Premio Gavi la Buona Italia 2020: vince il Consorzio di Conegliano Valdobbiadene

16 Lug 2020 - 01:30
Premio Gavi la Buona Italia 2020: vince il Consorzio di Conegliano Valdobbiadene
Il  Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg vince il Premio Gavi LA BUONA ITALIA 2020 per l’efficacia con cui si muove nei canali di comunicazione online e per l’attitudine a svolgere un ruolo di aggregazione territoriale attraendo turisti e viaggiatori. Premiati con le Menzioni Speciali anche Il Consorzio Volontario di Tutela Vini Alto Adige, il Consorzio Vino Chianti Classico e il Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo. Questi sono i Consorzi di Tutela del vino scelti dai 22 componenti della Giuria del PREMIO GAVI LA BUONA ITALIA 2020, organizzato dal Consorzio Tutela del Gavi, in quanto modelli di comunicazione ed esempio di efficace sviluppo dell'attività turistica integrata dei propri territori. Dall’Area Pergolesi di Milano sono intervenuti durante la diretta del Premio Gavi La Buona Italia Magda Antonioli Direttore del Master di Economia del Turismo Università Bocconi e Consigliere Enit, Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc, Giulio Somma direttore de il Corriere Vinicolo e Roberto Ghio, Presidente Consorzio Tutela del Gavi moderati da Francesco Moneta, Laboratorio Gavi La Buona Italia-The Round Table. “La competitività enoturistica delle aziende vinicole è frutto anche del gioco di squadra tra Denominazioni e territorio” – commenta Roberto Ghio, Presidente del Consorzio Tutela del Gavi - “I Consorzi di tutela contribuiscono a creare e rafforzare la peculiare ‘reputazione’ del comprensorio, rappresentata da un insieme di elementi quali natura, vino, personaggi, storia, tradizioni, innovazione. Questo lavoro integrato ricade positivamente sulle singole aziende che possono così concentrare i loro sforzi sull’ottimizzazione dell’accoglienza, oltre naturalmente sulla produzione vinicola”. Lo conferma la ricerca "ENOTURISMO: I CONSORZI DEL VINO E IL TERRITORIO" condotta dal Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi in collaborazione con il Consorzio Tutela del Gavi e The Round Table e curata dalla Prof.ssa Magda Antonioli.  Dall'analisi delle attività e delle strategie attivate dai 124 Consorzi di Tutela del vino con particolare riferimento alle scelte operate in campo enoturistico - rilevate attraverso un mix tra survey quantitativa, review del posizionamento digitale ed interviste esplorative - emerge infatti che "i Consorzi riconoscono all’unisono un proprio ruolo strategico, oltre a quello sulle fasi di qualità della produzione, anche sugli aspetti turistici della filiera" - sostiene Magda Antonioli -: in primis (45%) “facendo da collante”, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo attraversando, al loro interno tra i produttori propri associati, ma anche verso gli stakeholder esterni, pubblici e privati. In seconda battuta, dedicandosi anche alla promozione “diretta” (35%) oltre che del prodotto-bottiglia, dei luoghi e della cultura del territorio". Per la totalità dei rispondenti l’Enoturismo costituisce un’opportunità importante per il settore vitivinicolo, elemento strategico in ottica di promozione e di diversificazione delle entrate, sia per il mercato domestico (79%), che per i mercati esteri (77%) in primis per Stati Uniti e Germania. Questi Paesi sono da un lato tra i principali importatori del prodotto vitivinicolo italiano (con una nutrita partecipazione dei Consorzi agli eventi trade che si tengono in quegli stessi territori) e dall’altro costituiscono i principali bacini di domanda, short e long haul, per l’incoming turistico italiano: sono state infatti 58,6 mln le presenze tedesche in Italia nel 2018 e 14,5 mln quelle statunitensi – Istat, 2020). Continua Magda Antonioli: “Considerando quindi gli assiomi maggior conoscenza -> maggior consumo e maggior consumo ->maggiore desiderio di conoscenza (anche del processo produttivo), al di là del Covid-19 e del periodo contingente, questa convergenza sembra essere di buon auspicio per l’enoturismo italiano ed invita tutte le realtà operanti in questo settore ad investire in maniera più strutturata per il suo sviluppo”. Navigando nei siti e nei social dei vincitori emergono eccellenze nell'approccio alla comunicazione digitale: innanzitutto una grande interazione di contenuti tra il sito e i molteplici canali social, con la possibilità quindi di integrare arte, natura, storia, protagonisti, enogastronomia, e definire così l’autenticità e l’unicità del proprio terroir. In secondo luogo, lo spazio dedicato all'e-commerce dei produttori, perché Enoturismo è anche e soprattutto vendere il prezioso frutto della propria terra; infine una facile ed intuitiva fruizione dei diversi servizi offerti dalle cantine e link diretti e networking con le principali organizzazioni che promuovono il territorio. "È evidente che la partita dell'Enoturismo, oggi riconosciuto come "il turismo della ripartenza" si gioca in rete, l’ambiente primario della promozione turistica in generale - aggiunge Francesco Moneta di The Round Table - con i Consorzi che devono favorire una rapida evoluzione digitale di se stessi e dei produttori per competere nell'Enoturismo giocando il ruolo fondamentale di aggregatore dell'offerta multiprofessionale del territorio". L'obiettivo - conclude Moneta - è capitalizzare l’enorme potenziale del nostro Paese, la meta più desiderata dai Turisti enogastronomici di tutto il mondo secondo il Wine Food Travel Monitor 2019”.

LUCI E OMBRE SU ENOTURISMO & CONSORZI EMERSE DALLA RICERCA BOCCONI

Oltre alle eccellenze resta ancora lunga la strada da fare per rendere il prodotto enoturistico Italia appetibile, soprattutto ai turisti stranieri e ai millennials, che si informano per l'80% in rete prima di scegliere una destinazione per le proprie vacanze. Il 78% dei Consorzi intervistati dichiara di promuovere già l’attività enoturistica delle aziende associate (praticata da almeno parte delle cantine nel 95% dei casi) e, più in generale, il territorio, oltre al solo prodotto vitivinicolo. In particolare, i canali maggiormente utilizzati sono i propri profili social (82%) ed il proprio sito internet (71%), l’attività di ufficio stampa con media, guide ed “influencer” (63%), la partecipazione ad eventi trade (60%), materiale informativo cartaceo in italiano (60%) o in altre lingue (51%), l’organizzazione o la partecipazione ad eventi consumer (49%). In realtà il quadro del posizionamento digitale dei Consorzi che emerge dalla ricerca è parzialmente differente: vi sono ancora alcuni Consorzi di Tutela sprovvisti di un proprio sito internet ed un 39% dei casi in cui il portale presenta qualche difficoltà di funzionamento. Con riferimento all’accessibilità, il 50% dei Consorzi ha un portale in doppia lingua (italiano/inglese), mentre è inferiore al 20% la percentuale di Consorzi il cui sito web è tradotto in 3 o più lingue (con una prevalenza di tedesco). Analizzando i contenuti, la ricerca rileva che il 66% dei Consorzi ha una pagina o una sezione sul proprio sito web dedicata alla promozione della destinazione ed in diversi casi il contenuto è già pensato per un consumatore finale che possa definirsi anche turista con informazioni sulle attrattive dell'area. Percentuali analoghe si riscontrano sui social media, dove è il 44% dei Consorzi a pubblicare post esclusivamente a tema vino, mentre gli altri danno spazio a quegli elementi di destinazione appealing. "Scende invece di molto la percentuale dei Consorzi che promuove online l’attività enoturistica delle aziende associate (visite in vigna o in cantina, degustazioni …) o che consente all’utente web di prenotarle direttamente. Allo stesso modo, difficilmente si riscontrano informazioni utili all’organizzazione di una visita, quali la presenza di indicazioni “logistiche”, come parcheggi, orari di apertura, o servizi volti a migliorare l’accessibilità da parte di particolari categorie di utenti, informazioni che peraltro coincidono con alcuni dei vincoli contenuti nel Decreto ministeriale" - certifica la Ricerca. In pratica, conclude Magda Antonioli, “i risultati di questa Ricerca, condivisi e approfonditi con i Consorzi di tutela, uniti alla crescente affermazione dell’importanza dell’Enoturismo, rappresentano l’occasione per mettere mano all’attività di comunicazione e promozione declinata nel Web. Quando si parla di un’offerta di turismo enogastronomico lungo tutta la filiera, in risposta ad una nuova tipologia di consumatore e turista, si affrontano non solo gli aspetti di comunicazione del prodotto-vino, ma anche gli aspetti inerenti all’accrescimento del valore e della redditività del territorio, delle terre e, in primis, delle aziende coinvolte”.

 width=LE BEST PRACTICES DEI VINCITORI

Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg Vincitore della 6a edizione del Premio Gavi La Buona Italia 2020, il Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg si presenta con il sito tradotto in 5 lingue (italiano/inglese/francese/tedesco/cinese) ed integrato a 5 social network (Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube). Sotto il brand "Visit Conegliano Valdobiaddene", una rivista semestrale sfogliabile e scaricabile con tutte le informazioni - corredate da foto splendide - consente di organizzare il proprio itinerario tra cultura, storia locale, natura, enogastronomia e con le testimonianze di personaggi noti "amici" del territorio: si tratta di una vera e propria guida, sempre a disposizione, per permettere al turista di vivere da protagonista gli eventi e il territorio con grande risalto alle proprie eccellenze, tra cui la prima storica strada enologica d’Italia, che si snoda tra le cittadine di Conegliano a Valdobbiadene. La sezione "I percorsi enoturistici" propone una serie di percorsi già strutturati fruibili in base a diversi interessi: itinerario arte, itinerario vino, itinerario bike, itinerario castelli, con link diretto alla Strada del Prosecco, partner del Consorzio nell'offerta territoriale integrata. In ultimo, ma non per importanza, un motore di ricerca interno al sito del Consorzio permette di filtrare le cantine a seconda del servizio di cui si è alla ricerca, con precise informazioni sulla logistica. Consorzio Volontario di Tutela Vini Alto Adige Una Menzione Speciale al Consorzio Volontario di Tutela Vini Alto Adige la cui home page del sito, realizzato in 5 lingue (italiano/Inglese/tedesco/Giapponese/Russo) e integrato con 4 canali social (Facebook, Youtube, Instagram, Twitter) che trattano con frequenza il tema enoturismo, mette in grande evidenza l'accesso alla sezione e-commerce con rimando diretto alle cantine che lo praticano. Ampio spazio alle visite guidate in cantina con link ai siti dei singoli produttori e possibilità di filtrarli in base ai propri interessi e ai servizi che offrono (vendita, ristorante, visite guidate, pernottamento, consegna a casa, etc). Il sito del Consorzio è collegato con quello del Sudtirol in cui si offrono diverse esperienze turistiche ed eventi. Consorzio Vino Chianti Classico  Con "Casa Chianti Classico", il luogo fisico della narrazione della Denominazione e del Territorio che diventa anche sito e portale di promozione turistica e l'E-Shop che propone in acquisto, oltre al vino, anche merchandising griffato Gallo Nero, il Consorzio Vino Chianti Classico si aggiudica una Menzione Speciale. Il sito, realizzato in 2 lingue (Italiano/inglese) comprende una sezione con l'indicazione dei ristoranti dove trovare il Vino Chianti e i link diretti ai siti dei singoli produttori con la possibilità di filtrarli per servizio offerto. Visibilità ad una unicità del Consorzio: l'organizzazione della gara ciclistica Granfondo del Gallo Nero che attrae ogni anni diversi appassionati di biking.Completano la presenza digital del Consorzio 4 canali social (Facebook, Youtube, Twitter, Instagram) e una APP per mobile dedicata. Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo  Menzione Speciale anche per il Consorzio Tutela Vini D'Abruzzo che, con accesso diretto e ben evidente dalla Home Page, rimanda sia all'e-commerce delle cantine sia al sito Discover Abruzzo e relativa APP interattiva per mobile con 14 itinerari che toccano oltre 200 punti di interesse storico, artistico, culturale e naturale, intorno a cui sorge la costellazione di cantine vitivinicole abruzzesi. Collegamento operativo con una rete di Tour Operator internazionali per organizzare wine tour sul territorio Il sito è realizzato in 2 lingue (italiano/inglese) e i social sono 2 (Instagram, Facebook).
IL PREMIO GAVI LA BUONA ITALIA
Ogni anno, dal 2015, il Laboratorio Gavi La Buona Italia del Consorzio Tutela del Gavi propone un osservatorio inedito sulle ‘buone pratiche’ del comparto enogastronomico italiano, valorizzate con il Premio Gavi LA BUONA ITALIA, alla sua VI edizione. Nelle ultime due edizioni protagonisti sono stati ‘Il Vino Responsabile’ (la Responsabilità Sociale interpretata dal comparto vinicolo, andando oltre il concetto consueto di sostenibilità, 2018), e lo ‘Smart Wine’ (l’innovazione digitale nella filiera integrata enologica italiana Vigna-Cantina-Distribuzione-Comunicazione, 2019). Quest’anno la scelta – ancora in periodo pre-pandemico – era caduta sull’Enoturismo, o meglio sul   ‘Nuovo Enoturismo’, da osservare alla luce delle direttive ministeriali MIPAAF del 2019 grazie alle quali l’enoturismo ora può essere praticato dalle Cantine ‘per legge’, invitando alla professionalizzazione un comparto destinato a diventare strategico nell’economia dei produttori di vino. La scelta si è rivelata particolarmente felice, se è vero che  - dopo il lock down da covid-19 dei primi mesi del 2020 - l’Enoturismo ora è considerato da molti ‘il Turismo della ripartenza’: un turismo di prossimità, economicamente accessibile, sostenibile, integrato con le altre esperienze territoriali di un turismo ‘lento’ che privilegia i borghi alle città, e open-air, quindi più sicuro, se alle cantine in questa estate del 2020 si preferiranno le vigne, attrezzate per offrire esperienze spesso inedite o sorprendenti, come i corsi di yoga e i picnic e le cene circondati dai filari.
  [contact-form-7 id="1103" title="Form Articoli"]
Compila il mio modulo online.