Turismo internazionale in Italia: nel 2022 si torna ai livelli pre-pandemia. L'indagine della Banca d'Italia - Parte 1

Pubblichiamo la prima parte dell'indagine di Banca d'Italia sul turismo internazionale. Oggi focus sulla spesa dei turisti stranieri in Italia

12 Lug 2023 - 09:23
Turismo internazionale in Italia: nel 2022 si torna ai livelli pre-pandemia. L'indagine della Banca d'Italia - Parte 1
L’indagine condotta dalla Banca d’Italia ci mostra lo stato del turismo internazionale: turisti stranieri in Italia e turisti italiani all'estero. Oggi affrontiamo la prima parte della ricerca, dopo un'introduzione che mostra i cambiamenti attraverso gli anni della pandemia, per arrivare ad analizzare la presenza degli stranieri in Italia e la spesa turistica nel 2022. Domani pubblicheremo la seconda parte, dedicata alla durata dei pernottamenti (e come questi sono cambiati negli ultimi anni), e vedremo poi la presenza italiana all'estero e le nuove abitudini dei nostri viaggiatori.

La spesa dei turisti stranieri in Italia torna a sfiorare i livelli pre-pandemia

Nel 2022 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente, riportandosi in prossimità dei livelli antecedenti la pandemia; in termini reali risulta tuttavia ancora inferiore di quasi il 10 per cento. La spesa dei viaggiatori italiani all’estero è cresciuta in misura analoga; ne è derivato un consistente ampliamento dell’avanzo della bilancia dei pagamenti turistica, tornato al livello del 2019 (all’1,0 per cento del PIL, da 0,5 nel 2021). In un contesto di ripresa del turismo internazionale a livello globale, ad eccezione dei paesi asiatici in cui le restrizioni ai movimenti si sono protratte per larga parte del 2022, la quota di mercato dell’Italia è significativamente cresciuta, dal 3,9 al 4,5 per cento. Alla crescita delle entrate turistiche dell’Italia hanno contribuito in pari misura la spesa dei viaggiatori provenienti dalla UE e quella dei viaggiatori extra-UE; per questi ultimi ha pesato soprattutto il forte incremento delle entrate dagli Stati Uniti e, in misura minore, dal Regno Unito. La spesa per viaggi di vacanza è stata trainata soprattutto da quelli culturali e dalle visite alle città d’arte, che erano stati maggiormente penalizzati durante la pandemia. Anche la spesa connessa con i viaggi per motivi di lavoro è significativamente aumentata.
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credits: Banca d'Italia
Dopo l’eccezionale contrazione del 2020 connessa con la pandemia di Covid-19 e il parziale recupero nel 2021, le entrate e le uscite dell’Italia per viaggi internazionali a prezzi correnti nel 2022 sono più che raddoppiate rispetto all’anno precedente. In rapporto al PIL si sono riportate in prossimità dei valori precedenti la pandemia. In termini reali (relativamente cioè ai deflatori dei consumi nel territorio nazionale dei non residenti e dei consumi all’estero dei residenti italiani), risultano ancora rispettivamente del 9 e 14 per cento inferiori al 2019. Anche il surplus della bilancia turistica è più che raddoppiato, a 18,2 miliardi di euro, e la sua incidenza sul PIL è ritornata all’1,0 per cento (come nel 2019, il valore più alto dal 2001), ben al di sopra della media della UE. Il saldo è migliorato in tutti i paesi della UE a forte vocazione turistica. Nel 2022 le entrate mondiali da turismo internazionale a prezzi correnti sono cresciute dell’81 per cento espresse in euro (62 per cento in dollari; 50 per cento in termini reali), a 979 miliardi di euro, ancora circa il 30 per cento sotto i livelli precedenti la pandemia. I viaggiatori statunitensi e tedeschi hanno contribuito per circa un quarto alla crescita complessiva nel 2022.
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credits: Banca d'Italia
Contributi positivi di entità più contenuta sono provenuti dai viaggiatori canadesi, francesi e, nonostante le restrizioni sanitarie agli spostamenti internazionali, cinesi. Secondo dati ancora provvisori l’Italia ha ulteriormente ampliato la propria quota di mercato sul turismo globale, dal 3,9 al 4,5 per cento, diventando il quinto paese al mondo per entrate turistiche (preceduto da Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e Francia). Anche le quote di Stati Uniti, Spagna e Regno Unito sono aumentate, mentre sono lievemente scese quelle di Francia, Germania e Turchia; sono diminuite inoltre quelle di alcuni paesi dell’Asia orientale, in cui le restrizioni ai movimenti si sono protratte per larga parte del 2022.

I viaggiatori stranieri in Italia

Nel 2022 la spesa complessiva dei viaggiatori stranieri in Italia è aumentata del 108 per cento ed è ritornata al livello del 2019 (44,3 miliardi; 9 per cento inferiore in termini reali). Rispetto ad allora, la spesa media per notte è stata più elevata – soprattutto per via del forte incremento nel 2022 – mentre resta inferiore il numero dei pernottamenti, con la riduzione del numero di viaggiatori che è stata solo in parte compensata dall’aumento della durata media del viaggio. Circa la metà della crescita delle entrate turistiche nel 2022 è attribuibile ai viaggiatori provenienti dalla UE (soprattutto tedeschi), la cui spesa ha ampiamente superato il livello del 2019. Tra i paesi extra-UE, le entrate hanno riflesso soprattutto il ritorno dei turisti provenienti dall’America settentrionale, anche se la loro spesa rimane circa il 20 per cento al di sotto di quella del 2019, e di quelli provenienti dal Regno Unito, che nei mesi estivi del 2021 erano stati frenati dalle restrizioni agli arrivi introdotte per contrastare la diffusione della variante Delta del coronavirus. La spesa dei viaggiatori russi si è dimezzata e ha rappresentato lo 0,2 per cento sulle entrate turistiche dell’Italia.
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credits: Banca d'Italia
Le entrate legate ai viaggi per vacanza, che pesano per il 60 per cento su quelle complessive, sono ammontate a 26,6 miliardi, una volta e mezza il valore del 2021. Sono state trainate dalla forte espansione delle visite alle città d’arte, una componente che era state particolarmente penalizzata durante la pandemia e che è tornata a rappresentare il motivo principale dei viaggi per vacanza. Le spese per viaggi d’affari hanno superato il valore antecedente lo scoppio della pandemia; avevano registrato già nel corso del 2021 un forte recupero, anche con il contributo dei visitatori dall’estero che si erano stabiliti temporaneamente in Italia per svolgere da remoto la loro prestazione lavorativa.
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credits: Banca d'Italia
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