Eurovo, la filiera delle uova vale 3,73 miliardi di euro in Italia
Eurovo porta al confronto la filiera italiana delle uova: 12,5 miliardi di pezzi prodotti ogni anno per un valore di circa 3,73 miliardi di euro
EVENTI - Dodici miliardi e mezzo di uova prodotte ogni anno in Italia, più di 34 milioni al giorno, per un valore complessivo di circa 3,73 miliardi di euro. Dietro questi numeri c’è una filiera articolata, che parte dagli allevamenti e arriva alla trasformazione e alla distribuzione, coinvolgendo ricerca, sanità animale e industria.
È su questo sistema, e sui cambiamenti che lo stanno attraversando, che si è concentrato l’evento «L’uovo è solo la punta dell’iceberg», promosso da Gruppo Eurovo insieme ad ASSOAVI e MSD Animal Health Srl e ospitato ieri, 5 ottobre, al Cinema Lumière di Bologna in occasione della Giornata Mondiale dell’Uovo 2026.
All’incontro hanno partecipato istituzioni – a partire dal Sottosegretario di Stato al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Patrizio Giacomo La Pietra – insieme ad allevatori, industria, ricerca, sanità animale e distribuzione.

Una filiera sempre più tecnologica
Benessere animale, biosicurezza, nutrizione di precisione e biotecnologie sono stati alcuni dei temi al centro del confronto. Aspetti che mostrano quanto la produzione di uova sia ormai legata a competenze tecniche e investimenti lungo tutte le fasi del processo.
Prevenzione e controllo hanno un peso crescente nella gestione degli allevamenti e nella garanzia di qualità e sicurezza, mentre il dibattito ha riguardato anche gli utilizzi meno conosciuti dell’uovo e le possibilità di valorizzarne i diversi componenti nutrizionali.
Gruppo Eurovo ha illustrato il proprio punto di vista sull’intera filiera attraverso gli interventi dei suoi esperti, soffermandosi sulle attività che vanno dalla preparazione dei mangimi alla gestione degli allevamenti, dal controllo della qualità e del benessere animale fino alla selezione e al confezionamento delle uova, alla sgusciatura e alla pastorizzazione.
Un sistema nel quale le diverse fasi sono sempre più collegate tra loro e nel quale le scelte compiute a monte hanno effetti sull’intera catena produttiva.
Redditività e investimenti tra i nodi del settore
Il confronto con le istituzioni ha portato in primo piano anche alcune delle questioni economiche che interessano il comparto. Tra queste, la tutela della redditività degli allevatori, il sostegno agli investimenti tecnologici, l’aggiornamento del quadro normativo sulle attività agricole connesse e la reciprocità delle regole rispetto alle importazioni dai Paesi terzi.
Tra i cambiamenti in corso c’è anche lo sviluppo delle tecnologie di sessaggio in ovo. Una soluzione che può contribuire al miglioramento del benessere animale, ma la cui diffusione richiede investimenti e condizioni economiche che ne permettano l’adozione lungo la filiera.
Spazio anche al rapporto con il mercato e con i consumatori. Lo chef Davide Oldani ha affrontato il valore nutrizionale, culturale e gastronomico dell’uovo, mentre i dati ISMEA e gli interventi dedicati alla Grande Distribuzione e al Fuori Casa hanno permesso di approfondire l’andamento di produzione, prezzi e consumi, insieme ai nuovi bisogni delle famiglie e degli operatori professionali.

Eurovo: «Serve una visione condivisa»
A richiamare la necessità di un confronto tra i diversi attori del settore è stata Silvia Lionello, Direttrice Organizzazione e Servizi Generali di Gruppo Eurovo.
«Come Eurovo, crediamo che il valore dell'uovo non possa essere separato dal lavoro e dalle competenze di tutte le persone e le imprese che contribuiscono a produrlo, trasformarlo e portarlo sulle tavole. Per questo riteniamo importante che la filiera abbia una voce riconoscibile e autorevole nel dialogo con le istituzioni e con il mercato. Le sfide che abbiamo davanti, dalla biosicurezza al benessere animale, dall'innovazione alla sostenibilità economica, non possono essere affrontate individualmente: serve una visione condivisa, capace di riconoscere gli investimenti necessari e distribuire il valore lungo tutta la catena. Eurovo, forte della propria esperienza industriale e della propria storia familiare, vuole contribuire a questo percorso facendosi interprete delle esigenze e delle prospettive dell'intero comparto».
I numeri di Gruppo Eurovo
Il Bilancio di Sostenibilità 2025 restituisce anche le dimensioni del Gruppo, che ha oltre 75 anni di storia, opera in sette Paesi europei e conta più di 5.000 clienti in oltre 40 Paesi. I ricavi raggiungono 1,538 miliardi di euro e il 92% del valore economico generato è stato distribuito agli stakeholder.
Sul fronte della qualità e della sicurezza alimentare, Eurovo effettua oltre 10 milioni di analisi sui prodotti finiti ogni anno. Nel 2025 ha inoltre dedicato 80.000 ore di attività alla propria squadra interna specializzata nella biosicurezza.
Nello stesso anno, i pulcini acquistati provenienti da sessaggio in ovo sono aumentati del 18% rispetto al 2024, mentre gli impianti fotovoltaici del Gruppo hanno generato 4.411 MWh di energia elettrica.
Dati che si inseriscono in un quadro più ampio, nel quale innovazione tecnologica, sostenibilità economica, benessere animale e competitività sono ormai aspetti strettamente collegati. Ed è proprio su questo equilibrio che si gioca una parte importante dello sviluppo futuro della filiera avicola italiana.






