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Il rapporto sulle tendenze food degli italiani: tra nuove abitudini e spunti per ristoranti e brand

L'indagine "State of Food" realizzata da Initiative, di Mediabrands, ci parla del nuovo rapporto tra consumatori e cibo, risultato di cambiamenti culturali ancora in atto.

Indagini e Ricerche Redazione 2 - 21 Settembre 2022

Qual è il rapporto fra consumatori e cibo oggi in Italia? Initiative, agenzia media globale del gruppo Mediabrands guidata da Andrea Sinisi si è posta questa domanda e ha cercato una risposta attraverso un’ampia ricerca, esplorando le tendenze e i cambiamenti di un mercato profondamente legato a temi culturali ed emozionali.

Il post pandemia ha visto, tra i tanti cambiamenti sociologici e culturali, l’impatto di un nuovo modo di vivere il digitale, che ha pervaso ogni settore in modo incisivo e senz’altro irreversibile.

Alla luce dello scenario attuale, come hanno impattato i cambiamenti geopolitici e socio-culturali sul mondo food? Com’è cambiata la percezione degli italiani e cosa si aspettano quando entrano in un locale e guardano il menù?

Ecco i principali trend rilevati da Initiative.

Inflazione e instabilità non variano i tenori di spesa per il cibo degli italiani

Notoriamente l’aumento di prezzi modifica il paniere della spesa dei consumatori, in ottica di risparmio e di riorganizzazione delle finanze. Ma, pur con un’inflazione al 7,8%, il carrello degli italiani non accenna a modificarsi: 24,5 milioni di italiani non intendono infatti variare il proprio stile di consumo nel settore alimentare, raccontandoci un mondo più ampio, non fungibile come ci si potrebbe aspettare.

Nutrirsi a tutto tondo: il food diventa experience

“Non di solo pane” si nutrono i consumatori: oltre al gusto, il 78% degli italiani ricercano profumi, ricordi passati e momenti da catturare e da condividere sui social. In particolare, i giovani associano i pasti a momenti di convivialità e cercano i posti giusti per farlo (41%).

La ricerca di nuove identità sul solco della tradizione

La cucina è un processo e la cultura culinaria ingloba e si fonde con culture e tendenze, come quella della sostenibilità, che muove il settore food verso un rapporto più radicato con la materia prima, che porta a prediligere la qualità (+19%) rispetto alla quantità (-17%) degli ingredienti, e con la natura, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di rispetto degli animali con piatti plant based (il cui mercato in Italia vale ora 200 milioni di euro). Healthy but tasty è un altro dei nuovi paradigmi: salutare, sì, ma senza rinunciare al gusto, nel pieno rispetto del proprio corpo ma anche del proprio…umore.
Mixare nuovi sapori, nuovi ingredienti, nuove ispirazioni: è questa la nuova tradizione. E questo è vero specialmente per i più affamati di novità, i giovani Millennials e i giovanissimi della Generazione Z.

Non si rinuncia alla cena fuori

Il food delivery è un’abitudine ormai radicata ed estesa ad una larghissima parte di popolazione, ma non sostituisce il dining out nei locali, frequentati dal 96% di coloro che ordinano cibo a casa e luogo di celebrazione di occasioni speciali dal 72% del campione.
Il ritorno al ristorante non stupisce, inquadrando la tendenza a ricercare esperienze, quando si parla di cibo: esperienze che avvengono in modo unico e diverso in ogni locale, o almeno questa è l’attesa dei consumatori, in particolare dei più giovani, ovvero Generazione Z e Millennials, che senz’altro ne fanno occasione di condivisione social.

Suggerimenti per i brand

Dopo due anni di pandemia, i bisogni e i desideri dei consumatori si fanno più forti e la disintermediazione del digitale, che rende tutto più vicino, più realizzabile, più rapido, ha settato più in alto le aspettative del consumatore.
Vettori di cambiamento sono appunto la digitalizzazione, con menu digitali, ordini, pagamenti in un click e altre innovazioni, e la tendenza al “binge experience”, ovvero al fare il pieno di esperienze, dopo un lungo tempo fatto di limitazioni e serate forzatamente a casa. I brand del settore possono fare dunque leva su questi trend e proporsi con un’identità rinnovata, calzata su quanto i consumatori cercano: occasioni da vivere a tutto tondo, momenti da ricordare, contenuti da condividere sui social che per molto tempo durante la pandemia sono stati solo spazio di post “throwback” e una forte digitalizzazione, in un mondo che ormai vive in modo seamless online e offline.


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