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Noberasco va oltre la crisi e guarda ai mercati europei

Mattia Noberasco parla del freno dato dalla crisi globale a crescita e investimenti dell'azienda: l'obiettivo è la crescita nei mercati europei

Aziende Redazione - 28 Marzo 2022

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La crisi mondiale fa sentire il suo peso mettendo un freno allo sviluppo anche di aziende storiche e da sempre performanti come Noberasco, leader nel comparto della frutta secca e disidratata, che, proprio forte della sua identità non abbassa la testa e resiste puntando alla crescita soprattutto nel mercato Europeo.

Come riporta ANSA, Mattia Noberasco, quarta generazione alla guida dell’azienda, ha dichiarato a riguardo: ““Il Covid ci ha obbligato a concentrarci sull’Europa, dove guardiamo in particolare a Francia, Spagna e Germania, ma negli ultimi anni siamo cresciuti anche in Medio Oriente e nel Far East”.

In questo scenario le stime per il 2022 sono quindi state riviste al ribasso: Noberasco prevedeva di arrivare a 120 milioni di fatturato, ma molto più realisticamente si fermerà a 116-117, cifra che oscilla e che dipende in parte dalle vendite di Pasqua. I ricavi dovrebbero comunque superare quelli del 2021, chiuso con 115 milioni di euro.

Lo stabilimento di Carcare

Si fermano anche gli investimenti che dovrebbero ammontare a poco più di un milione: “Ci limiteremo agli interventi indispensabili”, dice Mattia Noberasco che continuerà a puntare ancora su innovazione e green, assett fondamentali per l’azienda.

Ripercorrendo questo bilancio, il manager fa comprendere anche come il susseguirsi di avvenimenti stia avendo un peso sul business aziendale: “Il Covid ha cambiato alcune regole del gioco: negli ultimi anni avevamo investito sul consumo di frutta fresca fuori casa e la pandemia ci ha fortemente penalizzato. Siamo riusciti a mantenere il fatturato invariato grazie alla grande distribuzione, anche se abbiamo sofferto sui margini. Ora le cose stavano andando meglio, ma è arrivato come un fulmine al ciel sereno il forte aumento del costo delle materie prime, dell’energia e del gasolio”.
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, invece, questa non sembra avere un forte impatto: “La Russia non è mai stato un mercato di sbocco, l’Ucraina era importante per l’approvvigionamento di materie prime come i semi di girasole e i semi di zucca. Stiamo anche valutando se confermare l’importazione di pinoli dalla Siberia. La situazione è confusa”.

Mattia Noberasco


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