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Vendemmia 2021: sarà tra quelle da ricordare. Per Berlucchi e Tenuta Fontana è appuntamento con la storia.

Le stime relative alla vendemmia 2021 sono lusinghiere. In casa Berlucchi e Tenuta Fontana due vendemmie speciali.

Pianeta Vino Angela Petroccione - 14 Settembre 2021

Settembre è tempo di primi bilanci e proiezioni sulla vendemmia in corso e, per quanto sia difficile esprimersi con valutazioni che possono essere significative indistintamente per tutto il territorio nazionale, si può già dire che quella del 2021 sarà una raccolta meno abbondante ma qualitativamente in linea con le aspettative, foriera di soddisfazioni in un contesto generale di ripresa del settore vitivinicolo.

Le attività, iniziate l’ultima settimana di luglio in Sicilia, ad oggi hanno interessato il 25% delle uve. Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre nella maggior parte delle regioni italiane si è dato il via alla raccolta per le varietà Chardonnay, Pinot e Sauvignon. La massa critica si raggiungerà entro l’ultima decade di settembre, presumibilmente la vendemmia dovrebbe esaurirsi tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre.

Da un punto di vista climatico quest’anno non è mancato davvero nulla al Belpaese: dalle gelate primaverili importanti, anche termini di danni, alla grandine di luglio, al caldo torrido e alla siccità che hanno colpito molti areali.

Dopo un inverno piovoso e temperature nella norma, l’andamento meteorologico ha virato verso la instabilità, la condizione più temuta dai viticoltori, esercitando il suo dominio sulle colture, variando entro spazi molto limitati con importanti differenze, in termini qualitativi e quantitativi, anche in zone limitrofe.

Tutto questo si tradurrà in una flessione delle quantità prodotte, dal momento che per l’Italia si stima un passaggio dai 49 milioni di ettolitri del 2020 ai 44,5 milioni per il 2021, con una contrazione pari al 9%.

Il calo non dovrebbe destare preoccupazioni: si manterrebbe infatti il primato rispetto a Francia e Spagna, ferme al palo dei 40 milioni di ettolitri, con i cugini d’oltralpe penalizzati da un andamento climatico fortemente avverso.

Da un punto di vista qualitativo le prime analisi parlano di gradazioni medio alte, in linea con il trend degli ultimi anni, con qualche criticità sul rapporto zuccheri/acidità, ma su questo fronte farà la differenza il lavoro degli enologi e delle imprese in cantina.

Anche sul fronte prezzi le prospettive sembrano essere più che positive: alla flessione del 3% registrata nel 2020 dovrebbe seguire un rimbalzo nel 2021 proprio in virtù della minore produzione stimata.

A spingere per una ripresa dei listini sono diversi fattori: un andamento lusinghiero delle esportazioni cresciute nei primi cinque mesi del 2021 dell’11%, con un incremento pari a 2,7 milioni di euro, la ripartenza dell’enoturismo, della ristorazione e in generale del canale HORECA con una incidenza diretta sulla ripresa delle vendite domestiche, con un fatturato del vino italiano che nel 2021, secondo le stime di Coldiretti, dovrebbe superare gli 11 miliardi di euro.

Ma per alcune cantine italiane la vendemmia 2021 sarà ricordata per un motivo che va oltre le statistiche e le proiezioni sulla qualità e quantità delle uve prodotte.

È il caso di Berlucchi, azienda pioniera del metodo classico italiano, che festeggia il sessantesimo anniversario della nascita del primo Franciacorta.

Nel lontano 1955 infatti, il nobile vignaiolo Guido Berlucchi e il talentuoso enologo Franco Ziliani intraprendevano una sfida che in quegli anni sembrava impossibile, creando un modello tutto italiano di eccellenti vini spumanti.

Berlucchi cercava un consulente che desse un nuovo volto al suo Pinot del Castello, migliorando quel vino bianco poco stabile prodotto con le uve del vigneto posto sotto il piccolo maniero con vista sul Lago d’Iseo.

Ma Ziliani, il cui sogno era produrre un Metodo Classico nel suo territorio natale, si spinse ben oltre la richiesta del gentiluomo discendente dalla famiglia dei Lana de’ Terzi, e, affascinato dalla sua meravigliosa dimora e dall’antica cantina sotterranea, gli pose la domanda: “Se facessimo uno spumante alla maniera dei francesi?”

La storia della Franciacorta e del Franciacorta DOCG inizia proprio da quella proposta, ardita per l’epoca: dar vita ad un vino spumante in un territorio di vini fermi.

Dopo alcune annate problematiche, nel 1961 furono sigillate tremila bottiglie di Pinot di Franciacorta che, stappate l’anno dopo, si rivelarono eccellenti.

L’anniversario è celebrato dall’azienda di Borgonato con l’arrivo di un vino da collezione, vero e proprio tributo al fondatore, che tra l’altro quest’anno compie 90 anni: l’edizione speciale Franco Ziliani, con tiratura limitata in Magnum, di un Franciacorta Nature a base di pinot nero frutto dei migliori vigneti di proprietà, con 96 mesi sui lieviti.

Aria delle grandi occasioni si respira anche in casa Tenuta Fontana, l’azienda vitivinicola di Pietrelcina, nel Sannio, alla quale dal 2018 è stato affidato il ripristino, la coltivazione e la gestione dell’antica vigna Borbonica della Reggia di Caserta, posta alle spalle della famosa cascata vanvitelliana.

Il percorso di rinascita, che ha richiesto importanti approfondimenti di carattere storico e agronomico, sta infatti per culminare nell’atto più significativo dal momento che la Vigna di San Silvestro, nota anche come Vigna del Re, un ettaro di terreno dove sono stati reimpiantati Pallagrello bianco e Pallagrello nero, si prepara quest’anno alla sua prima, storica vendemmia dopo oltre un secolo.

Rivive così il vino amato da Ferdinando VI di Borbone, il re appassionato di innovazioni agronomiche, legato al proprio territorio al punto da preferire in occasione dei banchetti reali gli autoctoni campani ai rinomati vini francesi, considerandoli così preziosi da farne omaggio agli ospiti più illustri.

A livello di coltivazione Tenuta Fontana ha scelto la conduzione biologica per salvaguardare il sito storico e la qualità del prodotto, grazie anche ad un approfondito studio preliminare dei suoli che ha consentito di individuare il portainnesto più adatto al tipo di terreno.

La vinificazione avverrà in anfore di terracotta e darà vita ad un IGT Terre del Volturno che potrà fregiarsi del marchio “Vigna di San Silvestro Reggia di Caserta”.

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