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Decifrato il genoma dell’uva Chardonnay

Una ricerca condotta dalle Università della California di Irvine e Davis ha decifrato il genoma dell’uva Chardonnay. Il team di ricerca ha impiegato tre anni di studio a quelle che sono le varianti strutturali o cambiamenti cromosomici nei genomi delle uve Chardonnay e Cabernet Sauvignon per determinare la loro somiglianza genetica in quanto ognuno dei […]

Indagini e Ricerche Redazione 4 - 24 Settembre 2019

chardonnay

Una ricerca condotta dalle Università della California di Irvine e Davis ha decifrato il genoma dell’uva Chardonnay. Il team di ricerca ha impiegato tre anni di studio a quelle che sono le varianti strutturali o cambiamenti cromosomici nei genomi delle uve Chardonnay e Cabernet Sauvignon per determinare la loro somiglianza genetica in quanto ognuno dei frutti ha circa 37.000 geni.

Dalla ricerca è emerso un dato molto affascinante: l’uva eredita un numero diverso di geni dai due “genitori”, alcuni geni non hanno il numero previsto di due copie. Secondo Brandon Gaut, uno degli autori dello studio, “ciascuno di noi eredita una copia del proprio gene dalla madre e una dal padre. Si potrebbe quindi presumere che anche l’uva erediti due copie di ogni gene, provenienti da ciascuno dei loro due ‘genitori’. Abbiamo scoperto invece che c’era solo una copia, non due, per il 15% dei geni nello Chardonnay, e lo stesso accadeva per le uve Cabernet Sauvignon“.

Dallo studio emerge poi che le uve rosse sono mutate in uve bianche in più casi e un minor numero di geni legati al colore ereditati da un’uva ha aumentato la probabilità che risultasse bianca. Oltre a fornire le conoscenze scientifiche chiave ai viticoltori, gli studiosi affermano che i risultati hanno importanti implicazioni per la comprensione dei valori nutrizionali in altra frutta e verdura.

Lo Chardonnay è senza dubbio il vitigno bianco più diffuso al mondo e dà origine ai vini più presenti sulle tavole globali. La sua adattabilità, in campo e in cantina, per ottenere prodotti con profili molto diversi ne ha fatto un vitigno di successo che ha anche ricevuto molti investimenti e ricerche per programmi di selezione clonale. Secondo l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv) che ha realizzato un rapporto sulla distribuzione dei diversi vitigni nei vigneti di tutto il mondo lo Chardonnay occupa con i suoi 210mila ettari nel mondo, la settima posizione tra i vigneti più coltivati a livello globale. In testa c’è la varietà Kyoho, uva da tavola a bacca rossa, che nel vigneto globale occupa la superficie più estesa, circa 365.000 ha secondo le stime OIV. Seconda varietà il Cabernet Sauvignon (341.000 ha), cui seguono Sultanina (destinata a tavola, essiccazione e produzione di vino; 273.000 ha), Merlot (266.000 ha), Tempranillo (231.000 ha).


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