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I finalisti italiani del World Chocolate Masters si raccontano attraverso il cioccolato

I finalisti italiani del World Chocolate Masters 2022 preparati da Chocolate Academy Milano si presentano sotto un punto di vista inedito raccontando la loro storia, gli ostacoli affrontati e le loro più grandi ispirazioni.

Eventi Redazione 5 - 14 Gennaio 2022

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Il 2 febbraio a Pollenzo si terrà la più importante competizione internazionale dedicata agli artigiani del cioccolato: la finale italiana del World Chocolate Master. Un palcoscenico internazionale dove i candidati dovranno convincere con la loro creatività ed il loro talento una giuria di esperti.

La finale italiana è organizzata da Chocolate Accademy Milano di Barry Callebaut, azienda internazionale leader nella produzione di cacao e cioccolato, in collaborazione con SELMI Chocolate Machinery, top player nella produzione di macchine per la lavorazione del cioccolato. Un evento che deciderà chi tra i finalisti rappresenterà l’Italia nella finale mondiale che si terrà a Parigi a fine ottobre 2022.

Il cioccolato è da sempre uno degli alimenti più consumati al mondo e sempre di più è l’ingrediente magico dei migliori ristoranti e pasticcerie del globo.

In Italia il cioccolato è esploso in ritardo rispetto al resto d’Europa, ma in pochi anni, grazie anche all’impegno culturale espresso da Chocolate Academy e dai suoi direttori, il cibo degli dei è diventato un ingrediente indispensabile nelle migliori pasticcerie ma anche nelle ricette più raffinate dei ristoranti stellati dello stivale.

Nel 2013 è infatti un italiano a vincere il World Chocolate Master. Il maître chocolatier Davide Comaschi è salito sul podio più alto grazie ad una preparazione di due anni supportato dal Maestro dei Maestri della pasticceria italiana: Iginio Massari. Da quel momento l’arte italiana della pasticceria al cioccolato è diventata simbolo di qualità, creatività e soprattutto abilità.

Sono passati già nove anni da quel momento storico e l’Italia dopo aver vinto il campionato del mondo di pasticceria e gelateria nel 2021, oggi spera di far brillare sul podio anche uno dei suoi giovani maître chocolatier.

Prima della tanto attesa competizione, i finalisti italiani si sono aperti per raccontare cosa significa per loro avere la chance di partecipare ad una competizione internazionale dedicata al cioccolato.

Matia Ortiz descrive il suo come un percorso alla ricerca costante di innovazione e aggiornamento iniziato sin dalla sua infanzia, passata tra i tavoli della pasticceria di famiglia a Buenos Aires.

Matia Ortiz

Fantasia e passione compongono il suo mantra. La sua Pavlova,  nasce infatti così uno dei primi dolci che lo hanno avvicinato al mondo dell’alta pasticceria e che gli ha fatto capire che non c’è mai limite alle proprie capacità. In questi ultimi anni infatti la sua passione è diventata la pasticceria a base di cioccolato ed è questo ingrediente sorprendente con cui si esprime presso il ristorante  “il Marchesino” del Teatro alla Scala.

Da grande amante del cioccolato, fa fatica ad escluderlo da qualsiasi sua ricetta è per questo che quando gli viene chiesto cosa significherebbe arrivare alla finale di Parigi del World Chocolate Masters si limita a dire “un sogno che si realizza”.

Diego Mascià definisce il mondo della cioccolateria come un ritorno all’infanzia, poiché grazie alle sue innumerevoli sfaccettature offre la possibilità ai professionisti di tornare ad essere bambini senza mettere limiti alla creatività.

Diego Mascià

Oltre al cioccolato, con cui vengono realizzate il 70% delle sue ricette, all’interno del suo laboratorio non possono mancare: la sete di imparare sempre cose nuove, la consapevolezza di non fermarsi mai ai primi ostacoli e il non sentirsi mai arrivati. Solo così, secondo lo chef, si possono ottenere grandi risultati e lo dimostrano le 12/13 ore al giorno in cui si allena per prepararsi alla competizione del 2 febbraio.
Oggi lavora presso lo staff della Cioccolateria Gelateria di Cristian Beduschi a Firenze e dichiara di aver raggiunto solo negli ultimi anni una maturità mentale necessaria per affrontare una competizione di questa portata. Oggi è infatti consapevole che Parigi non è un punto di arrivo, ma di partenza per chiunque abbia la bravura di poter calpestare un palcoscenico del genere.

Attilio Rebeccani si innamora della pasticceria già da bambino, osservando la madre fare torte e biscotti in casa. Crescendo ha iniziato a mettersi in gioco passando dalla pasticceria da laboratorio a quella da ristorazione.

Attilio Rebeccani

Decide poi di trasferirsi in Francia, dove farà il suo primo incontro con il cioccolato, che rivoluzionerà completamente il suo modo di vedere la pasticceria. Da quel momento in poi lo chef riscontrerà grande difficoltà ad escluderlo da qualsiasi sua ricetta. Equilibrio e sapori sono le parole chiave della sua ricerca. Il cioccolato ha milioni di sfaccettature e gusti e per riuscire a valorizzarlo al meglio bisogna conoscerlo, capirne il potenziale.

Rebeccani  è oggi responsabile della storica pasticceria Marisa a Padova e per lui arrivare alla finale di Parigi del World Chocolate Master, rappresenta il raggiungimento di un grande obiettivo: riuscire ad esprimersi ai massimi livelli con il cioccolato e la sua arte pasticcera.

Il “dolce della domenica” come ricordo della sua infanzia, è ciò che ha spinto Antonino Maresca ad intraprendere la sua carriera professionale che prosegue ancora oggi come consulente per ristoranti e pasticcerie.

Antonino Maresca

Amante della pasticceria in tutte le sue forme non riesce ad identificarsi in un’unica ricetta ma nell’idea e visione che ha di questo mondo, basato sul duro lavoro e la costante ricerca di innovazione.

L’utilizzo del cioccolato nelle sue ricette si basa sul valorizzare al massimo le particolarità di questo prodotto. Rispettando la materia prima si possono scoprire nuovi sapori e ottenere quello che il maître chocolatier definisce “la tradizione nel nuovo che avanza”.

Partecipare alla finale di Parigi rappresenterebbe la chiusura di un cerchio di consapevolezze che porterebbe alla realizzazione di un sogno.

Stefano Bernardi inizia la sua carriera 25 anni fa, ispirato dagli zii albergatori. Da un semplice interesse, si crea una vera a propria passione che lo porterà all’apertura della sua pasticceria.  Il momento centrale della sua carriera è stato il passaggio dall’essere un pasticcere a diventare maître chocolatier. Definisce il cioccolato come un elemento magico, capace di vestire qualsiasi ricetta.

Stefano Bernardi

Per questo motivo arrivare alla finale di Parigi rappresenta un traguardo, ma allo stesso tempo un grande punto di partenza: portare nel mondo il suo modo di utilizzare il cioccolato.

Filippo Valsecchi, figlio d’arte, respira il profumo della pasticceria da quando è nato guidato dal padre grande professionista del settore.

Filippo Valsecchi

Lasciandosi trasportare dalla passione, scopre il suo amore per il cioccolato, descritto da lui come un ingrediente puro e ricco in tutte le sue forme. Adattabile a qualsiasi contesto e piatto, riesce perfettamente a rappresentare la sua arte: creativa, innovativa e sempre alla ricerca del nuovo.

Valsecchi non perde occasione per allenarsi e imparare, approfittando della fortuna di poter lavorare liberamente all’interno del laboratorio di famiglia.

Vede la finale di Parigi come una grande responsabilità: riuscire a rappresentare l’Italia in tutto il mondo attraverso il suo ingrediente preferito.

Unica concorrente donna che prenderà parte alla competizione è Anna Gerasi, anche lei nata e cresciuta all’interno del mondo della pasticceria.

Anna Gerasi

Un mondo ancora troppo maschile, dove per una donna ogni passo è in salita. Forza, determinazione e visione sono le sue parole d’ordine.

Si dichiara profondamente legata al cioccolato e lo utilizza alla base di tutte le sue creazioni. In particolar modo riconosce come cavallo di battaglia le sue praline: un’esplosione di cioccolato in forme e gusti diversi tra loro.

La finale di Parigi rappresenterebbe per lei, oltre che la realizzazione di un sogno, anche un motivo di grande orgoglio in quanto sarebbe la prima donna italiana ad ottenere un simile risultato.


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