Biologico, cresce la domanda mentre frenano le superfici

Nel 2025 gli acquisti bio crescono del 9,2% a valore e del 7,2% in volume, mentre le superfici biologiche diminuiscono del 5,4%

24 Sett 2026 - 09:16
Biologico, cresce la domanda mentre frenano le superfici

INDAGINI E RICERCHE - Il mercato italiano del biologico continua a crescere sul fronte dei consumi, mentre dalle superfici agricole arrivano segnali differenti. Nel 2025 gli sono aumentati del 9,2% a valore e del 7,2% in volume, mentre nello stesso periodo le superfici biologiche sono diminuite complessivamente del 5,4%, con una contrazione concentrata soprattutto sui terreni ancora in conversione.

È il quadro che emerge dalle anticipazioni di “Bio in Cifre 2026”, rapporto curato da ISMEA in collaborazione con CIHEAM Bari nell’ambito dei programmi del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), i cui principali dati sono stati diffusi in occasione della Giornata Europea del Biologico del 23 settembre.

Il valore degli acquisti domestici di prodotti biologici ha raggiunto nel 2025 circa 4,4 miliardi di euro, il livello più alto registrato finora, con un’incidenza del 4% sulla spesa agroalimentare nazionale.

La dinamica positiva prosegue anche nel 2026. Secondo i dati riportati da FederBio sulla base del nuovo rapporto, nei primi sei mesi dell’anno le vendite di prodotti biologici hanno registrato un ulteriore incremento del 4%, con risultati superiori a quelli del comparto agroalimentare convenzionale.

Superfici biologiche in calo del 5,4%

Sul versante produttivo, il quadro appare più articolato. Nel 2025 le superfici biologiche italiane registrano una contrazione complessiva del 5,4%.

Il dato va però distinto tra terreni già certificati e aree ancora in fase di conversione. Le superfici pienamente certificate biologiche rimangono sostanzialmente stabili, con una flessione dello 0,5%, mentre quelle in conversione diminuiscono del 24,4%. La riduzione interessa in particolare prati e pascoli.

Più che un arretramento generalizzato del biologico già certificato, i numeri mostrano quindi una contrazione concentrata soprattutto sulle superfici ancora in conversione.

Nel complesso, l’agricoltura biologica italiana interessa 2.377.749 ettari, pari al 19,4% della superficie agricola utilizzata nazionale. Otto regioni, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, hanno già superato la soglia del 25% di SAU biologica.

Gli operatori del settore sono 95.389, dei quali 85.443 aziende agricole. Rispetto all’anno precedente, il numero complessivo degli operatori diminuisce dell’1,8%.

FederBio: attenzione alla tenuta delle aziende agricole

La differenza tra l’andamento della domanda e quello delle superfici è uno degli elementi evidenziati anche da FederBio.

«I dati fotografano una fase di sostanziale stabilità dal punto di vista delle produzioni biologiche mentre i consumi continuano a crescere», sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.

Secondo Mammuccini, sulle imprese incidono l’incertezza legata al futuro della PAC, gli effetti della crisi climatica e delle tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi di produzione e il peso degli adempimenti burocratici, amministrativi e dei costi di certificazione, soprattutto per le aziende agricole di piccole e medie dimensioni.

FederBio richiama inoltre l’attenzione sul possibile squilibrio tra una domanda interna in aumento e una produzione nazionale che dovesse perdere terreno. «Se la produzione nazionale dovesse arretrare, il rischio concreto è che una quota crescente di questa domanda venga soddisfatta dalle importazioni», afferma Mammuccini.

L’associazione chiede quindi un rafforzamento delle politiche destinate alle piccole e medie aziende biologiche, interventi di semplificazione e misure in grado di favorire filiere caratterizzate da una remunerazione adeguata dei produttori.

Presentato anche il Marchio Biologico Italiano

La Giornata Europea del Biologico è stata anche l’occasione per la presentazione ufficiale del Marchio Biologico Italiano, istituito dalla legge n. 23/2022 e disciplinato dal decreto ministeriale del 26 maggio 2026.

Il marchio affiancherà il logo biologico europeo e potrà identificare i prodotti biologici realizzati con materie prime agricole nazionali, contraddistinte dalle indicazioni “Agricoltura Italia” o “Acquacoltura Italia”.

L’adesione è volontaria e gli operatori interessati possono presentare al MASAF la richiesta per il suo utilizzo attraverso il sistema telematico dedicato.

Per FederBio, il nuovo contrassegno può contribuire ad aumentare la riconoscibilità dell’origine italiana delle produzioni biologiche e a sostenerne il posizionamento sui mercati nazionale e internazionale.

Il quadro potrà essere ulteriormente approfondito con la pubblicazione integrale di “Bio in Cifre 2026”. Al momento sono stati diffusi i principali risultati del rapporto, mentre il documento completo non risulta ancora disponibile.

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