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Un nuovo test smaschera in 25 minuti l’Escherichia Coli

Buone notizie per la battaglia all’Escherichia Coli: 3M, multinazionale presente in Italia con due stabilimenti e un centro distributivo europeo per un fatturato di oltre 455 milioni di euro, ha presentato nella giornata inaugurale di Cibus Tec alle Fiere di Parma due nuovi test per individuare il batterio in modo molto più veloce. L’azienda ha […]

Salute Redazione 4 - 4 Novembre 2019

Escherichia Coli

Buone notizie per la battaglia all’Escherichia Coli: 3M, multinazionale presente in Italia con due stabilimenti e un centro distributivo europeo per un fatturato di oltre 455 milioni di euro, ha presentato nella giornata inaugurale di Cibus Tec alle Fiere di Parma due nuovi test per individuare il batterio in modo molto più veloce.
L’azienda ha infatti sviluppato il Molecular Detection System, un’analisi molecolare che si basa sull’amplificazione del Dna a temperatura costante rilevata per bioluminescenza. MDS ha tempi di risposta estremamente veloci: permette infatti di ottenere risultati positivi dopo solo 15-25 minuti, a differenza delle 24-48 ore della metodica tradizionale.

L’escherichia coli è un batterio che si trova naturalmente nell’intestino dell’uomo e degli animali, fa parte della normale flora intestinale ed è solitamente innocuo. Tuttavia, alcuni tipi di ceppi del batterio – denominati STEC/VTEC (Escherichia Coli Producente la Tossina Shiga o verotossina) oppure EHEC (Escherichia Coli enteroemorragico) – sono in grado di produrre tossine rischiose per la salute, che possono provocare la diarrea emorragica e la sindrome emolitico-uremica (SEU), una grave complicazione che può portare alla morte. Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), nel 2017 in Europa sono stati registrati 6457 casi di VTEC, 94 dei quali in Italia, anche se non rappresenta uno dei Paesi più colpiti. L’Italia risulta però al secondo posto per numero di morti, con 4 decessi, un quinto del totale di tutta l’Europa, ed è inoltre ai primi posti anche per numero di ospedalizzazioni: 81 su 94 casi.
La trasmissione di questi batteri all’uomo avviene prevalentemente per via alimentare. Tra i cibi maggiormente a rischio risultano la carne cruda e le preparazioni a base di carne di bovino poco cotte, il latte crudo non pastorizzato e i prodotti lattiero-caseari preparati con latte non pastorizzato, e i vegetali non sottoposti a cottura. I nuovi test sarebbero quindi utilissimi e aiuterebbero a intervenire in modo tempestivo e efficace, permettendo di salvare anche da situazioni che potrebbero rivelarsi critiche


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