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Caffè espresso: icona italiana di gusto

Merita il nome di caffè italiano perché è così che il caffè espresso è conosciuto negli altri paesi del mondo. Non a caso, l’espresso è stato inventato proprio in Italia nei primi anni del Novecento. Il caffè espresso nasce come evoluzione del caffè ottocentesco, quando il caffè, generalmente di scarsa qualità, veniva preparato e lasciato […]

Caffè Redazione 4 - 29 Gennaio 2019

Merita il nome di caffè italiano perché è così che il caffè espresso è conosciuto negli altri paesi del mondo. Non a caso, l’espresso è stato inventato proprio in Italia nei primi anni del Novecento.
Il caffè espresso nasce come evoluzione del caffè ottocentesco, quando il caffè, generalmente di scarsa qualità, veniva preparato e lasciato in brocche da cui veniva consumato anche nei giorni successivi.
Il termine espresso arriva all’inizio del ‘900 con la commercializzazione delle prime macchine che potevano preparare il caffè “espressamente” su richiesta.
Rispetto alle altre bevande a base di caffè, l’espresso viene ottenuto tramite l’infusione sotto pressione, il che permette di avere una bevanda molto concentrata.
Le macchine per l’espresso sono composte da due circuiti per l’acqua. Nel primo esce acqua fredda, nel secondo vapore e acqua calda. Per preparare un buon espresso occorrono 7-8 grammi di caffè macinato finemente. Uno dei segreti per la preparazione di un ottimo espresso è la macinatura istantanea, che permette di mantenere intatto l’aroma.
Per ogni espresso vengono usati all’incirca 25 ml di acqua bollente (88/90° circa) che insieme al caffè macinato vengono sottoposti a 9 bar di pressione. Trenta secondi di preparazione per ottenere come risultato una bevanda dall’aroma intenso e consistenza vellutata. La porcellana o il vetro delle tazzine ne esalta il sapore.
Tre le fasi grazie alle quali il caffè viene preparato. La prima è della della bagnazione o pre-infusione, quando si bagna il pannello di caffè con l’acqua calda che lo attraversa ed entra nel gruppo. Quando il pannello risulta totalmente permealizzato, si passa all’estrazione con l’acqua che passa, ad una determinata temperatura, attraverso il filtro a pressione costante. L’emulsione degli oli estratti nella fase di estrazione conferiscono cremosità e morbidezza al caffè.
Per quanto riguarda i livelli di caffeina contenuti all’interno del caffè espresso, questi variano in relazione a diversi elementi: al tipo di miscela utilizzata (Arabica o Robusta); al grado di tostatura; alla quantità di caffè utilizzata; al metodo di preparazione; al volume del caffè in tazza.
Gli specialisti consigliano di non consumare più di tre tazzine di espresso al giorno. Ogni tazzina contiene all’incirca 100 mg di caffeina e circa 4 mg di acido nicotinico (una sostanza che ha proprietà antinfiammatorie). La differenza più consistente viene data dalla miscela se a prevalenza Robusta, più ricca di caffeina, o Arabica.


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