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Perché le bottiglie di vino e champagne più diffuse hanno capacità da 0,75 litri?

Solo a partire dal 1700 il vino ha iniziato ad essere conservato in bottiglie di vetro, con capienza abbastanza omogenea variabile tra i 0,7 litri e 0,9 litri. Precedentemente infatti venivano impiegati altri recipienti: otri di pelle, anfore, botti, ecc. Ma perché le bottiglie di vino hanno oggi proprio capacità pari a 75 cl? Ha […]

Lifestyle Redazione 2 - 22 Novembre 2019

Bottiglie di vino e champagne
Solo a partire dal 1700 il vino ha iniziato ad essere conservato in bottiglie di vetro, con capienza abbastanza omogenea variabile tra i 0,7 litri e 0,9 litri. Precedentemente infatti venivano impiegati altri recipienti: otri di pelle, anfore, botti, ecc. Ma perché le bottiglie di vino hanno oggi proprio capacità pari a 75 cl? Ha provato a rispondere Première Italia, elencando le ipotesi più accreditate che spiegano il perché della diffusione capillare del formato da 0,75 litri.
1° IPOTESI
Nel XVIII secolo, poiché il vetro veniva soffiato dagli artigiani, la capacità polmonare media dei soffiatori  riusciva a realizzare recipienti da 0,6 a 0,75L in un solo colpo.
2° IPOTESI
0,757 L è pari ad 1/5 di gallone imperiale, unità di misura molto usata nel passato nei paesi anglosassoni per gli alcolici ed il vino. La legge stabiliva che ogni cassa di vino potesse contenere solo 2 galloni imperiali; gli inglesi decisero così di inserire 12 bottiglie per ogni cassa, il risultato era quindi pari a 0,75 L per ogni bottiglia.
3° IPOTESI
Una bottiglia da 0,75 L corrisponde perfettamente a 6 boccali di vino da 125 ml maggiormente utilizzati nelle antiche osterie.

Cosa dice la legge oggi

Nel 1975 la Direttiva Europea sugli imballaggi (Dir. 75/106) ha decretato che il vino può essere messo in commercio solo in recipienti a partire dal quarto fino ad arrivare a una capacità pari a 40 bottiglie.
Il formato più diffuso da 0,75 litri risulta essere il più comodo sia per l’azienda produttrice che per il consumatore finale, anche perché sono facili da trattare, si adattano meglio al trasporto e nelle cantine le strutture per sostenerle sono più facilmente costruibili.
Le capacità ammesse dalla Direttiva Europea sugli imballaggi sono le seguenti:

Soltanto la mezza-bottiglia, la bottiglia e la magnum sono utilizzate normalmente per la seconda fermentazione; gli altri formati vengono generalmente riempiti con vino già fermentato (tranne alcune eccezioni per il Jèroboam come la Maison De Venoge).

Lo Champagne contenuto in grandi bottiglie, purché ottenuto con remuage manuale, viene tendenzialmente riconosciuto come migliore di quello della bottiglia da 0,75 litri. Questo perché dato che una bottiglia magnum ha una capacità doppia rispetto a quella standard, una minore quantità di ossigeno entra a contatto con il vino. Un vino conservato in magnum raggiunge quindi la maturità più lentamente, evolve in modo più stabile e protetto, resiste meglio agli sbalzi di temperatura ed esalta le sue caratteristiche sensoriali.


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