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Listeria, massima attenzione al cibo. Le buone pratiche per limitarne i rischi

Allerta Listeria: le buone pratiche di produzione degli alimenti e il rispetto delle prassi igieniche rivestono un’importanza capitale per tutelare la salute pubblica. Gli esperti comunque stimano che un terzo dei casi di contaminazione sono causati dal proliferare di Listeria monocytogens in alimenti preparati in casa e conservati in frigo

Redazione 5 - Pubblicato il 6 Ottobre 2022 alle ore 14:55
Categoria: Notizie Flash

Listeria è un nome che ritorna a far paura e che nelle ultime settimane ha raggiunto la ribalta della cronaca per aver causato diversi focolai epidemici in varie regioni italiane. Le autorità competenti stanno conducendo indagini sugli alimenti potenzialmente correlati ai casi umani di listeriosi, malattia causata dall’agente patogeno Listeria monocytogenes, che colpisce l’uomo e gli animali.

La listeria è presente in natura, in terreni, acque, piante e animali come bovini, ovini e caprini, che possono diventare portatori del batterio. Seppur rara, la listeriosi è spesso grave, con elevati tassi di ricovero ospedaliero e mortalità. Nelle persone infette i sintomi variano, da lievi sintomi simil-influenzali, come nausea, vomito e diarrea, a infezioni più gravi, quali meningite e altre complicanze potenzialmente letali. Le persone più sensibili alle infezioni da Listeria sono gli anziani, le donne in gravidanza, i neonati e le persone con deficit del sistema immunitario.

Per l’uomo il principale veicolo di trasmissione è il consumo di cibo. La listeria, infatti, tende a proliferare negli alimenti, soprattutto in quelli freschi, ma sopravvive anche sulle superfici con cui vengono a contatto come quelle di posate, contenitori, coltelli, e nel frigorifero. In generale, i cibi più a rischio sono quelli pronti al consumo inclusi i surgelati.

La Listeria monocytogenes a differenza di altri batteri di origine alimentare, tollera gli ambienti salati e le basse temperature (tra +2 °C e 4 °C)” – afferma Monica Filippini, Life Science Manager del laboratorio pH – “per questo motivo la temperatura di refrigerazione a cui vengono conservati gli alimenti (4°C) non ne contrasta la moltiplicazione, rendendone indispensabile il controllo durante la produzione degli alimenti. La cottura dell’alimento a 72°C per almeno 15 secondi inattiva il batterio; in caso di conservazione dell’alimento cotto è necessario prestare attenzione a eventuali ricontaminazioni”.

Le buone pratiche di produzione degli alimenti e il rispetto delle prassi igieniche rivestono un’importanza capitale per tutelare la salute pubblica. Gli esperti comunque stimano che un terzo dei casi di contaminazione sono causati dal proliferare di Listeria monocytogens in alimenti preparati in casa e conservati in frigo.

Per evitare rischi l’esperta di pH labs, Monica Filippini, suggerisce: ”Rispettare la data di scadenza, mantenere una temperatura del frigo minore di 5°C, tenere separati i cibi crudi (vegetali e carni) da quelli cotti o pronti al consumo, lavare molto bene i vegetali da consumare crudi e cuocere i cibi in modo appropriato, non far mangiare a bambini molto piccoli salsicce crude o pesce crudo.

Poche ma chiare prassi di produzione e conservazione dei cibi per evitare allarmismi e continuare a consumare con piacere i nostri cibi preferiti.

Per il rilevamento e la quantificazione di L. specie e di L. monocytogenes nel laboratorio pH di TÜV Italia, Gruppo TÜV SÜD vengono svolte le seguenti attività analitiche:

·         ricerca di Listeria monocytogenes in alimenti e campioni ambientali con metodo molecolare accreditato;

·         ricerca e numerazione di Listeria monocytogenes in alimenti e campioni ambientali con metodi microbiologici ISO 11290-1: 2017, ISO 11290-2:2017, USDA FSIS MLG8

Fondato nel 1866 come associazione di controllo delle caldaie a vapore, il Gruppo TÜV SÜD è cresciuto diventando un’impresa globale. Opera con oltre 25.000 dipendenti dislocati in oltre 1.000 sedi in circa 50 paesi allo scopo di migliorare costantemente tecnologia, sistemi e competenze. TÜV SÜD contribuisce attivamente a rendere innovazioni tecniche come Industria 4.0, guida autonoma ed energie rinnovabili sicure e affidabili. www.tuv-sud.com
TÜV Italia fa parte del gruppo TÜV SÜD ed è presente in Italia dal 1987. TÜV Italia ha una struttura di oltre 700 dipendenti e 400 collaboratori, con diversi uffici operativi sul territorio nazionale, a cui si affiancano i laboratori TÜV Italia e Bytest a Volpiano (TO) e pH a Barberino Tavarnelle (FI), acquisite rispettivamente nel gennaio 2012 e nel gennaio 2013. TÜV Italia organizza periodicamente webinar e seminari gratuiti, dove vengono affrontati I temi tecnici più attuali, altre ai numerosi corsi formativi professionali, dedicati ad approfondire e sviluppare competenze in tutti i settori in cui l’ente opera. www.tuvsud.com/it-it


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