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Le ottime annate del pomodoro italiano di fronte a un torbido futuro. Il report Ismea

Il pomodoro italiano è stato protagonista nel carrello degli italiani negli ultimi due anni, ma il futuro dell'export resta incerto. I dati Ismea ci offrono una fotografia della campagna 2020/2021 e qualche dato per orientarci nell'immediato futuro.

Indagini e Ricerche Redazione 2 - 19 Gennaio 2022

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L’Italia è il secondo produttore mondiale di pomodoro fresco destinato alle conserve. Nel 2021, sono state prodotte e trasformate più di sei milioni di tonnellate di pomodoro che corrispondono al 16% della produzione mondiale e al 52% di quella europea.

I dati Ismea ci dicono cosa è successo al pomodoro italiano durante la campagna 2020/2021, anni di grandi cambiamenti a partire dall’inizio della pandemia, fra ottimi raccolti e nuovi trend, ma con qualche ombra nel futuro dell’export.

Il successo del pomodoro italiano

Il fatturato industriale di questa filiera ammonta a circa 3,7 miliardi di euro, di cui 1,9 dalle esportazioni. L’Italia si conferma inoltre il primo paese produttore di conserve di pomodoro destinate direttamente al consumatore finale e il 60% di quanto lavorato in Italia viene esportato.

Nel 2021, in Italia, secondo i dati diffusi dalle Organizzazioni Interprofessionali del pomodoro da industria, segnatamente quella del Bacino Centro-Sud e quella del Bacino Nord, sono state conferite all’industria 6.063.000 tonnellate di pomodoro fresco, con un incremento del +17% rispetto al 2020. Si tratta di dati che, in un contesto internazionale stabile in termini di offerta, rafforza la posizione dell’Italia di leader mondiale nella produzione di derivati del pomodoro destinati direttamente ai consumatori.

La maggiore quantità di pomodoro fresco raccolta in Italia è ascrivibile all’aumento della superficie investita e al miglioramento della resa media. Nel 2021, la resa media nazionale si è attestata a 850 quintali di pomodoro fresco per ettaro coltivato, in aumento sia rispetto al 2020 (+8%) sia rispetto al dato medio del triennio precedente (+11%).

L’incremento della produzione agricola è stato ben accolto dalle imprese agroalimentari in quanto gli ha consentito di rimpolpare le scorte dopo il totale azzeramento del prodotto in magazzino in seguito all’emergenza sanitaria Covid 19.

Le vendite al dettaglio

L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus SARS CoV 2 ha avuto un impatto straordinario sulle vendite al dettaglio delle conserve di pomodoro in Italia e sugli scambi con l’estero di questi prodotti. I dati mensili sugli acquisti al dettaglio di conserve di pomodoro consentono di fotografare in maniera precisa l’effetto lockdown che si è verificato tra febbraio e maggio 2020.

In marzo, la proclamazione dello stato d’emergenza nazionale e l’inizio del lockdown hanno spinto gli acquisti di conserve di pomodoro ad un incremento del +45% in volume su base annua, determinando in molti casi rottura di stock e riconoscendo di fatto alle conserve di pomodoro lo status di “bene dispensa” per le famiglie italiane.

Nei mesi successivi, la riduzione delle disponibilità ha rallentato le vendite che comunque hanno registrato importanti incrementi su base annua, +24% in aprile e +11% in maggio.

Solamente in agosto gli italiani hanno rallentato l’acquisto di conserve rosse, con una riduzione del 5% rispetto ad agosto 2019.

In settembre, invece, è iniziata una nuova fase di aumento degli acquisti (+1,5%) che è proseguita con maggior vigore in ottobre (+8,6%) e novembre (+5,3%).

La stagione commerciale 2020/21 è stata contrassegnata da un ritorno a ritmi di vendita normali, di conseguenza c’è stata una flessione di circa l’8% su base annua in termini di volumi, mentre la flessione della spesa è stata mitigata dal rincaro dei listini medi (+5,7%).

In Italia, le tipologie di conserve di pomodoro più acquistate nella fase al dettaglio sono le passate e le polpe che concentrano i tre quarti dei quantitativi e il 55% della spesa complessiva. A seguire, tra i prodotti più venduti si piazzano i sughi pronti (10% dei volumi e circa il 30% della spesa) e i pomodori pelati (10% degli acquisti e 8% della spesa). Completano il paniere le conserve di pomodorini, il concentrato di pomodoro e i sughi freschi.

Passato l’effetto lockdown, le vendite di questa categoria di prodotti sono tornate nel solco scavato dalle abitudini di acquisto degli ultimi anni: la graduale riduzione del mercato di questi prodotti a causa della riduzione dei pasti in casa e acquisto di prodotti a maggiore contenuto di servizio (passate e sughi pronti).

L’export del pomodoro italiano

Le conserve di pomodoro sono tra i prodotti ortofrutticoli quelli che vantano il miglior saldo della bilancia commerciale italiana. Nell’ultima campagna – da settembre 2020 ad agosto 2021 – il saldo dell’Italia ha superato la cifra record di 1,7 miliardi di euro grazie ad esportazioni per oltre 4 milioni di tonnellate, in peso equivalente di pomodoro fresco.

Le conserve di pomodoro maggiormente esportate sono i pomodori pelati e le passate che insieme rappresentano i tre quarti delle esportazioni e se a questi si aggiunge la quota dei concentrati di pomodoro (12-30% in sostanza secca) si arriva al 95%. Chiudono l’elenco i concentrati con oltre il 30% di sostanza secca con il 5% e una quota residuale inferiore all’1% imputabile al succo di pomodoro.

Principali mercati

Per quanto riguarda i principali mercati di sbocco, l’unione europea attrae il 50% delle esportazioni italiane di conserve di pomodoro ma, nel complesso, sono circa 180 i Paesi che acquistano questi prodotti dall’Italia. Nella campagna commerciale 2020/2021, la Germania si conferma il primo cliente con un incremento del’1% in valore rispetto al periodo precedente. La Germania vale da sola circa un quinto degli introiti complessivi generati dalle esportazioni.

In seconda posizione il Regno Unito con una lieve flessione sia in termini di quantità importate (- 4%) sia di valore (-1%). Francia, USA e Giappone mantengono invariata la loro posizione rispettivamente al terzo, quarto e quinto posto, mentre guadagnano posizioni Austria (+25%) e Svezia (+11%). Tra i primi dieci sbocchi di mercato delle conserve italiane di pomodoro si segnala, per il secondo anno consecutivo, la battuta d’arresto della Libia che scivola così dall’ottava alla decima posizione del ranking.

Le prospettive per la campagna 2021/2022

A campagna di trasformazione ultimata, le maggiori preoccupazioni per la stagione commerciale 2021/22 sono riconducibili all’impatto dei rincari dei costi energetici e delle materie prime sul prezzo al dettaglio. L’allarme è ancora più preoccupante per le esportazioni, a causa dell’eccezionale aumento del costo dei noli marittimi. È doveroso evidenziare come le prospettive del settore siano indissolubilmente legate al successo delle conserve sui mercati esteri e, in tal senso, le notizie relative ai rincari dei costi di trasporto non suggeriscono particolare ottimismo per i prossimi mesi. Infine, va sottolineato il ruolo della ricerca e dello sviluppo di nuovi prodotti per offrire buone prospettive alla filiera e la ricerca di nuove varietà di pomodoro in grado di coniugare la produttività in campo e la qualità organolettica delle bacche per consentire al settore di evolvere e progredire in uno scenario globale sempre più competitivo.


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