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Caffè d’orzo: quando l’espresso non c’è

Il caffè d’orzo è molto spesso consumato in alternativa al caffè espresso. L’orzo è privo di caffeina, è un cereale proveniente dall’Asia, coltivato prima del grano in Mesopotamia e in Cina, la sua coltivazione e scoperta risalgono al neolitico. In Egitto l’orzo era importante almeno quanto il frumento, in quanto cereale povero e più facilmente […]

Caffè Redazione 4 - 22 Gennaio 2019

Il caffè d’orzo è molto spesso consumato in alternativa al caffè espresso. L’orzo è privo di caffeina, è un cereale proveniente dall’Asia, coltivato prima del grano in Mesopotamia e in Cina, la sua coltivazione e scoperta risalgono al neolitico.
In Egitto l’orzo era importante almeno quanto il frumento, in quanto cereale povero e più facilmente disponibile per le classi sociali meno abbienti.

In Europa la sua diffusione ha raggiunto le grandi masse durante la Seconda guerra mondiale, quando il caffè veniva venduto a prezzi astronomici.

Il caffè d’orzo è stato inventato in Italia. Esisteva in precedenza una bevanda d’orzo che si otteneva per infusione, rendendolo molto simile al tè.

In Spagna e in Sud America è conosciuto come “cafè de cebada”, nei Paesi di lingua anglosassone è chiamato “barleycup” mentre in Giappone si chiama “mugicha”.

In Italia, per la sua produzione, viene utilizzato orzo tostato e macinato, in altri paesi sono usati cereali meno nobili, come la segale o la cicoria, che ne esalta il sapore amaro.

L’assenza di caffeina lo rende adatto a consumatori anziani e ipertesi, perché il suo aspetto e il suo gusto amarognolo ricordano molto il caffè, ma la bevanda non provoca alcun effetto sulla salute.

Privo di sostanze eccitanti, è facilmente digeribile e ricco di fibre, adatto anche ai bambini e ai consumatori in convalescenza, per le sue proprietà antinfiammatorie.

Ottimo per il suo consumo dopo i pasti, e in special modo la sera, consigliato per le donne in periodo di allattamento, data la sua azione stimolante per la produzione di latte materno.

Il caffè d’orzo si può preparare utilizzando la moka tradizionale con l’orzo macinato e tostato, oppure il solubile che va sciolto direttamente in acqua bollente.
Utilizzando la moka la sua quantità deve essere minore rispetto al caffè tradizionale. Esiste anche una moka da orzo che risulta essere più grande rispetto a quella da caffé tradizionale. Al bar esistono delle macchine particolari per preparare il caffè d’orzo, simili a quelle per il caffè al ginseng, che rendono la bevanda cremosa e dolce.
Ad oggi il caffé d’orzo si può acquistare sugli scaffali dei supermercati e vi è una ampia offerta anche su web.


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