielsenIQ).

 

QUALE FUTURO PER IL MERCATO DELLE BEVANDE ANALCOLICHE IN ITALIA NEI PROSSIMI 3 ANNI?

Nel prossimo futuro sul mercato italiano dei soft drinks pesano diverse incognite tra incertezza del quadro economico, possibili nuove chiusure per l’Horeca per via del covid e l’entrata in vigore della sugar tax nel 2023. “Sulla base dell’attuale scenario che vede un rallentamento dell’economia, un’inflazione crescente e una frenata dei consumi, per il 2022 si prevede un lieve calo dei consumi di soft drinks (-0,4% vs 2021) e poi una lieve ripresa nel 2023-2024 anche se saremo ancora al di sotto dei livelli pre-covid. La contrazione nel 2022 è destinata ad accentuarsi se si ipotizza una ripresa dei contagi dopo l’estate e nuove restrizioni per il canale Horeca nel periodo ottobre-dicembre, nel 2022 si potrebbe assistere ad una contrazione del 2,3%” dichiara Emanuele Di Faustino, Senior Project Manager di Nomisma che ha curato lo studio per Assobibe. “Con l’introduzione della Sugar Tax i consumi subiranno una forte flessione vista l’elevata sensibilità dei consumatori italiani al fattore prezzo (soprattutto per i consumi domestici): nel complesso, con la Sugar Tax il mercato nel 2023 si dovrebbe contrarre del 12% rispetto al 2022 e di ben il 17% se lo si confronta con lo scenario pre-pandemico (2019)”, conclude Di Faustino.

“L’industria delle bevande analcoliche e la filiera a monte e a valle hanno attraversato questi ultimi due anni di Pandemia, i cui effetti si sono particolarmente sentiti nel canale Horeca, con grande determinazione a ripartire, facendo squadra, senza arrendersi alle difficoltà e ai cambiamenti nelle abitudini di consumo che ha lasciato in eredità dichiara Giangiacomo Pierini, Presidente di ASSOBIBE –. Nel 2021 i consumi sono tornati a crescere, seppur sotto i livelli pre-pandemia (-6% rispetto al 2019), ma l’impennata dei prezzi di energia e materie prime alimentari, la guerra in Ucraina e la delicata situazione geopolitica internazionale stanno mettendo a dura prova la tenuta del settore. In questo quadro, fare sistema diventa ancor più importante per reggere a quella che il Presidente Bonomi ha definito una “tempesta perfetta”.

I dati presentati oggi da Nomisma fanno riflettere. Dopo la pandemia la ripresa è ora minacciata dal forte aumento dei costi di produzioneha affermato il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio -. Quasi 8 famiglie su 10 sono orientate a cambiare le proprie abitudini di acquisto di fronte a una crescita dei prezzi. Abbiamo il compito, soprattutto in un momento come quello  attuale, di non scoraggiare gli investimenti nel nostro paese. La sugar tax rischia di mettere in difficoltà non solo attori internazionali ma anche imprese italiane. Con ASSOBIBE lo scorso anno abbiamo siglato un protocollo per promuovere le produzioni Made in Italy. Vogliamo affrontare uniti la tempesta con l’obiettivo di salvaguardare valore e posti di lavoro e tutelare il tessuto produttivo e agricolo da cui nascono prodotti unici come le cedrate, i chinotti e le aranciate”.

“Ci aspettano mesi difficili, soprattutto per le PMI, che rappresentano il 61% del settore, che hanno minore accesso ai mercati internazionali delle materie prime e minori opportunità di economie di scala conclude Giangiacomo Pierini –. In questi anni abbiamo lavorato, e continueremo a farlo, insieme al Governo e ai diversi attori della filiera, in un’ottica di sistema perché siamo tutti anelli della stessa catena. Abbiamo modificato i nostri prodotti e i nostri modelli di sviluppo in ottica di maggiore attenzione alle esigenze di salute dei consumatori e di salvaguardia dell’ambiente. Adesso chiediamo al Governo che intervenga con misure congiunturali e strutturali a sostegno dei consumi e delle aziende, che hanno bisogno di stabilità e programmazione per poter guardare al futuro. Tra queste misure in primis la cancellazione di nuove tasse, inutili quanto dannose. Abbiamo bisogno di segnali immediati per dare speranze agli imprenditori e alle famiglie che devono beneficiare di manovre espansive indispensabili per la crescita del Paese”.

Giangiacomo Pierini, Presidente ASSOBIBE


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