L’ortofrutta sul “blue carpet” del Giffoni Film Festival con Terra Orti

“The Perfect Match”, il tour estivo di Fever-Tree

The Milan Coffee Festival. Torna l’evento internazionale del caffè

A settembre a Napoli gran finale per il Leva Contest

Un’impresa su tre della ristorazione è gestita da donne. Fipe: “un dato che può essere migliorato”

Secondo Fipe, una delle priorità è recuperare il gap di manodopera femminile qualificata che si è persa negli utlimi due anni di pandemia.

Associazioni Attualità Redazione 2 - 2 Agosto 2022

Il settore della ristorazione è tra i più virtuosi in Italia per quanto riguarda il numero di imprese a titolarità femminile. Il rapporto Unioncamere diffuso qualche giorno fa ha evidenziato che, in Italia, la media di imprese guidate da donne è del 22,8%. Se si fa riferimento ai soli Pubblici esercizi, invece, come dimostrano i dati contenuti nel Rapporto ristorazione curato da Fipe-Confcommercio, nel 2021 le attività a titolarità femminile sono risultate 112.752, il 28,5% del totale. Un dato incoraggiante che sottolinea l’impegno delle donne nel settore della ristorazione, ma che può ancora essere migliorato.

“Il fondo per l’imprenditoria femminile istituito presso il ministero per lo Sviluppo economico e finanziato per 160 milioni di euro grazie ai fondi del Pnrr e per gli latri 40 milioni grazie a fondi statali, gioca un ruolo determinante – sottolinea Valentina Picca Bianchi, presidente del Gruppo Donne di Fipe-Confcommercio -. I contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati sono destinati alle imprenditrici che hanno il desiderio di creare realtà virtuose, ad alto tasso di innovazione di prodotto e processo, ma anche ad alta sostenibilità. A questo si aggiunge l’attività costante della Federazione, che ha messo in campo programmi di empowerment, cultura finanziaria e cultura d’impresa in generale allo scopo di consolidare il radicamento delle aziende femminili già attive e favorire la nascita di nuove realtà. Tutte con il minimo comune denominatore della sostenibilità che nel nostro settore si traduce in attenzione per la filiera agroalimentare di qualità e l’applicazione dei contratti di lavoro più tutelanti e riconosciuti”. 

Una delle priorità è infatti recuperare il gap di manodopera femminile qualificata che si è persa negli ultimi due anni di pandemia. Nella ristorazione, infatti, rispetto al 2019, si sono persi oltre 98mila posti di lavoro precedentemente occupati da donne, il 19,3% del totale

“Rimettere queste persone al lavoro anche attraverso lo sviluppo di progetti innovativi – conclude Picca Bianchi – è la condizione ineludibile per dare futuro e prospettiva al settore”.


Print Friendly, PDF & Email
Condividi su:
Questo articolo ha una valutazione media di: 5/5 (1)

Lascia una valutazione

    Vuoi ricevere maggiori informazioni sull'argomento di questo articolo? Compila il form indicando i tuoi dati e ti metteremo in contatto con chi potrà fornirti le informazioni richieste senza alcun impegno da parte tua.
    Autore articolo:
    Redazione 2

    Altri articoli:

    Puoi usare i filtri dei menu a tendina per selezionare gli autori o le categorie o fare una ricerca libera.

    All Angela PetroccioneDavide Di VietroFabio RussoRedazione 7 HorecanewsninmorfeoRedazioneRedazione 2Redazione 3Redazione 4Redazione 5Rosaria CastaldoSimona RiccioValentina Masotti
    🔍