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“Bonus Chef”: ecco i requisiti per richiederlo

Presentato ufficialmente il decreto attuativo del "Bonus Chef". Chiariti i requisti per la richiesta del credito d'imposta del 40% fino a un massimo di 6.000 euro per l'acquisto di attrezzature e corsi di formazione

Attualità Norme & Leggi Redazione - 2 Agosto 2022

Dopo un lungo iter e vari stop è finalmente attivo il “Bonus Chef“, misura riservata a cuochi professionisti su spese sostenute per attrezzature e formazione.Questo Bonus era stato già inserito nella Legge di Bilancio 2021 ma non essendo stato presentato il decreto attuativo non era mai entrato in vigore. Ora, come annunciato in una conferenza stampa dello scorso 25 luglio, il Decreto Milleproroghe lo rende effettivo.
La sua validità è stata estesa fino al 31 dicembre 2022, ed è stato finanziato con 3 milioni di euro. La misura prevede un credito di imposta del 40% con un tetto massimo di 6.000 euro di spesa riconosciuto per l’acquisto di macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, trasformazione e cottura dei prodotti; l’acquisto di strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione; per la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

Il credito di imposta può essere riconosciuto a cuochi dipendenti in ristoranti o hotel con regolare contratto di lavoro che abbiano effettuato spese strumenti, attrezzature e corsi dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2022. Sebbene, come riporta il portale Informazione Fiscale non vi sia ancora modo di presentare la domanda, sono stati chiariti requisiti necessari per accedere alle agevolazione, ovvero:

  • essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;
  • essere alle dipendenze almeno a partire dal 1° gennaio 2021, con regolare contratto di lavoro subordinato, di alberghi e ristoranti, o svolgere come lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, attività di cuoco professionista svolta presso le stesse strutture (anche senza essere in possesso del codice ATECO 5.2.2.1.0);
  • essere nel pieno godimento dei diritti civili.

Il pagamento delle strumentazioni o dei corsi deve essere effettuato tramite conti riconducibili a chi fa domanda e con modalità che consentono la piena tracciabilità e l’immediata riconducibilità alla relativa fattura o ricevuta.

Tramite la procedura telematica che sarà attivata sul portale del Mise, sarà possibile presentare una sola istanza.

Si attendono quindi ulteriori chiarimenti per la presentazione delle domande ma il decreto è finalmente andato in porto.

Maria Spena, vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera, promotrice del Bonus Chef lo ha così descritto: «Una misura che non è solo un aiuto a imprese e maestranze ma restituisce centralità alla figura degli chef – anche giovani – e che nell’acquisto di beni strumentali all’interno delle cucine italiane guarda all’innovazione e alla sostenibilità nell’ottica di risparmio energetico e contenimento dello spreco alimentare. Importante è stata anche la collaborazione con le associazioni legate alla filiera dell’agroalimentare come Coldiretti, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori, così come la sinergia Federazione Italiana Cuochi per la stesura del provvedimento. Il bonus oggi e realtà, ringrazio anche il Mise e il Mef per aver seguito con attenzione l’iter procedurale». 

«Il settore dell’ospitalità e della ristorazione è volano per il turismo enogastronomico – ha dichiarato lo chef Alessandro Circiello, portavoce della Federazione Italiana Cuochi  Ogni ricetta del nostro territorio racconta una storia delle provincie d’Italia e a farlo sono i cuochi e gli chef che promuovono ogni giorno il patrimonio agroalimentare italiano. In un momento di grande sofferenza per il settore tra caro energia e cost materie prime – segnaliamo peraltro che il 30% dei ‘commis’ ha cambiato mestiere – il bonus chef è un piccolo aiuto che può fare la differenza sia per l’aggiornamento professionale, pensiamo anche alla sicurezza alimentare, che per l’acquisto di attrezzature come forni e abbattitori».

 


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