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Venturini Baldini per la prima volta al Merano Wine Festival

Venturini Baldini espone per la prima volta al Merano Wine Festival nello spazio dedicato alle New Entries con tre referenze

Eventi Prodotti Vino & Spumante Redazione - 5 Novembre 2021

Venturini Baldini – tenuta storica di Quattro Castella, nel cuore della provincia di Reggio Emilia, dolcemente adagiata sulle colline matildiche, in un territorio ricco di fascino e di tradizioni – per la prima volta espone in autonomia al Merano Wine Festival, evento dedicato alle eccellenze del vino che torna in presenza dal da oggi 5 e fino al 9 Novembre, per la sua trentesima edizione dedicata al tema “Le ali della bellezza” per celebrare la bellezza che sovrana nel mondo wine&food.

“Siamo felici e davvero orgogliosi di essere presenti a questo prestigioso evento enoico”, afferma Julia Prestia alla guida della Tenuta dal 2015. “È una piazza molto importante per far conoscere i nostri vini, frutto di un progetto di valorizzazione del territorio e dei suoi vitigni storici. Abbiamo lavorato molto sulla qualità, per trovare l’equilibrio tra l’eleganza e la potenza dei vini, sempre nel rispetto del territorio e della tradizione”.

Venturini Baldini sarà nella sezione dedicata alle New Entries, con 3 referenze: il T.ER.S. Ancestrale – presentato ufficialmente proprio nel 2021 – che ha ricevuto il bollino GOLD; e due etichette storiche, Il Marchese Manodori e il Rubino del Cerro, segnalate con il bollino ROSSO.

L’Ancestrale T.E.R.S. di Venturini Baldini, annata 2018 si ottiene da uve Lambrusco Montericco, varietà locale di collina che cresce su un terreno argilloso sabbioso. Viene lasciato 4/5 giorni sulle bucce e imbottigliato con il mosto dell’uva stessa. Rifermenta in bottiglia sulle fecce per altri 18 mesi e viene sboccato come nel metodo classico. Il risultato è un vino fine ed elegante, dalla buona acidità e freschezza, con una componente fruttata e note balsamiche e speziate che derivano dall’affinamento sui lieviti in botti.

Il Rubino del Cerro è uno dei fiori all’occhiello della Cantina, già insignito di prestigiosi riconoscimenti. Si tratta di un Reggiano Lambrusco Spumante DOP che nasce da un mix delle varietà Montericco, Salamino, Grasparossa: un vino spumante rosso secco dal color rosso rubino brillante. Il bouquet è ricco, nitido e fruttato, con sentori di marasca, frutti di bosco e prugna matura, accompagnate da sentori di spezie scure. In bocca si dimostra corposo, equilibrato e sapido. Lunga la persistenza ed equilibrata la chiusura. Ottimo a tutto pasto e in particolare con primi elaborati, carni rosse e bolliti.

Infine, un classico della Cantina: il Marchese Manodori di Venturini Baldini, un Lambrusco che unisce complessità ed effervescenza. Elegante e vivace al tempo stesso, ha un colore rosso rubino intenso, al naso rivela una certa complessità – ciliegia, fiori rossi, succo d’uva, chiodi di garofano e pepe -; al palato conquista con la sua vena fresca. È il “lambrusco della tradizione” e nasce dalla combinazione di quattro varietà di lambrusco coltivate nel territorio reggiano. Rappresenta uno dei vini maggiormente ricercati della Cantina, grazie alla sua versatilità a tavola e la sua morbidezza.

Il Merano Wine Festival si conferma l’evento di punta dedicato alle eccellenze enoiche che riunisce produttori, opinion leader, professionisti del settore e consumatori. Un appuntamento imprescindibile per far conoscere i propri vini sia a un pubblico esperto sia ai wine lovers.

Dal 1976, la Venturini Baldini produce vini lambruschi e spumanti, contraddistinguendosi per la coltivazione biologica, la scelta di produrre solo dalle proprie uve, limitando la propria produzione e puntando sulla qualità e l’innovazione dei propri processi di vinificazione. Dal 2015, è di proprietà della famiglia Prestia. Julia Prestia è oggi alla guida della cantina che ha dato vita a un programma di rilancio dell’intera struttura con l’obiettivo di una sempre maggiore valorizzazione del territorio e del suo vino più rinomato, il Lambrusco, continuando il posizionamento dell’azienda come ‘Château’ della ‘Food Valley’.

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