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In visita in Italia l’ucraino Vadym Granovskiy, il coffee expert che prepara miscele per i soldati al fronte

Oggi 1 luglio la torrefazione Caffè Diemme ha ospitato il coffee expert e imprenditore ucraino Vadym Granovskiy. In visita nel nostro paese con un permesso speciale del Governo per diffondere l’immagine dell’identità culinaria del Paese, Gronovskiy è ora anche impegnato a sostenere i soldati ucraini, a cui prepara una miscele speciale

Protagonisti Redazione - 1 Luglio 2022

Uomo di gusto, cosmopolita, imprenditore, speaker TEDx, campione britannico e finalista del World Cezve Coffee Championship, docente alla “School of Restaurant Management” della Kyiv-Mohyla Business School, brand ambassador di Jura in Ucraina e fondatore della catena di caffè Coffee in Action. È questo, e molto altro, Vadym Granovskiy, classe 1979, originario di Čerkasy, in Ucraina centrale.

Dopo tre giorni di viaggio in auto, in solitaria, da Kiev a Milano, dove ha fatto tappa al World of Coffee di Milano, dal 23 al 25 giugno scorsi, e dopo la visita alla Simonelli Group, Vadym Granovskiy è in visita oggi, venerdì 1 luglio, a Caffè Diemme. Tornerà poi a Milano e proseguirà il suo viaggio in Svizzera e nel Regno Unito, dove darà il via a progetti di beneficienza per raccogliere fondi e rendere più accessibile il prezzo di acquisto dell’Ibrik, lo strumento per preparare il caffè turco, che ha fatto realizzare dall’azienda turca Soy Turkey per permettere ai soldati ucraini di preparare il caffè al fronte. La raccolta fondi consentirà di costruirne ancora e di mandare parte del ricavato ai militari.

Il caffè dei soldati

Vadym Granovskiy è specializzato nella tostatura del caffè Ibrik, la bevanda tipica dell’est Europa, comunemente conosciuto come caffè turco.
Ha da poco ideato un tipo di miscela che prevede un mix tra caffè Ibrik ed espresso da fornire ai soldati ucraini per dare loro energia nei momenti di guardia al fronte. “La mia miscela raggiunge ogni quindici giorni i soldati tramite posta, volontari e, talvolta, sono io stesso a guidare fin da loro – afferma Vadym –. Consegniamo 250 grammi di caffè in un sacchetto con chiusura ermetica, così la polvere può rimanere sempre fresca. È un caffè semplice, ma dall’impatto gustativo forte e gustoso, con qualche nota di cioccolato, rotondo, aromatico, dai sentori particolari, ma bilanciato. I chicchi provengono da Colombia, Etiopia e India. Quello che voglio assicurare è un momento di piacere”.
Vadym è in Italia attraverso un permesso speciale conferitogli dal Ministro della Cultura ucraino, Oleksandr Tkačenko, per poter diffondere l’immagine dell’identità culinaria del Paese e per studiare le tante sfaccettature del “mondo caffè”, anche se parte comunque da un’ottima base: il livello delle torrefazioni, delle attrezzature e competenze, nonché dell’approvvigionamento dei caffè crudi in Ucraina è straordinariamente elevato. “Sono qui come ambasciatore del caffè ucraino, in un’azione di “coffee diplomacy”, per cercare di costruire una storia del caffè del nostro Paese che sia bella da raccontare” ancora Vadym.

Caffè Ibrik VS Caffè espresso

Una lunga parentesi è dedicata, da Vadym Granovskiy, alla formazione, e trova riscontro nel “credo” di Diemme Academy: “Formarsi è essenziale e non bisognerebbe mai smettere di farlo. Formarsi significa migliorare costantemente e aumentare nelle performance. Abbiamo tanti coffee shop, ma ancora troppe poche Academy, eppure dobbiamo educarci a crescere ed essere curiosi. Questo è l’importante”.
È nella formazione e nella curiosità che Vadym sperimenta diversi stili e culture di caffè, tra cui il Cezve/Ibrik da una parte e l’espresso dall’altra. “In Ucraina il Cezve è da sempre più diffuso per la vicinanza con la Turchia. Richiede lentezza, sia nel processo che nella degustazione, è un invito alla meditazione, mentre l’espresso – è lo stesso nome a confermarlo – va fatto e consumato più velocemente”. C’è una cosa che, però accomuna, il buon caffè: è una bevanda sociale che connette le persone. La stessa scelta del naming della sua azienda, Coffee in Action, lo conferma: “Il caffè cambia il mondo in meglio, e lo fa da sempre. È per molti un rituale e se noi siamo quello che mangiamo, beviamo, viviamo, significa che un buon caffè ci regala una buona vita”.

L’Ucraina domani

Sulla “sua” Ucraina è fiducioso, Vadym. “Questa guerra è forse la possibilità che abbiamo di terminare una antica relazione sanguinosa con la Russia e di affermare la nostra identità. Del resto siamo più vicini alla mentalità europea che a quella russa. Quando finirà tutto, voglio pensare che l’Ucraina tornerà a diventare una bella destinazione in cui recarsi. Abbiamo, del resto, una cultura enogastronomica pazzesca e paesaggi mozzafiato. Immagino un futuro ricostruito assieme alla grande famiglia europea”.


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