L’ortofrutta sul “blue carpet” del Giffoni Film Festival con Terra Orti

“The Perfect Match”, il tour estivo di Fever-Tree

The Milan Coffee Festival. Torna l’evento internazionale del caffè

A settembre a Napoli gran finale per il Leva Contest

Il plant based non è più un mercato di nicchia

Alcuni dati raccolti da TUTTOFOOD svelano come il mercato dei prodotti plant based cresce anche grazie ai flexitariani. Con un'offerta sempre più ampia di prodotti, questo mercato si stima che nel 2030 varrà 162 miliardi.

Indagini e Ricerche Redazione - 30 Giugno 2022

Non più solo per animalisti o vegetariani: oggi i sostituti della carne sono un prodotto mass-market apprezzato da tutti. La crescente domanda di questi prodotti di origine vegetale e plant based, comporta un’attenzione e un’analisi dei cambiamenti degli stili di vita delle persone, a cui proprio TUTTOFOOD ha posto particolare attenzione, sempre all’ascolto dei nuovi trend che influenzano il settore agroalimentare di qualità. Inoltre, i prodotti che derivano dal mondo vegetale saranno valorizzati a TUTTOFOOD 2023 da un percorso dedicato.

Mangiare plant based: i numeri di un mercato in crescita

La percezione dei prodotti plant-based è molto migliorata negli ultimi anni sia per ampiezza di gamma che per qualità e sapore raggiugendo consistenze paragonabili all’“originale”. Alla base della crescita del mercato ci sono soprattutto i ‘flexitarian’, persone che consumano saltuariamente prodotti animali, ma preferiscono le fonti vegetali.
Ma cosa significa esattamente mangiare plant based? La definizione, modificata nel corso degli anni, ad oggi indica una dieta che comprende tutti i tipi di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, noci e semi, erbe e spezie poco lavorati, ma può includere anche piccole quantità di uova o latticini e alimenti poco trasformati, che non contengono additivi chimici o zucchero raffinato.
I dati di mercato confermano come i sostituti vegetali della carne, del latte e delle farine, stiano prendendo sempre più piede. Secondo una recente ricerca di Bloomberg, il comparto delle alternative vegetali crescerà in modo esponenziale nei prossimi anni, passando a livello mondiale dagli oltre 44 miliardi di dollari di quest’anno a quasi 162 miliardi nel 2030, pari al 7,7% dell’intero mercato dei cibi proteici.
Un aspetto interessante è l’incremento in proporzione dei sostituti della carne: se oggi rappresentano meno di un quarto del totale delle alternative vegetali – con la maggiore fetta che va ai sostituti del latte – nel 2030 conteranno per quasi la metà.
Grazie alla propria expertise nell’individuare e promuovere le tendenze emergenti, TUTTOFOOD sta dedicando grande attenzione al settore che, nell’edizione 2023, a fieramilano dall’8 all’11 maggio, sarà protagonista di una sorta di “Green Trail”: un percorso che aiuterà gli operatori a individuare le aziende in base alle proprie necessità attraverso il layout della manifestazione. Aziende italiane e internazionali stanno già cominciando a prepararsi a cogliere queste opportunità grazie allo strumento fiera.

Gusto e sostenibilità guidano le scelte.

A dirlo è una ricerca condotta da Bva-Doxa per conto di Unione Italiana Food: i consumatori li cercano e li scelgono principalmente per due motivi: perché ne riconoscono il valore nutrizionale (il 40%) e perché ne apprezzano il gusto (30%). Ma piace anche la sostenibilità. Un’altra caratteristica che spinge al consumo dei prodotti a base vegetale, soprattutto tra i più giovani (under 35), è infatti il profilo sostenibile: un consumatore su due pensa che si tratti di alimenti eco-friendly, con una impronta ecologica tra le più basse del mondo alimentare e li valuta positivamente perché ritiene che la produzione richieda un minore impiego di risorse naturali – suolo, acqua ed energia – rispetto ad altri cibi.

Grazie al suo osservatorio privilegiato, TUTTOFOOD ha individuato le tendenze che caratterizzano il mercato alimentare di origine vegetale per il 2022:
1. Minore emissioni per la salute del pianeta: i produttori di alimenti a base vegetale possono contare su processi che richiedono minori emissioni di gas serra, minore utilizzo del suolo, ridotto inquinamento atmosferico, produzione di sostanze chimiche meno tossiche e un utilizzo di acqua inferiore rispetto all’energia impiegata per i prodotti di origine animale.
2. Nutrizione: l’opportunità di fornire ai consumatori una gamma più ampia di prodotti confezionati vegetali sta aumentando man mano che avanza anche la tecnologia. L’innovazione dedicata a prodotti a base vegetale permette di offrire un alimento altamente nutritivo con gli stessi valori della controparte di origine animale.
3. Fermentazione: la tendenza del momento è la fermentazione, resa possibile attraverso le nuove tecnologie alimentari. In primis il latte vegetale derivato da processi fermentativi è uno dei prodotti più in voga che apre la strada all’innovazione del settore.
4. Tecnologia al tavolo: le tecnologie basate sullo studio delle cellule riprodotte in vitro possono essere il futuro dell’industria alimentare. Questa tendenza è da tenere d’occhio, come la carne coltivata e i prodotti ittici alternativi, già prodotti da diverse aziende. Ad esempio, aprendo una nuova strada nella tecnologia di fermentazione, una startup ha creato un “pesce” brevettato a base di funghi.

Pasta, bevande, carne: il mondo del plant based non conosce limiti

Lo sviluppo del plant based si è basato molto sulle alternative delle preparazioni a base di carne, come burger, polpette, salsicce, cotolette, kebab e nuggets.
Scegliere un prodotto vegetale già pronto significa acquistare un alimento che non necessita di lavorazione, da sfruttare quando non si ha il tempo di cucinare ma non si vuole rinunciare al consumo di legumi, ortaggi, cereali e frutta secca.

Le bevande vegetali

Anche il mercato delle bevande vegetali, arricchite di proteine, vitamine, calcio ed elementi essenziali per il benessere del nostro corpo, trovano ampio spazio nei carrelli durante la spesa quotidiana: a basso contenuto di grassi e prive di colesterolo, indicate anche per gli intolleranti, rappresentano un segmento variegato per gusti, esigenze e formati. Secondo il rapporto pubblicato da Fior Markets, il consumo globale delle bevande a base vegetale dovrebbe crescere da 14,46 miliardi di dollari nel 2019 a 24,30 miliardi di dollari entro il 2027.
La regione del Nord America domina il mercato e si prevede inoltre che la regione Asia-Pacifico mostrerà una crescita significativa, con Thailandia e Cina come principali consumatori, così come l’Europa. Anche l’America Latina e l’Europa orientale si difendono: i fattori che guidano i numeri del successo sono l’aumento del numero di persone allergiche ai latticini, la consapevolezza dei benefici per la salute e verso scelte di vita vegane o per lo meno “flessibili”.

La pasta vegana

La pasta vegana proviene principalmente dalle farine ricavate da grano, quinoa, riso, soia, legumi in generale come ceci e lenticchie, e in alcuni casi, anche dalla lavorazione dell’alga spirulina, utilizzata per diverse preparazioni e anche nei lievitati. Basta osservare gli scaffali nella grande distribuzione per osservare la vasta scelta di pasta prodotta da farine alternative, consumata sia per motivi di salute legati a intolleranze al glutine, sia per portare in tavola un prodotto più digeribile o semplicemente per provare una nuova ricetta o gusto.

Gelato si, ma plant based

I dati elaborati da Technavio-Global Vegan Ice Cream Market e Future Market Insights, ripresi dal Sole 24 Ore e anche da TUTTOFOOD, evidenziano che, nel 2021, il comparto dei gelati vegetali nel Bel Paese valeva 158 milioni di dollari (pari a circa 147 milioni di euro), con proiezioni di crescita dell’8% negli anni a venire. Si allarga dunque la platea di consumatori italiani che acquistano alimenti di origine vegana o che seguono uno stile di vita flexitariano. Non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo: a livello globale il settore dei gelati vegetali valeva infatti, nel 2021, oltre 1.490 milioni di dollari (1.389 milioni di euro circa), con stime di crescita del 9,3% tra il 2021 e il 2031. Nel 2022, invece, il giro d’affari del settore dovrebbe superare 1.630 milioni di dollari (1.520 milioni di euro).

Nuove merceologie che rappresentano altrettante aree di crescita, inesistenti fino a qualche anno fa, saranno tutte da esplorare a TUTTOFOOD 2023.


Print Friendly, PDF & Email
Condividi su:
Questo articolo ha una valutazione media di: Ancora nessun voto.

Lascia una valutazione

    Vuoi ricevere maggiori informazioni sull'argomento di questo articolo? Compila il form indicando i tuoi dati e ti metteremo in contatto con chi potrà fornirti le informazioni richieste senza alcun impegno da parte tua.
    Autore articolo:
    Redazione

    Altri articoli:

    Puoi usare i filtri dei menu a tendina per selezionare gli autori o le categorie o fare una ricerca libera.

    All Angela PetroccioneDavide Di VietroFabio RussoRedazione 7 HorecanewsninmorfeoRedazioneRedazione 2Redazione 3Redazione 4Redazione 5Rosaria CastaldoSimona RiccioValentina Masotti
    🔍