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Salame Felino IGP: un goloso successo emiliano

Il Consorzio di tutela del Salame felino Igp, eccellenza salumiera della Food Valley parmense, ha reso pubbliche alcune stime sulla sua produzione. Nel 2017 il fatturato raggiunto è stato di 72 milioni di euro con una produzione cresciuta del +2% su un volume di 5,1 milioni di kg di carne lavorata. La grande distribuzione si […]


Il Consorzio di tutela del Salame felino Igp, eccellenza salumiera della Food Valley parmense, ha reso pubbliche alcune stime sulla sua produzione.
Nel 2017 il fatturato raggiunto è stato di 72 milioni di euro con una produzione cresciuta del +2% su un volume di 5,1 milioni di kg di carne lavorata.
La grande distribuzione si è confermata il principale canale di commercializzazione con il 65% della produzione assorbita, mentre il 25% è stato distribuito attraverso il dettaglio tradizionale.
Il salame Felino Igp intero è il prodotto più premiato dai consumatori, seguito dal pre-affettato che riflette un cambiamento consistente nelle abitudini di consumo.
Il salame Felino, con i suoi 800 anni di storia, è inserito all’interno dei circuito dei Musei del Cibo la cui mission è quella di raccontare attraverso la storia di un prodotto anche quella del territorio dov’è nato e “cresciuto”, i suoi intrecci con la storia e la cultura e i consumi alimentari della comunità.
La sede del museo è il Castello di Felino, al cui interno è possibile osservare metodi e tecniche di produzione, oltre che incuriosirsi per storie, aneddoti, racconti che hanno fatto la storia di questo prodotto famoso in tutto il mondo.
La lavorazione del salame Felino Igp è talmente radicata nel territorio della provincia parmense che la sua ricetta si può vedere raffigurata in un bassorilievo della Cattedrale di Benedetto Antelami.
Le origini dell’incredibile storia della lavorazione della carne di maiale, da cui viene ottenuto il salame Felino, risale all’età del bronzo. Nel settecento, a Felino, c’erano circa 2200 abitanti di cui cinque produttori-rivenditori di salame e salumi in genere.
Alla base di questa storia c’è la posizione geografica di Felino, corridoio naturale per l’aria più calda proveniente dalla Liguria che permette al prodotto di asciugarsi dall’aria, rendendo il sale, proveniente da Salsomaggiore, meno preponderante nella preparazione dell’insaccato e garantendo la realizzazione di un prodotto più morbido al palato e dal sapore unico.


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