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Export italiano in negativo. L’Agroalimentare Made in Italy cresce nel 2020

Nonostante nel 2020 l'export italiano segni quasi 10 punti in negativo, il made in Italy cresce di quasi 2 punti rispetto al 2019.

Business Indagini e Ricerche Mercato Redazione 2 - 22 Febbraio 2021

A fronte di un calo dell’export italiano quasi del 10%, i dati Istat provvisori sul commercio con l’estero e i prezzi all’import vedono le esportazioni del settore agroalimentare Made in Italy crescere di un 1,9% nel 2020 rispetto al 2019.

A sorprendere non è tanto l’exploit eccellente dell’export, quanto piuttosto la capacità del settore alimentare di smarcarsi da un calo generale che ha colpito tutta l’industria e di riuscire comunque a mantenere una spinta positiva” dice Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia commentando le anticipazioni Istat.

Il risultato più eclatante non è solo questa spinta espansiva in un anno che si è mostrato sotto tutti gli aspetti difficilissimo – dice Scordamaglia – a sorprendere positivamente è il giro di boa della bilancia alimentare che segna per la prima volta a fine anno un saldo positivo”. Filiera Italia valuta questo saldo circa 2,4 miliardi. “Nel 2019 continua Scordamaglia questo bilancio si era chiuso in negativo per 268 milioni”.

Il 2020 è stato un anno consacrato alla pasta, prodotto che segna nelle esportazioni il record di + 15,6% rispetto al 2019. “Una tendenza che ci vede sempre meno dipendenti dall’estero, finalmente anche per i comparti del settore agroalimentare meno autosufficienti, soprattutto grazie all’adesione a contratti di filiera, si riesce a produrre sempre più prodotto agricolo nazionale in quantità e qualità e sempre più rispondenti alle esigenze della industria di trasformazione e dei consumatori”.

Nel complesso del 2020, l’export registra una contrazione del 9,7%, con riduzioni di pari entità verso entrambi i mercati di sbocco, area Ue ed extra Ue. 

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