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La Dieta Mediterranea conquista l’ONU

Il Comune di Pollica ha organizzato, insieme al Future Food Institute, presso il Palazzo di Vetro dell’Onu, a New York, una conferenza sulla Dieta Mediterranea

Redazione 5 - Pubblicato il 28 Novembre 2022 alle ore 15:59
Categoria: Eventi Categoria: Notizie Flash

L’evento negli Stati Uniti chiude gli appuntamenti internazionali del Comune di Pollica, che coordina il Network delle Comunità Emblematiche UNESCO della Dieta Mediterranea e che ha dato vita quest’anno ad un ricchissimo palinsesto di iniziative realizzate con il contributo del MASAF per la valorizzazione internazionale delle tradizioni e delle pratiche agro-alimentari quali patrimoni immateriali dell’umanità. Ad accogliere la delegazione italiana, presso il Palazzo di Vetro, guidata dal sindaco di Pollica, Stefano Pisani, e dalla Presidente del Future Food Institute, Sara Roversi, è stato l’Ambasciatore italiano all’Onu, Maurizio Massari, rappresentante permanente alle Nazioni Unite, che ha sottolineato come la “Dieta Mediterranea è un esempio tangibile di una forza trainante per lo sviluppo sostenibile ed un modello di eccellenza per garantire sistemi alimentari sostenibili toccando le varie dimensioni sociale, economica e ambientale”.

L’evento è stato inaugurato dalle parole del Ministro della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida che ha sottolineato la necessità di “puntare a un sistema alimentare che sia davvero sostenibile e sano: sostenibile, in quanto alternativo alla produzione alimentare industriale che comporta uno spreco di acqua e di energia; sano, in quanto basato sulla Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità e attestata dalla più solida letteratura scientifica a sostegno dei suoi effettivi benefici sulla salute” e dalla prospettiva internazionale portata da Maurizio Martina, vice Direttore Generale e Consigliere Speciale del Direttore Generale della FAO, che ha sottolineato che “creare sistemi agroalimentari resilienti e sostenibili è al centro del mandato della FAO. I principi fondamentali che sottendono il Patrimonio della Dieta Mediterranea hanno un valore scientifico universale che va oltre i confini territoriali ed offrono una visione trasversale rispetto alla possibilità di implementare l’Agenda 2030 portando effetti positivi sulla salute e bassi impatti ambientali”.
La conferenza organizzata all’ Onu è stata fondamentale per mettere in luce la ricchezza offerta dal Patrimonio Immateriale “Dieta Mediterranea” come vero framework culturale di sviluppo che racchiude in sé tutti i valori e le priorità dettate dall’Agenda 2030. Un modello radicato nella storia, la nostra storia, ma estremamente proiettato verso il futuro. L’approccio ecologico integrale che caratterizza lo Stile di Vita Mediterraneo si manifesta in modo concreto in politiche di rigenerazione e sviluppo sostenibile che mirano alla salute delle comunità locali e alla tutela delle risorse e dei territori. È il punto di partenza per generare nuove connessioni verso uno sviluppo sempre più sostenibile, per rafforzare alleanze strategiche e potenziarne la diffusione sul piano nazionale e internazionale” ha detto, a margine della missione newyorkese, la Presidente Sara Roversi.

Un evento internazionale, co-sponsorizzato anche dalla Rappresentanza permanente del Marocco che con il Sindaco Mohamed Sefiani della Comunità Emblematica di Chefchaouen da anni si adopera per la diffusione della Dieta Mediterranea e che ha visto un focus sul valore del comparto agrifood di alta qualità portato da Luigi Scordamaglia, CEO di Filiera Italia; un approfondimento sul valore inestimabile del Patrimonio Dieta Mediterranea e delle grandi opportunità che essa rappresenta a cura di Pier Luigi Petrillo, professore ordinario di Diritto pubblico comparato e presidente dell’Organo degli Esperti Mondiali della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale; un momento di riflessione sull’importanza delle formazione, delle nuove generazioni con Stephen Ritz e degli Chef con Michael Sperling della Culinary institute of America che ogni anno forma oltre 3000 chef in tutto il mondo.

Infine è stata data voce alle città sostenibili e inclusive con Benedetto Zacchiroli, presidente di ICCAR/UNESCO con grande attenzione alla ricchezza rappresentata dal Mediterraneo e ai sindaci nelle Comunità Emblematiche ed in particolar modo a Stefano Pisani che è intervenuto come Sindaco di Pollica, in rappresentanza della sua comunità, ma anche come coordinatore, nel 2022, della Rete delle 7 Comunità Emblematiche della Dieta Mediterranea dell’UNESCO con un discorso che ha espresso con chiarezza i valori essenziali del “vivere mediterraneo”.

Nella mia vita – dice Pisani – credo di essere stato molto fortunato a nascere a Pollica nel Cilento, di aver potuto conoscere personalmente il lavoro dei grandi scienziati americani (Ancel e Margaret Keys) che erano venuti nel mio Comune a Pioppi, proprio per studiare il nostro modo di vivere, inventando poi il concetto di dieta mediterranea, capendo attraverso i loro occhi che vivere qui era un dono speciale. E sono cresciuto immerso nel quadro dello “stile di vita” della Dieta Mediterranea. Un quadro di riferimento che è diventato per me una vera e propria bussola per orientare ogni mia scelta. Ho avuto la fortuna di essere sindaco e, come tutti i sindaci, di avere la possibilità di attuare politiche locali che attraverso le mie scelte permetteranno di incidere e migliorare la vita della mia comunità, ma soprattutto ho avuto la fortuna di avere un grande “sensei”, il mio mentore Angelo Vassallo che ha dato la sua vita per valorizzare e tutelare il territorio e si è prodigato per il riconoscimento della Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale dell’umanità. Angelo che è stato assassinato poche settimane prima del famoso 16 novembre 2010, quando a Nairobi, 166 Stati membri dell’UNESCO hanno votato all’unanimità la candidatura della Dieta Mediterranea, tra i patrimoni immateriali dell’umanità, sulla base di una proposta avanzata da Italia, Spagna, Grecia e Marocco, in quanto “molto più di una semplice lista di alimenti. Promuove l’interazione sociale, poiché il pasto comune è la base delle usanze sociali e delle festività condivise da una determinata comunità, e ha dato origine a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda sul rispetto della terra e della biodiversità e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri legati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità mediterranee“.

Abbiamo fatto tesoro dei suoi insegnamenti – prosegue Pisani – e in questi 12 anni abbiamo continuato a costruire il futuro partendo dalle nostre radici profonde. Oggi Pollica, comunità emblematica della Dieta mediterranea, continua a lavorare per preservare l’ecosistema e le sue preziose risorse: acqua, suolo, biodiversità, curare il paesaggio, sostenere gli agricoltori e i pescatori con politiche locali che sappiano valorizzare il loro lavoro e il loro ruolo di veri custodi del nostro patrimonio, non solo preservare le tradizioni ma trasmetterle alle nuove generazioni sostenendo l’innovazione, trasformando il nostro territorio in un living lab, dove si lavora sul nexus tra energia, salute, cibo e comunità. Una vera e propria fabbrica del futuro. Adottiamo l’approccio ecologico integrale nel quadro più ampio della dieta mediterranea come vero e proprio modello di sviluppo.

L’appuntamento alle Nazioni Unite, costruito con grande impegno e determinazione, rappresenta un punto di svolta straordinario per il Cilento e per l’Italia tutta. “Finalmente – spiega Pisani – abbiamo potuto presentare alla Comunità Internazionale, il valore assoluto della Dieta Mediterranea che è ormai da considerarsi un valido modello di sviluppo sostenibile. Abbiamo potuto condividere con gli Ambasciatori presso le Nazioni Unite di Italia e Marocco i prossimi passi da compiere per l’adozione di azioni concrete a favore dello stile di vita mediterranea che sono certo garantiranno un ulteriore capitalizzazione del valore del nostro Patrimonio Immateriale. Soddisfatto e orgoglioso per quanto fatto, chiudo con questo evento il nostro anno di coordinamento del network Internazionale delle Comunità Emblematiche. Abbiamo dato forma a nuove opportunità per il nostro sistema economico e sociale, ma soprattutto abbiamo costruito nuove opportunità per le giovani generazioni”.

La giornata è poi proseguita con una visita alla Community School 55, dove il professore Stephen Ritz, uno dei più amati ed efficaci divulgatori in tema di educazione alimentare, ha lanciato il progetto Green Bronx Machine, sviluppando un programma didattico che vede nell’insegnare a fare l’orto il pilastro di un modello educativo che mette al centro la “cura” per la vita, la salute e l’ambiente. Green Bronx Machine è oggi partner di Future Food Institute, Centro Studi Dieta Mediterranea “Angelo Vassallo” e Campustore con un progetto proposto nell’ambito dei PON Edu Green del piano Rigenerazione della Scuola Italiana che porterà gli Orti della Dieta Mediterranea in oltre 600 classi in tutto il Paese.

La missione italiana è terminata presso “La Devozione”, il ristorante di Giuseppe Di Martino, amministratore delegato e presidente del Pastificio Di Martino, nello storico Chelsea Market di New York con una “pasta experience” davvero unica. Una cena davvero speciale che ha visto coinvolti i delegati della missione e rappresentanze istituzionali tra cui il Vice Rappresentante Permanente Gianluca Greco, la delegata della Rappresentanza Permanente del Marocco, Meriem El Hilali e anche Atul Khare l’Under-Secretary-General del Department of Operational Support delle Nazioni Unite e il Vice del Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres.


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