Pasta italiana, la filiera cresce e raggiunge 13,5 miliardi di fatturato

La filiera della pasta italiana vale 13,5 miliardi di euro: crescono fatturato, export, occupazione e peso sull’economia nazionale

28 Sett 2026 - 15:04
Pasta italiana, la filiera cresce e raggiunge 13,5 miliardi di fatturato

INDAGINI E RICERCHE - La filiera italiana della pasta ha raggiunto nel 2025 un fatturato di 13,5 miliardi di euro, con 3 miliardi di euro di valore aggiunto e una produzione nazionale pari a 4,2 milioni di tonnellate. Circa il 60% dei volumi è destinato ai mercati internazionali, mentre il comparto coinvolge complessivamente 128 mila imprese e sostiene 32 mila occupati.

A fotografare dimensioni e andamento del settore è il rapporto strategico “Valore Pasta - Il contributo della filiera dell'industria della pasta per il Made in Italy”, realizzato da The European House - Ambrosetti (TEHA Group) per i Pastai di Unione Italiana Food e presentato a Milano.

L’analisi prende in considerazione l’intera filiera, dalla coltivazione del frumento duro all’industria molitoria fino alla trasformazione della pasta, mettendo in evidenza una crescita superiore a quella dell’economia italiana. Tra il 2015 e il 2025 il fatturato è aumentato di 5,7 miliardi di euro, con una crescita media annua del 5,4%, contro il +3,2% del PIL italiano e il +3,9% della filiera agroalimentare estesa. Nello stesso arco di tempo, il valore aggiunto è passato da 1,7 a 3 miliardi di euro.

Un contributo rilevante arriva dall’industria della trasformazione della pasta, che da sola rappresenta oggi 8,9 miliardi di euro di fatturato e 2 miliardi di euro di valore aggiunto.

“La pasta rappresenta molto più di un alimento: è una filiera industriale strategica che crea valore economico, occupazione e competitività per il Paese, contribuendo in maniera significativa alla diffusione del Made in Italy nel mondo. I numeri evidenziano la solidità e la capacità di crescita di un comparto che continua a investire, innovare e generare ricchezza lungo tutta la catena del valore”, dichiara Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai di Unione Italiana Food.

Il rapporto amplia inoltre il perimetro dell’analisi alla filiera estesa dell’industria della pasta, comprendendo non soltanto le attività produttive dirette, ma anche i settori collegati alla distribuzione, alla logistica, alla ristorazione, al confezionamento e alla produzione di macchinari.

Con riferimento al 2024, il comparto genera 5,2 miliardi di euro di valore aggiunto diretto. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti sull’economia, il dato raggiunge 14,3 miliardi di euro, pari allo 0,6% del PIL nazionale. Nel complesso, la filiera estesa coinvolge 143 mila imprese, sostiene 78 mila occupati e attiva 1,6 miliardi di euro di investimenti.

“Con questo studio abbiamo realizzato un lavoro di ricerca inedito che, per la prima volta, ricostruisce in modo sistematico la filiera estesa dell'industria della pasta, mettendone in luce il reale contributo al sistema economico italiano. L'innovazione metodologica dello studio risiede nella capacità di superare la fotografia della sola produzione industriale, restituendo il valore di un ecosistema articolato di imprese, competenze e filiere collegate. Disporre di una base conoscitiva di questo livello significa offrire alle imprese e ai decisori pubblici uno strumento concreto per comprendere il ruolo strategico di una delle principali eccellenze del Made in Italy”, dichiara Benedetta Brioschi, Partner e Responsabile Food & Retail di TEHA Group.

Il peso della pasta italiana emerge anche sui mercati internazionali. L’Italia rappresenta oggi il 48,3% del commercio mondiale di pasta, con esportazioni per 4 miliardi di euro, pari al 5,4% dell’intero export agroalimentare italiano. Circa sei confezioni di pasta prodotte su dieci sono destinate all’estero.

“La leadership internazionale della pasta italiana è il risultato di una filiera integrata che unisce agricoltura, industria, innovazione e cultura alimentare. La capacità di competere sui mercati globali, mantenendo al centro qualità, tradizione e sostenibilità, rappresenta uno dei punti di forza più importanti del sistema agroalimentare italiano”, afferma Fabio Divella, Supervisore Divisione Pasta di F. Divella S.p.A.

Accanto alla dimensione economica e produttiva resta forte anche il legame con le abitudini alimentari degli italiani. Per quasi sette italiani su dieci, il 67,6%, la pasta è l’alimento che meglio rappresenta la Dieta Mediterranea, mentre oltre la metà della popolazione, il 54%, la consuma ogni giorno.

L’Italia resta inoltre il primo Paese al mondo per consumo pro capite, con 23 chilogrammi all’anno. Cinque dei dieci piatti italiani più apprezzati a livello internazionale sono a base di pasta.

“I dati dello studio confermano come la pasta sia un patrimonio economico, produttivo e culturale del Paese. Una filiera che crea valore lungo tutta la catena sostiene occupazione, export e investimenti e che, grazie alla capacità di innovare e competere sui mercati internazionali, continua a rappresentare uno degli ambasciatori più efficaci del Made in Italy nel mondo”, conclude Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai di Unione Italiana Food.

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