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“Cibo buono da pensare”. Le nuove creazioni dello chef Nunzio Spagnuolo

Piatti della tradizione ma rivisitati in modo goloso e giocoso. Nunzio Spagnuolo presenta le sue ultime creazioni dal Rada Beach Bistrot e dal Rada Rooftop.

Ho.Re.Ca. Ristorazione Redazione 2 - 1 Ottobre 2021

I piatti della tradizione, quelli legati alla memoria, con cui anche i grandi chef si sono cimentati da piccoli, spesso grazie alla passione delle nonne. Sono proprio loro la fonte di ispirazione dello chef Nunzio Spagnuolo, patron delle cucine del “Rada Beach Bistrot” e del “Rada Rooftop” di Positano. “Non si poteva mica googlare allora!”, ironizza Nunzio ripensando alle ricette della sua infanzia. Ogni suo piatto evoca un episodio, un ricordo, un’emozione.

Chef Nunzio Spagnuolo

Il cibo deve essere buono da mangiare e soprattutto buono da pensare, anche perché il sapore lo dà l’appetito – spiega Nunzio -. E il termine “appetito” viene da appetire, desiderare, un’azione non guidata dalla ragione, stimolata da profumi, ricordi, relazioni e magari da immagini. Il gusto dei piatti della tradizione non può essere dimenticato – afferma lo chef -. In un mondo in costante evoluzione, aggrapparsi a quelli che possiamo definire i sapori della memoria rappresenta un modo per mantenere il contatto con il passato”.

Ecco perché sono nati i “ravioli di patate con ragù di moscardini” proposti nel menù del “Rada Beach Bistrot”. Ed ecco perché Nunzio ha creato la “panzanella con sashimi di dentice e moka al pomodoro” (che viene servita ai tavoli accompagnata da una caffettiera contenente un caffè al pomodoro) e il “sorbetto pesca, basilico e champagne”, rispettivamente antipasto e pre-dessert del menù del “Rada Rooftop”. Perché sono pietanze che puntano tutto sulla materia prima e vogliono interpretarla nella sua sostanza. E anche se nell’aspetto questi piatti potranno non assomigliare al polpo alla Luciana con patate, alla panzanella, o alla “sangria napoletana” (ovvero il vino con le pesche) preparati dai nostri nonni, quel che è certo è che non se ne discostano nel gusto.

Questo percorso gustativo secondo noi rappresenta al meglio la nostra idea di piatto della tradizione. O meglio quando la tradizione incontra l’innovazione”, conclude lo chef.

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