Giornata contro la violenza sulle donne. Le iniziative di Temakinho, Just Eat e Unicoop Tirreno

Le iniziative di Temakinho, Just Eat e Unicoop Tirreno nella GIornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

25 Nov 2022 - 10:06
Giornata contro la violenza sulle donne. Le iniziative di Temakinho, Just Eat e Unicoop Tirreno
Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, data designata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Con iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione della violenza di genere, molte realtà del food si sono schierate dalla parte dell'attivismo. Vediamo le iniziative di Temakinho, Just Eat e Unicoop Tirreno.

Temakinho sostiene l'associazione D.i.Re. in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, il prossimo 25 novembre, alle ore 18:30 presso Temakinho di Milano Magenta in via Boccaccio, 4 si darà vita a “Mais Amor Talks”, l’interessante incontro dove l’attivista e formatrice Irene Facheris, insieme alla giornalista Serena Savardi si confronteranno sul delicato tema della violenza sulle donne: psicologica, fisica ed economica.

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Per l’intera giornata, Temakinho, lancia la sua nuova iniziativa sociale in cui devolverà 1 euro ad ospite, presente a pranzo o cena, nei suoi ristoranti in Italia, a favore e sostegno dell’associazione D.i.Re. -  Donne in Rete contro la violenza Rete nazionale antiviolenza che dal 2008 opera sul territorio italiano con oltre 100 centri antiviolenza e più di 50 case rifugio, ascoltando ogni anno circa 21mila donne.

Temakinho non è solo una realtà rinomata nel mondo della ristorazione, presente con 14 ristoranti sul territorio italiano e uno a Lione, ma ha anche da sempre l’obiettivo di promuovere e dare il proprio contributo al cambiamento positivo della nostra società.  Da tempo, infatti, insieme a tutto il Gruppo, si impegna non solo a rafforzare il legame con le comunità ma a concretizzare sempre di più attività di supporto sociale e solidale. La volontà di costruire progetti che portino valore si inserisce nel percorso di impegno e responsabilità del brand e dell’azienda.

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La raccolta fondi lanciata da Temakinho verrà nuovamente annunciata agli ospiti presenti durante il talk in cui l’attivista Irene Facheris racconterà in prima persona le storie che l’hanno più colpita e coinvolta e in cui, come riportato dal report annuale dell’associazione D.i.Re, relativo al 2021, e ai dati Istat, a prevalere c’è anche la meno conosciuta e denunciata violenza psicologica che si attesta al 77,9% seguita da quella fisica e subito dopo quella economica.

#Womencanride: Just Eat e Fondazione Libellula insieme per le donne rider

Just Eat, parte di Just Eat Takeaway.com, leader nel mercato della consegna di cibo a domicilio, in occasione della Settimana internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, annuncia insieme a Fondazione Libellula (nata nel 2017 come progetto di responsabilità sociale di Zeta Sevice per contrastare la violenza sulle donne e la discriminazione di genere) l’avvio di #WomenCanRideprogetto a lungo termine a sostegno delle donne rider Just Eat.  width=

Un impegno congiunto che, oltre a voler sensibilizzare sull’importanza del pieno raggiungimento della parità di genere tra uomo e donna, mira ad attuare iniziative concrete a tutela delle donne lavoratrici, soprattutto all’interno di un ambito professionale, quello del food delivery, che ancora non le vede protagoniste. Sono infatti solo il 10% le donne rider che ricoprono ruoli di coordinamento sul campo, nelle città in cui l’azienda ha attivato il proprio modello di delivery. Si tratta di un dato dal quale Just Eat vuole partire per mettere in campo azioni volte a far crescere il numero di donne che scelgono questo lavoro, anche con una prospettiva di crescita professionale perché, se da un lato dimostra come pian piano la donna si stia emancipando e affermando anche all’interno di questa realtà lavorativa, dall’altro è un chiaro segno della lunga strada ancora da percorrere.

È all’interno di questo contesto, quindi, che nasce #WomenCanRide: iniziativa verso cui sono in primis le rider Just Eat a dimostrare interesse e volontà di partecipazione. Da un’indagine interna, infatti, il 47% delle donne rider di Just Eat vorrebbe ricoprire un ruolo che comporta maggiori responsabilitàil 46% sarebbe interessata a partecipare a un programma di mentoring, mentre il 67% avrebbe piacere a mettersi a disposizione in prima persona, accettando di diventare mentor per una rider neo-assunta. Tutti presupposti alla base dell’iniziativa e che spingono Just Eat a porsi obiettivi di crescita e di miglioramento continuo sotto il profilo dell’inclusione femminile e della crescita delle donne rider in azienda.

Il progetto avviato insieme a Fondazione Libellula prevederà una serie di iniziative focalizzate su tre direttrici chiave – sicurezza, crescita e inclusione – e che vedranno il loro primi sviluppi tra la fine del 2022 e all’inizio del 2023. A partire dall’istituzione di programmi di mentoring, passando per iniziative di education e sicurezza, fino all’implementazione di piani di crescita e di un sistema di buddying, ovvero di mutuo aiuto tra colleghe, per facilitare l’ingresso nell’azienda delle donne neo-assunte, sono numerosi i progetti che Just Eat, insieme a un partner autorevole come Libellula, vuole introdurre a supporto delle sue lavoratrici in Italia.

Un altro elemento centrale del progetto è la creazione di un team di “rider ambassador”, nelle città italiane. Le rider “ambasciatrici” saranno portavoce delle potenziali difficoltà riscontrate dalle flotte sul territorio, oltre ad essere un prezioso supporto per la costruzione di soluzioni concrete.

#WomenCanRide è un’iniziativa che ci rende particolarmente orgogliosi, rivolta a tutte le donne che fanno già parte della nostra squadra di rider qui a Roma, come nelle altre 24 città italiane, insieme a  tutte quelle che vorranno farne parte” ha dichiarato Morgane Mercier, Responsabile del Progetto #WomenCanRide di Just Eat “Diamo il via oggi a questa collaborazione virtuosa con Fondazione Libellula e il Comune di Roma, che ringraziamo per aver sposato con entusiasmo il progetto. Un’iniziativa che nasce proprio dall’ascolto delle esigenze delle nostre dipendenti, che vogliono crescere e migliorarsi in questa professione, aiutare altre donne a entrare e integrarsi nel nostro team e avere successo nel proprio lavoro. Sicurezza, inclusione e tutte le tutele del nostro modello di lavoro dipendente sono un elemento imprescindibile della nostra visione di crescita a Roma, come in Italia e nel mondo. Infatti, l’iniziativa nata in Italia sta per partire anche in altri Paesi del Gruppo, come il Belgio e la Svizzera”.

“Iniziative come quella avviata con Just Eat sono assolutamente necessarie per accelerare il cambiamento”, spiega Debora Moretti, Presidente di Fondazione Libellula “Il rapporto tra i generi, dentro e fuori dall’azienda, risente ancora in modo significativo di stereotipi e visioni culturali limitanti che quotidianamente impattano sulle esperienze delle donne, sul modo in cui si parla a loro e di loro e nel concreto sul loro tempo, denaro e carriera. Crediamo che solo con una costante e allargata azione su questi fattori potremo realizzare equità, rispetto e attenzione verso tutte le persone, uomini e donne, in tutti i contesti, professionali e familiari. È con questa prospettiva che continueremo la nostra attività di sensibilizzazione verso l’inclusione con le aziende virtuose”.

Per maggiori informazioni o per inviare proposte, progetti, è possibile inviare una email a  womencanride@justeattakeaway.com.

Unicoop Tirreno contro la violenza sulle donne

Una spesa in rosa e targata “1522” per dire no alla violenza sulle donne. Anche quest’anno Coop promuove dal 17 al 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, una campagna per sostenere i centri antiviolenza che, attraverso sportelli di ascolto, servizi, case rifugio e di seconda accoglienza, ogni giorno mettono al sicuro e aiutano le donne e i loro bambini a uscire dalla spirale della violenza.

 width=L’iniziativa è stata presentata oggi a Firenze, alla presenza di Alessandra Nardini, Assessora regionale alle Pari opportunità, di Irene Mangani, Vicepresidente Legacoop Toscana e di Claudio Vanni, Responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze.

Nel periodo dell’iniziativa, in tutti i supermercati Coop d’Italia, il latte parzialmente scremato Coop sarà in edizione speciale, cartone di colore rosa e targato 1522: il numero di telefono nazionale antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24, che sarà stampato in evidenza su ogni confezione.

Acquistando il prodotto, si potrà contribuire a sostenere i centri antiviolenza.

Sarà possibile contribuire alla campagna anche acquistando la borsa di tela, in edizione limitata e in vendita fino alla fine di novembre, firmata dall’illustratrice nigeriano-italiana Diana Ejaita. Per ogni borsa acquistata, Coop donerà 50 centesimi alle associazioni che operano a difesa delle donne.

La campagna non finisce con il 25 novembre: il numero antiviolenza 1522 diventerà uno degli ingredienti nell’etichetta dei prodotti a marchio Coop e sarà stampato anche sugli scontrini, carrelli e banchi frigo.

Marco Lami, Presidente Unicoop Tirreno: “La violenza sulle donne è la manifestazione estrema dell’incapacità di molti uomini di accettare la loro emancipazione e il ruolo che stanno assumendo, dell’incapacità di rapportarsi in modo positivo e costruttivo con questo cambiamento, che è una conquista di civiltà e che ci fa ben sperare per la risoluzione dei grandi problemi della nostra epoca. In quanto cooperatori dobbiamo fare tutto il possibile per combattere e arginare questa piaga sociale e culturale”.

1522

Il numero 1522 è promosso dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è accessibile gratuitamente sia da rete fissa sia mobile su tutto il territorio nazionale, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, e in più lingue. Un servizio fondamentale per attivare un primo contatto e avviare percorsi di aiuto per le donne che vivono nella paura o che hanno già subito episodi di violenza o stalking. Possono chiamare anche i familiari, gli amici, i conoscenti, e chiunque desideri informazioni su come dare aiuto o a quali servizi rivolgersi.

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