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Niente più decaffeinato Hag né caffè Splendid: chiude lo stabilimento di Andezeno

JDE ha annunciato, martedì 25 settembre, il piano di chiusura dello stabilimento di Andezeno. Per gli italiani è la fine di un’epoca, quella in cui caffè Hag e Splendid venivano prodotti e consumati in Italia, per tutte le famiglie di Andezeno che perdono la principale fonte di reddito è l’inizio di un periodo molto difficile. […]

Aziende Caffè Redazione - 27 Settembre 2018

Hag - Splendid - JDE

JDE ha annunciato, martedì 25 settembre, il piano di chiusura dello stabilimento di Andezeno. Per gli italiani è la fine di un’epoca, quella in cui caffè Hag e Splendid venivano prodotti e consumati in Italia, per tutte le famiglie di Andezeno che perdono la principale fonte di reddito è l’inizio di un periodo molto difficile.

Nel comunicato dell’azienda si legge che “negli ultimi anni, la domanda di caffè tostato e macinato ha continuato a calare in tutta Europa, a causa dello spostamento delle preferenze di tanti consumatori verso i nuovi e più pratici formati a capsule e cialde. Questo elemento ha creato problemi di sovracapacità all’interno del network produttivo europeo relativo al caffè tostato e macinato di JDE“.

A seguito di queste ragioni e di attente valutazioni, l’azienda ha informato le Organizzazioni Sindacali locali della decisione.

La società è consapevole dell’impatto che questa decisione avrà sui dipendenti locali, le loro famiglie e la comunità di Andezeno ed è impegnata a lavorare a stretto contatto con i Rappresentanti Sindacali per identificare, minimizzare e risolvere le implicazioni sociali legate alla chiusura del sito”.

Dal canto loro, le Organizzazioni Sindacali parlano di una scelta scellerata, una “decisione stabilita dall’alto senza la possibilità di discutere soluzioni alternative“.

Lontani da una risoluzione per i dipendenti, “54 persone che compongono lo staff di Andezeno, le quali hanno dimostrato un alto livello di resilienza e imprenditorialità“, si prosegue con scioperi programmati per manifestare la preoccupazione per il loro futuro. Nonostante la richiesta dei sindacati del ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo e l’attivazione di tavoli istituzionali a partire dalla Regione Piemonte, ad oggi non c’è ancora un piano di reintegro o una soluzione soddisfacente per i lavoratori.

JDE si dice interessata a continuare ad attribuire al mercato del caffè italiano “un ruolo chiave all’interno dei futuri piani di crescita della società”.

In attesa dei prossimi sviluppi, attendiamo una rapida e favorevole risoluzione per tutte le parti coinvolte da questa operazione commerciale che, speriamo, tornerà presto a focalizzare i suoi obiettivi sulle risorse umane e sulla valorizzazione del territorio e della sua lunga storia.


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