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La pasta si tuffa nel futuro con nuovi sapori e sfide

A livello mondiale, parlare di cucina italiana porta subito alla mente i due cibi per eccellenza: la pasta e la pizza. Entrambi stanno vivendo una rinnovata giovinezza, reinventandosi e proponendo al mercato globale con tendenze non convenzionali, offrendo prodotti ricavati da materie prime inaspettate. Nel caso della pasta nuovi grani, nuovi formati e nuovi abbinamenti […]


A livello mondiale, parlare di cucina italiana porta subito alla mente i due cibi per eccellenza: la pasta e la pizza. Entrambi stanno vivendo una rinnovata giovinezza, reinventandosi e proponendo al mercato globale con tendenze non convenzionali, offrendo prodotti ricavati da materie prime inaspettate.

Nel caso della pasta nuovi grani, nuovi formati e nuovi abbinamenti vanno ad arricchire le declinazioni di una specialità food che non conosce rivali nel mondo. Per quanto riguarda la pizza, si tratta dell’entrata a pieno titolo nei menù gourmet, dove al piatto povero e tradizionale nato a Napoli si affianca la ricerca di prodotti tipici che raccontano un territorio per le sue eccellenze.

Secondo i dati della International Pasta Organization (IPO) e dell’Associazione italiana dei produttori (AIDEPI), l’Italia è il maggior produttore mondiale di pasta, con 3.324.636 tonnellate prodotte nel 2016 per un valore di 4.748 milioni di euro. Un valore che pone il nostro Paese al vertice della produzione mondiale. A fronte di 14,3 milioni di tonnellate di pasta prodotta nel mondo, dietro l’Italia si collocano gli Stati Uniti con 2 milioni di tonnellate prodotte, la Turchia con 1,3 milioni, il Brasile con 1,2 milioni e la Russia con 1,1 milioni.
Mangiamo circa 24 kg di pasta l’anno pro capite. I tunisini, secondi in questa classifica mondiale, si fermano a 16. Poi il Venezuela con 12 kg e la Grecia 11,2.

Nella produzione della pasta, il mercato sta svoltando sempre di più verso i prodotti bio e l’attenzione si rivolge alle farine non convenzionali e ai grani antichi o macinati a pietra, con le quali sono prodotte queste nuove linee.

È il caso della 100% legumi di Dalla Costa Alimentare in cui la pasta è realizzata con farine di ceci, lenticchie, piselli. Olanda, Francia e Germania sono tra i principali paesi importatori.

Le nuove disposizioni sull’etichettatura, inoltre, certificano la provenienza del prodotto e delle materie prime: è fondamentale che l’origine sia esclusivamente italiana.

I nuovi trend vedono anche paste originali come quelle al caffè o al limone fresco spremuto di Sorrento IGP. Formati unici e in confezioni particolari, proposte dalla Fabbrica della Pasta di Gragnano, che ha inventato anche la monoporzione distribuita sul mercato. Da Divella arriva la pasta alla curcuma, una pasta salutare per le virtù di questa spezia dalle proprietà antiossidanti e disintossicanti.


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