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Baguette e bistrot: simboli francesi da patrimonio Unesco

Il classico pane fragrante, lungo e sottile, che i francesi portano sottobraccio, protetto da un foglio di carta. Stiamo parlando della baguette, che oltre a essere un vero e proprio simbolo francese è anche il risultato dell’antica arte dei panificatori di Francia e che viene apprezzata nel mondo. Da tempo la nazione e il presidente […]

Redazione - Pubblicato il 28 Settembre 2018 alle ore 6:45
Categoria: Attualità

baguette

Il classico pane fragrante, lungo e sottile, che i francesi portano sottobraccio, protetto da un foglio di carta. Stiamo parlando della baguette, che oltre a essere un vero e proprio simbolo francese è anche il risultato dell’antica arte dei panificatori di Francia e che viene apprezzata nel mondo.

Da tempo la nazione e il presidente Macron chiedono a gran voce che la baguetta possa essere inserita nel patrimonio immateriale dell’Unesco, come riconoscimento del suo valore e a protezione di un prodotto tanto imitato.

Avviato l’iter per la candidatura della Baguette

E ora, a sostegno della candidatura della baguette è la Confederazione nazionale della boulangerie-patisserie che, riunita a congresso a Parigi in rappresentanza di 180mila lavoratori del settore, ha presentato al Consiglio municipale di Parigi la documentazione per dare il via all’iter procedurale.

La candidatura della baguette ha già trovato il sostegno delle istituzioni. Già nel gennaio 2018 il presidente francese Emmanuel Macron affermava che “la baguette è invidiata dal mondo intero“.

Conosco i nostri panettieri – aveva spiegato il Presidente – hanno visto che i napoletani sono riusciti a far entrare la loro pizza nel patrimonio mondiale dell’Unesco e si sono detti: perché non la baguette? E hanno ragione“. Poi ha aggiunto: “La Francia è un Paese di eccellenza nel pane, perché la baguette è invidiata dal mondo intero. Bisogna preservarne l’eccellenza e il savoir faire ed è per questo che bisogna inserirla nel patrimonio. Non solo il nome della baguette ma i suoi ingredienti e il modo di realizzarla“.

La candidatura del Bistrot e Bouquinistes

Non è da meno il “leader” della candidatura del bistrot. Lo chef Alain Fontaine, capofila di una folta schiera di sostenitori, ha candidato a patrimonio immateriale dell’umanità i Bistrot francesi, dove si va non solo per bere e mangiare ma soprattutto per cogliere quell’atmosfera effervescente e multiculturale che li ha sempre contraddistinti.

Al fianco dei bistrot si schierano i “bouquinistes“, ovvero i tradizionali rivenditori di libri lungo le rive della Senna. C’è da dire che entrambi sono caratteristici di Parigi, mentre la baguette spopola in tutta la Francia. Nel 2017 ce l’ha fatta la “pizza napoletana”, frutto della creatività partenopea che, come recita l’assegnazione, “trasforma elementi base come l’acqua e la farina in una creazione di incredibile valore culturale che rappresenta l’Italia nel mondo”


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