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Covid-19: Airbnb licenzia quasi 2.000 dipendenti

Il 5 maggio il CEO di Airbnb ha inviato una nota a tutti i dipendenti, informandoli che 1.900 lavoratori dovranno lasciare l'azienda.

Ho.Re.Ca. Ospitalità Turismo Redazione 2 - 8 Maggio 2020

Covid-19: Airbnb licenzia quasi 2.000 dipendenti

In questo momento in cui l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19 va di pari passo con le difficoltà delle imprese e delle attività del nostro Paese, a causa delle misure contenitive, abbiamo bisogno anche di segnali positivi. Per questo Horecanews.it, tenendo fede al patto d’informazione con i suoi lettori, ha deciso di non fermare la normale programmazione ma di tenervi aggiornati sulle notizie del settore, anche per concedere un momento di svago dalle difficoltà del momento”.

La pandemia globale da Covid-19 ha colpito tutti i settori, abbattendosi più pesantemente su quelli legati al contatto umano e ai flussi di viaggiatori. Il turismo risentirà per mesi (in via ottimistica) delle conseguenze delle manovre di contenimento dell’epidemia e del cambiamento negli stili di vita.

Ci troviamo ora ad osservare il primo grande impatto su una realtà globale del turismo quale è Airbnb.

Il 5 maggio il cofondatore e CEO Brian Chesky ha inviato una nota ai dipendenti Airbnb con notizie a dir poco tristi. Nella nota il CEO informa che circa 1.900 dipendenti, il 25% dei lavoratori Airbnb, verranno licenziati.

Oggi devo confermare che stiamo riducendo le dimensioni della forza lavoro di Airbnb[…]. Condividerò quanti più dettagli possibile su come sono arrivato a questa decisione, cosa stiamo facendo per chi parte e cosa succederà dopo”.

Chesky sottolinea quanto sia stata inaspettata e impressionante la crisi che stiamo vivendo e che ha colpito il turismo globale proprio nel momento in cui iniziava a svilupparsi.

Il business di Airbnb è stato duramente colpito, con entrate previste quest’anno per meno della metà di quelle che abbiamo guadagnato nel 2019. In risposta, abbiamo raccolto $ 2 miliardi di capitale e ridotto drasticamente i costi che hanno toccato quasi ogni angolo di Airbnb“.

Due sono le cause principali che hanno condotto a questa decisione:
1) Non si sa quando si potrà tornare a viaggiare.
2) Al suo ritorno, il viaggio avrà un aspetto totalmente diverso.

Mentre sappiamo che l’attività di Airbnb si riprenderà completamente, i cambiamenti che subirà non sono temporanei o di breve durata. Per questo motivo, dobbiamo apportare modifiche più sostanziali ad Airbnb, riducendo le dimensioni della nostra forza lavoro attorno a una strategia aziendale più mirata”. 

Chesky dà così una notizia difficile, spiegando in maniera dettagliata quali idee di “business mirato” ha l’azienda e, quindi, il perché della decisione.

Viaggiare in questo nuovo mondo – scrive il CEO – avrà un aspetto diverso”. Di conseguenza, Airbnb dovrà evolvere in base a questi cambiamenti. “Le persone vorranno opzioni più vicine a casa, più sicure e più convenienti“. Ma le persone saranno anche alla ricerca di qualcosa che sembra essergli stato strappato via: la connessione umana“. 

È proprio su questo che si basava l’idea di Airbnb, una piattaforma grazie alla quale gli host (proprietari di appartamenti) potevano mettere a disposizione la loro casa o anche solo una stanza, per accogliere i viaggiatori, guadagnando sì, ma soprattutto condividendo.

Ecco che l’arresto di investimenti e attività che non saranno più possibili nel prossimo futuro hanno reso necessarie le riduzioni all’interno di vari team dell’azienda.

I dipendenti che lasceranno Airbnb riceveranno 14 settimane di retribuzione e 12 mesi di assistenza sanitaria negli Stati Uniti, in tutti gli altri Paesi, le spese sanitarie saranno coperte fino alla fine del 2020. Inoltre, l’azienda assisterà i dipendenti che lasceranno Airbnb nella ricerca di nuove opportunità di lavoro attraverso diverse iniziative, tra cui quattro mesi di assistenza alla carriera con RiseSmart, una società specializzata in servizi di transizione e collocamento.


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