Inflazione seconda tra le preoccupazioni degli italiani, che in risposta riducono i consumi

In Italia, il timore per l’inflazione e l’aumento dei prezzi si colloca al secondo posto, subito dopo la disoccupazione. In risposta si scende a compromessi sulle proprie abitudini d'acquisto. I dati dell'indagine Ipsos.

11 Apr 2023 - 06:03
Inflazione seconda tra le preoccupazioni degli italiani, che in risposta riducono i consumi
Ipsos Global Trends, la più grande indagine Ipsos che ha coinvolto oltre 48.000 persone in 50 Paesi, ha evidenziato tendenze e prospettive future che riguardano anche la sfera economica. Nonostante le cupe prospettive globali, le persone cercano di essere fiduciose in merito al prossimo futuro. Se solamente il 31% a livello internazionale si dichiara ottimista pensando al mondo nel suo complesso, al contrario la maggior parte si considera felice (57%) e ottimista su come il 2023 sarà per sé e per la propria famiglia (59%). Al tempo stesso, si registrano numerose preoccupazioni per lo stato dell'economia, dell'ambiente e della sicurezza mondiale. In particolare, relativamente agli aspetti strettamente economici, il 2023 si apre con l’attesa di un aumento dei prezzi, dei tassi di interesse, dell'inflazione e dei livelli di disoccupazione. width= Questi dati sono confermati anche dal "What Worries the World" di Ipsos, che mensilmente rileva le principali preoccupazioni su questioni sociali e politiche in 29 Paesi. Dall’ultima edizione si evince come l’inflazione continua ad essere, a livello internazionale, la principale ansia, leggermente in diminuzione rispetto al mese scorso. In Italia, il timore per l’inflazione e l’aumento dei prezzi si colloca al secondo posto, subito dopo la disoccupazione.

Inflazione marzo 2023: le strategie di riduzione dei consumi degli italiani 

In questo contesto generale, l’Italia non mostra andamenti apparentemente diversi, ma merita sicuramente qualche approfondimento e riflessione. Le evidenze dell’Osservatorio Inflazione, indagine trimestrale realizzata in Italia a partire dal maggio 2022, raccontano di un Paese polarizzato tra soddisfatti e insoddisfatti della propria condizione, dove i primi prevalgono leggermente sui secondi (52% contro 48%) rispetto ad una situazione opposta registrata nel corso del 2022. Inoltre, le aspettative per la propria condizione economica risultano stabili per i prossimi 12 mesi per 7 persone su 10. Si va ad accentuare una situazione di preoccupazione e disagio per quelle fasce di popolazione che si dichiarano già in difficoltà, anche se la preoccupazione raggiunge quasi tutte le famiglie. Ad oggi, le spese “energetiche” hanno sicuramente distolto risorse da altre tipologie di acquisti ma le persone in Italia cercano di mantenere inalterati i propri panieri di consumo attraverso il ricorso a strategie di contenimento della spesa per gli altri prodotti e servizi. Non una rinuncia, quindi, ma piuttosto uno scendere a compromessi rispetto, alle proprie abitudini d’acquisto, ai propri brand abituali, ai canali, con una significativa apertura al nuovo. Ogni categoria di prodotto vede attuare dal consumatore strategie specifiche e differenti: ad esempio, relativamente ai beni semi-durevoli, si accentua la volontà di posticipare gli acquisti al 2024 o addirittura di rinunciare. È difficile prendere decisioni importanti quando c'è poca chiarezza su ciò che potrebbe portare il domani.
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