International Coffee Forum, a Napoli oltre 3000 presenze e tutta la filiera a confronto

A Napoli l’International Coffee Forum ha riunito la filiera del caffè in due giornate di confronto dedicate al presente e al futuro del settore.

5 Ottobre 2026 - 08:56
International Coffee Forum, a Napoli oltre 3000 presenze e tutta la filiera a confronto

EVENTI - Oltre 3000 presenze, il doppio rispetto alle 1.500 registrate alla prima edizione: è il bilancio della seconda edizione dell'International Coffee Forum, che l'1 e il 2 ottobre ha riunito alcuni dei principali esponenti e interpreti della filiera italiana del caffè al Palazzo dell'Immacolatella Vecchia, sul Molo Angioino nel porto di Napoli.

Più di venti gli appuntamenti concentrati nelle due giornate, quest'anno coincise con la Giornata Internazionale del Caffè: panel, showcase, masterclass, presentazioni di libri e spettacoli. Il Forum si è svolto con il patrocinio del Comune di Napoli e dell'Università degli studi di Napoli Federico II e con l'ospitalità dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

Uno dei momenti centrali della giornata conclusiva è stato il congedo della madrina María Ysabel Balbuena, fondatrice e presidente di ADOMUCA, l'associazione che nella Repubblica Dominicana ha portato le coltivatrici di caffè alla proprietà della terra, al reddito e alla partecipazione alle decisioni. Balbuena ha tenuto una lezione agli studenti delle scuole del territorio, ai quali ha raccontato la propria esperienza, e prima di ripartire ha firmato la bandiera dominicana donata alla manifestazione. Il giorno precedente aveva tagliato il nastro del Forum e ricevuto l'Award speciale «per il ruolo svolto nella valorizzazione e nella promozione delle donne lungo tutta la filiera del caffè».

Il confronto sull'industria del caffè si è sviluppato soprattutto attraverso i sei panel congressuali, moderati dal direttore di Horeca News Fabio Russo. Oltre ventiquattro relatori hanno affrontato i temi dell'export e dei mercati globali, del bar come luogo di relazione con il pubblico, della qualità e della certificazione, del consumo domestico, degli effetti del caffè sulla salute e della sostenibilità della filiera.

Tra i partecipanti Enrico Vergnano, Mario Rubino di Kimbo, Andrea Zocchi di Caffitaly, Nicola Mastromartino di Caffè Motta e Ciro Lollo di Lollo Caffè. Alessandro Borea, presidente dell'Istituto Espresso Italiano, ha presentato il report "Il Bar Ideale", secondo cui oltre la metà degli italiani consuma caffè al bar due o tre volte a settimana e il 58% sceglie il banco.

Accanto ai panel, il programma si è articolato in altri tre filoni. La parte tecnica ha proposto gli showcase "L'Italia in un caffè" dello storico del caffè Guglielmo Campajola e del performer Gianni Cocco, che hanno reinterpretato otto caffè di altrettante città italiane. Spazio anche alle cinque masterclass della campionessa mondiale di Latte Art Carmen Clemente, una delle quali è stata ‘regalata’ a sorpresa agli studenti presenti durante la seconda giornata.

Sul versante editoriale sono stati presentati i volumi "Dietro al banco: il metodo Gianni Cocco" e "Liberi di diventare" di Mauro Cipolla e Igles Corelli, con il contributo del dottor Mauro Mario Mariani.

La parte dedicata allo spettacolo ha invece attraversato linguaggi diversi. Stani Roggiero e i Bottari della Cantica Popolare hanno reso omaggio a Pino Daniele a cinquant'anni da "'Na tazzulella 'e cafè"; il tango al tramonto di "El último café" è stato proposto su coreografia di Francesco Somma. Antonio Carluccio ha portato ai giorni nostri il Café Chantant attraverso blues, soul e jazz in una tazza, mentre Maurizio Caso Panza ha proposto la lettura dei fondi di caffè.

Nel corso della manifestazione sono stati assegnati anche quattordici ICF Award 2026, distribuiti tra la conferenza stampa di presentazione e la serata finale. Oltre a María Ysabel Balbuena, i riconoscimenti sono andati al Gran Caffè Gambrinus, a Caffè Moreno alla memoria del fondatore Ferdinando Percuoco, a Michele Pepe di Cilentum Dessert per il "PanCaffè", a Lollo Caffè e Caffè Motta nei rispettivi venticinquennali, a Brita per i sessant'anni e a Cronache di Napoli / Cronache di Caserta per i trent'anni di giornalismo. Premiati inoltre Caffitaly, Mario Rubino per Caffè Kimbo, Eliseo Cuccaro per aver accolto il Forum nel porto di Napoli, Stani Roggiero e i Bottari della Cantica Popolare, Francesco Somma e il CEO di Caffè Toraldo Marco Simonetti.

L'installazione multimediale Coffee ‘n Time!, ideata da Big Mama con AdHub Media, ha registrato il numero di tazzine consumate nel lasso di tempo in cui si è svolto il Forum: 141.617.584 in Italia e 5.666.661.779 nel mondo.

«Il risultato che più ci rende orgogliosi è aver trasformato Napoli in un’agorà del caffè e che per due giorni l'intera filiera si è seduta allo stesso tavolo. Chi coltiva in America Latina, chi tosta ed esporta, chi progetta le macchine, chi forma i baristi e chi la tazzina la serve ogni mattina si è confrontato su mercati, qualità, salute e sostenibilità. È la funzione che vogliamo dare al Forum: un luogo da cui le imprese del caffè guardano ai mercati internazionali partendo da Napoli, la città che del caffè ha fatto un tratto della propria identità», ha commentato Casimiro Lieto, patron dell'iniziativa.
Poi il pensiero alla madrina: «Mi porto via l'immagine di María Ysabel Balbuena davanti ai ragazzi delle nostre scuole, a cui ha portato la testimonianza delle coltivatrici che per decenni hanno lavorato il caffè senza possedere la terra né avere voce, e che oggi guidano cooperative. La sua firma sulla bandiera dominicana, che da oggi appartiene alla storia del Forum, unisce le piantagioni dei Caraibi a questo porto, da cui il caffè arrivava a Napoli. Qui il caffè è tornato a essere una festa, e insieme un'occasione di conoscenza».

Sul valore della conoscenza si è soffermato anche Roberto Nocera, dg de La San Marco (main partner dell’evento) e presidente UCIMAC (Unione Costruttori Italiani Macchine del Caffè). «Crediamo che la conoscenza sia il primo passo per dare valore al caffè», rimarca Nocera. «Conoscere il caffè significa non considerarlo semplicemente una bevanda: significa scegliere con maggiore consapevolezza il caffè che beviamo. Un caffè che deve essere buono, sicuramente, ma anche ‘pulito’. Declinando questo concetto nel nostro settore, quello delle macchine da caffè, per noi un caffè pulito significa sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita della macchina: nella progettazione, nella costruzione, nell’utilizzo e nella gestione a fine vita. Questa è la visione che vogliamo portare avanti insieme al Forum: qualità in tazza, innovazione e responsabilità in tutto ciò che rende possibile quella tazza di caffè».

Anche Marco Simonetti, ad di Toraldo (official coffee dell’evento), ha sottolineato l'importanza del confronto tra i diversi attori della filiera. «Abbiamo partecipato al Forum perché il caffè napoletano ha bisogno di luoghi in cui la filiera possa dialogare: dal produttore al torrefattore, da chi progetta le macchine a chi forma i baristi», aggiunge Simonetti. «In questi due giorni sono emersi temi decisivi per un’azienda: la tracciabilità della materia prima, la sostenibilità e la crescita del consumo domestico. Per noi il bar resta centrale, perché è lì che prende forma la cultura dell’espresso ed è lì che bisogna investire nella formazione: una buona miscela acquista valore se chi sta al banco sa valorizzarla. Portare questa tradizione sui mercati esteri significa raccontarla con un linguaggio contemporaneo, senza snaturarla. Il riconoscimento ricevuto lo dedico a chi lavora con noi ogni giorno e a chi, prima di noi, ha costruito la storia di Toraldo: alla mia famiglia».

A chiudere, Fulvio Di Santo, fondatore di Didiesse (official coffee pod machine dell'evento): «Ringraziamo vivamente l'International Coffee Forum per averci investito in questo progetto. La nostra presenza era praticamente d'obbligo. Attraverso la nostra realtà e attraverso queste manifestazioni di eco nazionale e internazionale puntiamo a far capire l'attenzione e la volontà di far crescere la cultura della cialda anche in Area 1 e Area 2. Speriamo di essere stati d'esempio in termini di attenzione e maniacalità che permette oggi all'industria campana di settore di attestarsi con quote elevate sul mercato nazionale».

Leggi l'articolo anche su Clubdelcaffe.com

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