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Stop alla proroga delle concessioni balneari: nuove gare dal 2024

Approvato un emendamento al Ddl concorrenza che fissa a fine 2023 la scadenza delle concessioni balneari in atto e un disegno di legge delega per regolare le procedure concorsuali dal 2024

Attualità Redazione - 17 Febbraio 2022

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Lo scorso 15 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato l’emendamento al DDL Concorrenza relativo alle modalità di affidamento delle concessioni balneari.
Arriva così lo stop alle concessioni di proroghe: sulla base di quanto deciso dal Governo, le concessioni in essere vengono prorogate fino a dicembre 2023.
Approvato, di riflesso, un disegno di legge delega per regolare le procedure concorsuali che dovranno garantire parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità, da avviare con bando di gara almeno dodici mesi prima della scadenza delle concessioni in essere.
Le nuove gare dovranno promuovere la concorrenza e la fruibilità delle coste e tenere conto degli investimenti previsti; il governo fisserà quindi nuove regole con tutele per i lavoratori, le piccole imprese e i gestori.
Cambieranno così anche per i canoni demaniali, che dovranno tenere conto del pregio naturale della zona e della redditività di questa, e in parte dovranno essere reinvestiti per la difesa delle coste e delle aree libere.
Introdotte anche delle tutele per i clienti, ai quali dovranno essere assicurate tariffe adeguate in base ai servizi offerti e garantita l’accessibilià e la frubilità del demanio anche per le persone con disabilità.
Una volta assegnate le concessioni non potranno più essere prorogate né rinnovate automaticamente; la loro durata non sarà superiore al tempo necessario per ammortizzare l’investimento.

Sib e Fiba, le associazioni dei balneari di Confcommercio e Confesercenti hanno commentato l’esito del Consiglio dei Minsitri sul tema delle concessioni balneari. In una nota congiunta, il presidente del Sib, Antonio Capacchione e il presidente della Fiba, Maurizio Rostignoli, hanno osservato che “l’emendamento approvato in Consiglio dei ministri sulle concessioni balneari ha accolto alcune nostre richieste come la tutela del valore delle aziende in sede di gara, la professionalità, la salvaguardia delle piccole e medie imprese, la tutela per coloro che hanno gestito direttamente la concessione negli ultimi cinque anni o l’eliminazione del canone quale elemento di valutazione. E si potrebbe continuare. È altresì importante precisare che non si tratta di una norma già in vigore ma solo di una proposta che il governo farà in Parlamento. Certamente un lavoro impegnativo da parte dei ministri coinvolti in questo percorso complesso, ma ribadiamo con fermezza che non siamo soddisfattisi tratta di un provvedimento che necessariamente dovrà trovare il giusto equilibrio nel passaggio parlamentare“. “Auspichiamo – proseguono Rustignoli e Capacchione – che tutte le forze politiche che, da tempo con responsabilità, sono vicine alla categoria degli imprenditori balneari possano lavorare in sinergia con le Regioni e le Associazioni di categoria affinché il provvedimento trovi la stabilità conclusiva necessaria per garantire, innanzitutto, gli investimenti futuri e la salvaguardia delle imprese del settore. Per il sistema turistico balneare il lavoro, a nostro avviso, comincia adesso: da parte nostra, siamo pronti ad offrire tutta la disponibilità ed il contributo indispensabili nel confronto con regioni e parlamento“. “Inizieremo perciò da subito – concludono i presidenti – un confronto con le forze politiche affinchè la misura sia integrata e rafforzata, per trovare quel giusto punto di equilibrio che non è assolutamente l’interesse della categoria dei balneari ma che, a nostro avviso, rappresenta innanzitutto l’interesse del sistema turistico e balneare italiano nel complesso ed, ancora di più, l’interesse pubblico, un principio cardine quando si coinvolge il demanio marittimo”.


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