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La Camera di Commercio del Trentino certifica l’uscita dalla crisi

La Camera di commercio del Trentino ha appena certificato l’uscita dalla crisi annunciando che il 2017 è stato chiuso con tanti segni positivi nelle tabelle. Dati illustrati dal presidente della Provincia Ugo Rossi e dall’assessore allo sviluppo Alessandro Olivi. Nel 2017 in Trentino le assunzioni sono cresciute di 10.223 unità: +7,6% sul 2016 ed hanno […]

Attualità Redazione - 29 Marzo 2018

La Camera di commercio del Trentino ha appena certificato l’uscita dalla crisi annunciando che il 2017 è stato chiuso con tanti segni positivi nelle tabelle.
Dati illustrati dal presidente della Provincia Ugo Rossi e dall’assessore allo sviluppo Alessandro Olivi.
Nel 2017 in Trentino le assunzioni sono cresciute di 10.223 unità: +7,6% sul 2016 ed hanno superato le cessazioni per 3154 unità.
Il manufatturiero è il settore trainante seguito dal terziario.
Le assunzioni riguardano soprattutto le donne: +7.414 assunzioni (+2.809 quelle maschili). Analizzando le tipologie di contratto, quelle a tempo indeterminato sono abbastanza stabili.
Cresce la richiesta per far fronte ai picchi di produzione (+ 3.242 unità). Calano anche i disoccupati: 39.904 iscritti a fine 2017, 1.828 in meno rispetto al 2016.
Grazie alle cancellazioni si è passati dalle 13.651 uscite del 2016 alle 14.080 del 2017. Diminuite anche le ore di cassa integrazione, ammortizzatore sociale di grandissima importanza nei momenti di crisi.
La dinamica in Trentino è più positiva rispetto al Nord-Est (e anche all’Italia) dove pure il tasso di occupazione è salito, ma solo dello 0,8% e la disoccupazione è scesa di mezzo punto percentuale.
La forza lavoro nel 2017 nel Nordest cresce un po’ dappertutto ma in Trentino si registra la crescita in assoluto più marcata: +3.6% grazie soprattutto all’occupazione femminile. La flessione della disoccupazione è generale: -1.400 maschi e -1.300 donne alla ricerca di lavoro. Il tasso di occupazione maschile è rimasto stabile, quello femminile è cresciuto di tre punti percentuali.
Le politiche giovanili hanno dato i frutti sperati: 324 giovani in tirocini, 2.029 apprendisti, 50 accordi collettivi per la staffetta generazionale, 3.131 iscritti a percorsi formativi. E poi ci sono i progetti per 2.624 persone deboli e svantaggiate e quelli per la formazione che ha coinvolto 9.416 disoccupati.


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