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Cibus: cosa è successo durante la seconda giornata

Dalle riforme comunitarie ai trend di mercato delle diverse geografie si definiscono i nuovi scenari competitivi per il made in Italy alimentare – Sullo sfondo l’impegno corale su sostenibilità e tracciabilità

Cibus Redazione 5 - 5 Maggio 2022


Uno dei temi della 21° edizione di Cibus è quello di come realizzare l’autosufficienza agroalimentare a livello europeo e quindi le riforme PAC e Farm to Fork. Secondo Paolo De Castro, della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo “Si rischia che la transizione ecologica possa mettere gli agricoltori con le spalle al muro, chiedendo loro una forte riduzione della chimica senza alternative concrete.

La pressione sulle aziende rischia di diventare insostenibile e compromettere la qualità di prodotti con degli standard produttivi che non sono solo soggettivi ma anche garantiti dai consorzi di tutela” – ha detto Giuseppe Ambrosi, Presidente EDA (European Dairy Association) e Presidente e AD Ambrosi SpA.

L’aumento dei prezzi è una prospettiva inevitabile, che rischia di compromettere lo straordinario trend di crescita dei prodotti italiani”, ha sostenuto Luigi Scordamaglia, Consigliere Delegato di Filiera Italia e AD di Inalca.

La crisi climatica senza riforme strutturali a livello comunitario sta condizionando seriamente alcune filiere che hanno guidato e guideranno l’export del made in Italy alimentare” – ha detto Costantino Vaia, Amministratore Delegato Casalasco S.p.A.

Siamo riusciti a fornire gli scaffali della distribuzione internazionale grazie alla nostra efficienza e capacità di reperire le materie prime. Le riforme devono tutelare questa leadership nella trasformazione di prodotti eccellenti” – ha affermato Carlo Aquilano, Direttore Commerciale F.lli De Cecco.

Una leva di business decisiva per le industrie alimentari per continuare a crescere sui mercati esteri è rappresentata dai prodotti a marca privata, o private labels. Se ne è parlato nel convegno “La dinamica delle private label a livello internazionale”. Anna Verga, Head of Global Sales and Business Development Coop Italian Food, ha ricordato che Coop fornisce prodotti a proprio marchio a importanti catene distributive internazionali, mostrando come anche i retailer italiani riescano a fare export in assenza di catene italiane internazionalizzate.

Un panel di aziende leader nella private label in Italia e all’estero composto da Formec Biffi, Clai, Zanetti Formaggi e Zucchi ha indicato chiaramente quali sono le linee strategiche di approvvigionamento delle principali catene estere, ovvero puntare sui fornitori italiani per intercettare e soddisfare il gusto dei loro consumatori per continuare ad implementare le loro premium store brand. Infatti, il segmento premium della marca privata è l’unico che cresce a livello internazionale, creando valore sullo scaffale e fidelizzazione dei consumatori. Basti pensare che, pur di avere i prodotti DOP, la Francia ha addirittura rinunciato al Nutriscore sulle sue PM. La consapevolezza di questa forza sarà la stella polare per lo sviluppo delle aziende e anche di Cibus nel futuro.

La Grande Distribuzione e l’Industria hanno accelerato il loro percorso sulla strada della ecosostenibilità, come riferito nel convegno “La sfida sostenibile del sistema alimentare: il ruolo del packaging”, a cui hanno partecipato tra gli altri Francesco Avanzini (Direttore Generale Conad), Giorgio Santambrogio (AD, Gruppo Végé), Marco Pedroni (Presidente ADM), con la moderazione di Armando Garosci (Largo Consumo).

Un sostegno concreto alle imprese sul tema della tracciabilità è arrivato da Ice – Agenzia che nel corso del Convegno “Blockchain per l’agroalimentare”, tenutosi ieri, ha annunciato un nuovo servizio: “Dal mese di giugno, ICE offrirà alle imprese servizi di operatori qualificati per tracciare e certificare l’origine di prodotto nei diversi step di filiera su tecnologia blockchain” –  ha affermato Carlo Ferro, Presidente di ICE Agenzia – L’obiettivo è duplice: difesa del brand e contrasto all’Italian sounding, e marketing della sostenibilità. Infatti, non c’è marketing della sostenibilità se non c’è tracciabilità dell’origine del prodotto. Regole, comunicazione e strumenti per il contrasto all’Italian sounding: più accordi di libero scambio di nuova generazione, la campagna di Nation branding be.IT e ora la tracciabilità su blockchain.”

Confagricoltura ha presentato la terza edizione di Agricoltura100, l’iniziativa che premia le aziende agricole più innovative e indaga sulla diffusione della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nel settore primario italiano, realizzata con Reale Mutua Assicurazioni.

L’impatto della pandemia prima e dell’attuale congiuntura economica sul settore delle bevande analcoliche e su tutta la filiera e i possibili scenari futuri sono stati al centro del confronto dal titolo “Affrontare uniti la tempesta perfetta. Le sfide della filiera italiana delle bevande analcoliche”. “Per fronteggiare questa sfida occorrono soluzioni immediate per calmierare alcuni aumenti e far ripartire la domanda interna – ha dichiarato Giangiacomo Pierini, Presidente di ASSOBIBE – con l’obiettivo di tutelare le produzioni made in Italy e di intervenire su tutte quelle misure che frenano la ripresa. Servono scelte coraggiose da parte del Governo.”

Cibus4Sustainability, presentato a Parma il progetto che premia le aziende virtuose

Sono state premiate ieri a Parma le cinque aziende vincitrici di Cibus4Sustainability, il progetto ideato da Fiere di Parma e Federalimentare in collaborazione con PwC, dedicato alla diffusione di esempi virtuosi di sostenibilità lungo la filiera alimentare, dalla produzione, alla trasformazione e fino alla distribuzione.

L’obiettivo del progetto era individuare le best practice della filiera agroalimentare e dei retailer a livello nazionale e internazionale, purché in esposizione a Cibus, seguendo quattro filoni principali: il packaging eco-sostenibile, un settore in cui tutta la filiera alimentare gioca un ruolo fondamentale per l’attenzione agli imballaggi e alla gestione del loro intero ciclo di vita; l’efficenza energetica, un tema caro a tutta la filiera alimentare che la considera un driver competitivo per contribuire agli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra; lo spreco alimentare, che oltre a rappresentare una perdita di risorse preziose e un danno economico, ha anche un impatto negativo sul cambiamento climatico; la sostenibilità sociale, cioè l’adozione e la promozione di pratiche di business socialmente responsabili che possono innescare una reazione a catena positiva lungo tutta la filiera alimentare.

Cinque sono state le aziende che, secondo il comitato scientifico composto da Food Social Impact, Future Food Institute, Gambero Rosso, PwC, Università di Parma, hanno meritato la vittoria. In particolare, per l’eco-packaging, ha vinto l’azienda Agricola san Salvatore, per l’efficenza energetica è stato premiato il Consorzio Prosciutto di Parma, per quanto riguarda lo spreco alimentare Nestlé Italia si è aggiudicato il primo premio, mentre per la sostenibilità sociale a vincere è stata l’azienda Zanetti.

Non solo: proprio durante la quattro giorni dedicata alle imprese Made in Italy del food and beverage, è stata allestita un’area destinata alle proposte innovative in cui tutti i partecipanti al Cibus4Sustainability hanno potuto esporre le proprie. Un modo per fare sistema dell’innovazione e per scambiarsi idee.

La sostenibilità è uno dei cardini dell’industria alimentare che in tempi non sospetti ha lavorato intensamente su questo tema – ha detto il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio nell’intervento introduttivo – Quando parliamo di sostenibilità parliamo sempre di quella ambientale, economica e sociale perché crediamo che esse siano tre dimensioni inscindibili, per cui se una viene a mancare, anche le altre verranno necessariamente meno. A questo c’è da aggiungere che l’innovazione ci dà oggi una grande mano per lavorare in maniera sempre più sostenibile. Tradizione e innovazione, allora, sono il binomio vincente che caratterizza questo evento ma anche il binomio vincente dell’industria alimentare e di Cibus”.


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