A Viareggio la seconda tappa del Sina Chefs’ Cup Contest

Ricola celebra con Slow Food la Giornata Mondiale delle Api

A Tuttopizza il nuovo servizio di Casolaro Hotellerie per piatti personalizzati

Per la Giornata Mondiale della Biodiversità, Mulino Bianco lancia “Rigoli Special Edition”

Licenziamenti in corso nel settore alberghi. Assohotel lancia l’allarme

Un duro colpo per le imprese e i lavoratori dell'alberghiero, con la mancata proroga della cassa Covid. Assohotel: licenziamenti già partiti.

Attualità Ospitalità Redazione 2 - 24 Gennaio 2022

      Ascolta la notizia in formato audio

I licenziamenti sono già partiti. Nei primi venti giorni del 2022 siamo venuti a conoscenza diretta di oltre 300 casi di dipendenti degli alberghi italiani che hanno ricevuto la lettera di licenziamento. Un vero e proprio dramma sociale per un settore in profonda crisi a causa dell’emergenza Covid”.

La denuncia di Assohotel Confesercenti sui licenziamenti in corso nel settore alberghiero si apre con una dichiarazione di Nicola Scolamacchina, vice presidente vicario dell’associazione.

Le imprese del comparto alberghiero stanno cercando in tutti i modi di tenere personale prezioso per garantire servizi di qualità, aspettando provvedimenti da parte del Governo. Purtroppo, non è arrivata la proroga della Cassa Covid-19 e le misure proposte sul fronte degli ammortizzatori sociali sono assolutamente insufficienti per arginare la crisi che sta nuovamente travolgendo l’intero sistema ricettivo. Chi ha licenziato non ha avuto alternative, tra la ripartenza dei mutui, la pressione delle banche e le stanze vuote”.

Il licenziamento è un ultimo atto da cui non si torna indietro. Le imprese sono costrette a chiudere i rapporti lavorativi con personale formato e qualificato, destrutturando ulteriormente il settore e minandone la capacità di ripartenza. Gli albergatori che resistono devono continuare a fare i conti con scadenze e imposte, come il pagamento del Canone Rai previsto per fine gennaio e l’IMU, sulle quali non si è intervenuto in alcun modo”.

Bene il credito d’imposta per le locazioni ma il bicchiere non ci sembra quello mezzo pieno annunciato dal Ministro del Turismo Garavaglia. I licenziamenti non potranno che proseguire, così si spinge il settore verso una crisi industriale che evidentemente non viene percepita nella sua gravità. Ci appelliamo al Governo e al Parlamento: è necessario intervenire con più vigore, con misure che consentano di limitare i danni enormi subiti e quantomeno di traghettare le imprese lungo questa nuova fase critica”.

Assoturismo, il 2021 chiude con oltre il 40% di presenze in meno rispetto al 2019

Una situazione, quella del turismo e dell’ospitalità italiana, su cui gravano due anni di restrizioni, pandemia, paura e rincari.

Lo ricordano soprattutto le stime rese note da Assoturismo Confesercenti, basate su dati Istat, che denunciano un quadro molto negativo.

La categoria “grandi città”, che nell’anno precedente la pandemia aveva registrato circa un quinto delle presenze dell’intero territorio nazionale, registra nel 2021 un -73,4% e recupera solo marginalmente nel confronto con il 2020 (+2,8% le presenze). Molto male anche le città d’arte, che nel 2020 avevano registrato un crollo di quasi il -55% di presenze. Nonostante il recupero rispetto al 2020 del +29,8%, chiudono il 2021 con un netto calo rispetto al 2019, -40,9%.

A pesare in negativo, dopo una stagione estiva su buoni livelli soprattutto grazie al turismo interno, l’ultimo trimestre del 2021: il forte riacutizzarsi degli eventi pandemici, con conseguenti restrizioni, peggioramento di aspettative e cautela nei comportamenti, ha sicuramente frenato la ripresa in atto fino alla fine dell’estate. A questo si aggiungono l’aumento dei costi della fornitura di energia elettrica (+15,3% nel 2021) e gas naturale (+22,2% nel 2021) a carico delle imprese e il ritorno di milioni di lavoratori allo smart working. In media d’anno circa 4 milioni di lavoratori hanno infatti continuato a lavorare da casa almeno due giorni a settimana e con la quarta ondata attuale i dati stanno rapidamente salendo a 5,5 – 6 milioni di lavoratori interessati.

Il combinato disposto di Omicron e “caro bollette” è una vera e propria mannaia sulla testa delle imprese. Nel 2021, rispetto al 2019, mancano all’appello 67 miliardi di euro di consumi turistici interni (-28 miliardi solo nelle città d’arte) con la ricettività che perde 18 miliardi, la ristorazione e i pubblici esercizi che contano su meno 8 miliardi di consumi e le agenzie di viaggio con meno 2,5 miliardi.

Si unisce alla denuncia di Assohotel anche Vittorio Messina, presidente di Assoturismo:

Servono sostegni immediati e congrui per le attività economiche colpite dalla crisi, soprattutto nelle grandi città e nei comuni a vocazione artistica e culturale. Senza un intervento rapido del Governo, con i dati di inizio 2022 che certificano ancora un netto calo di presenze turistiche, migliaia di imprese e professionisti chiuderanno a breve i battenti e migliaia di lavoratori resteranno a casa senza stipendio“.


Print Friendly, PDF & Email
Condividi su:
Questo articolo ha una valutazione media di: Ancora nessun voto.

Lascia una valutazione

    Vuoi ricevere maggiori informazioni sull'argomento di questo articolo? Compila il form indicando i tuoi dati e ti metteremo in contatto con chi potrà fornirti le informazioni richieste senza alcun impegno da parte tua.
    Autore articolo:
    Redazione 2

    Altri articoli:

    Puoi usare i filtri dei menu a tendina per selezionare gli autori o le categorie o fare una ricerca libera.

    All Angela PetroccioneDavide Di VietroFabio RussoRedazione 7 HorecanewsninmorfeoRedazioneRedazione 2Redazione 3Redazione 4Redazione 5Rosaria CastaldoSimona RiccioValentina Masotti
    🔍