Turismo, le Dolomiti bellunesi guidano la crescita occupazionale in Veneto

Il turismo nelle Dolomiti bellunesi registra +30% di assunzioni, ma il calo demografico e la distanza dai luoghi di lavoro complicano la ricerca di personale.

15 Ottobre 2026 - 09:43
Turismo, le Dolomiti bellunesi guidano la crescita occupazionale in Veneto

INDAGINI E RICERCHE - Il turismo delle Dolomiti bellunesi registra una crescita del 30% dei lavoratori assunti rispetto al 2022, con un incremento del 15% rispetto al solo 2025 e oltre 6.000 contratti finalizzati nei primi otto mesi del 2026. Un andamento che colloca il comprensorio al primo posto in Veneto per crescita occupazionale nel settore, ma che si accompagna a una difficoltà sempre più evidente: trovare personale in un territorio dove la popolazione in età lavorativa è diminuita del 21,9% negli ultimi vent'anni.
A evidenziare questo squilibrio sono i dati dell'Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, presentati il 12 ottobre 2026 a Longarone Fiere durante la tavola rotonda “Turismo: lavoro, occupazione, futuro. Per un territorio attrattivo, vivo ed abitato”, promossa da Confcommercio Belluno – Dolomiti nell'ambito di Dolomiti Horeca.
L'incontro ha ripreso il confronto avviato a fine giugno durante l'assemblea pubblica dell'Associazione degli Albergatori di Cortina, approfondendo le difficoltà di reperimento e fidelizzazione del personale nel comparto dell'ospitalità montana.

Alloggi e ristorazione concentrano il 92% delle assunzioni

Lo studio, illustrato da Manuela De Colle di Veneto Lavoro, ha analizzato l'andamento dell'occupazione turistica nel territorio provinciale tra gennaio e agosto 2026, confrontandolo con gli anni precedenti e con altre destinazioni turistiche venete.
Nel 2025 il comprensorio dolomitico ha registrato un saldo occupazionale positivo di 601 posizioni, che salgono a 816 considerando l'intera provincia.

La distribuzione delle assunzioni conferma il ruolo centrale delle strutture ricettive, che rappresentano il 60% del totale, seguite dalla ristorazione con il 32% e dagli altri servizi con l'8%. Quest'ultima componente ha registrato un incremento del 409% rispetto al 2022, legato in larga parte all'effetto delle Olimpiadi e Paralimpiadi. Camerieri di ristorante, cuochi e personale non qualificato nei servizi di ristorazione figurano tra le professioni maggiormente richieste.

Un altro elemento rilevante riguarda la tipologia dei rapporti di lavoro: il 98% delle assunzioni è a tempo determinato e il 79% ha carattere stagionale, mentre contratti a tempo indeterminato e apprendistato rappresentano quote residuali.
Nell'estate 2026 circa il 56% degli stagionali è tornato presso la stessa impresa, mentre il 44% era alla prima esperienza.

Il calo demografico e la distanza dei lavoratori

La crescita occupazionale si inserisce in un contesto demografico particolarmente complesso. Negli ultimi vent'anni la popolazione in età lavorativa è diminuita del 12,5% nella provincia di Belluno, con una contrazione che raggiunge il 21,9% nell'intera area dolomitica.
La conseguenza è un ricorso crescente a personale proveniente da altri territori: nel 2025 il 56% degli stagionali lavorava a oltre 50 chilometri dal proprio comune di residenza.
“Nel confronto con le altre aree turistiche del Veneto la crescita delle Dolomiti è la più alta di tutto il territorio regionale”, ha spiegato Manuela De Colle, sottolineando come la necessità di reclutare lavoratori da aree più distanti rappresenti uno svantaggio rispetto alle destinazioni con bacini demografici più ampi e facilmente accessibili.
Un problema che riguarda anche le condizioni necessarie per attrarre nuovi lavoratori. Marco Staunovo Polacco, Presidente della Provincia di Belluno, ha individuato nella disponibilità di alloggi, nel trasporto pubblico e nei collegamenti territoriali le principali priorità sulle quali istituzioni e imprese devono intervenire.

Giovani, formazione e welfare per ridurre la carenza di personale

Le prospettive occupazionali del turismo bellunese sono state affrontate anche da Raffaella Bordin di Veneto Lavoro, che ha richiamato l'utilità di strumenti di incontro tra domanda e offerta come Incontra Lavoro.
Secondo Bordin, il ricorso a lavoratori stagionali e stranieri, pur necessario, non è sufficiente a coprire l'intero fabbisogno del comparto. Occorre quindi rendere il settore maggiormente attrattivo per giovani e donne, migliorando le condizioni contrattuali, la conciliazione tra vita privata e professionale e le politiche di welfare. Un cambiamento che richiede maggiore flessibilità da parte delle imprese, ma anche servizi e opportunità culturali capaci di favorire la permanenza dei lavoratori sul territorio.
Sul versante formativo, Enrica Scopel, Direttrice di ITS Academy Turismo Veneto, ha illustrato l'attività del corso di Belluno, frequentato anche da studenti provenienti da altre aree e da persone non più giovanissime. Particolare attenzione è dedicata ai programmi di reskilling per le figure senior, nella consapevolezza che la formazione deve essere accompagnata dalla capacità delle imprese di valorizzare e trattenere le competenze acquisite.

Le imprese: non basta offrire un posto di lavoro

Il tema della fidelizzazione è stato ripreso da Carla Medri, Vicepresidente dell'Associazione degli Albergatori di Cortina, secondo la quale l'attrattività delle imprese turistiche dipende sempre più dalla qualità complessiva dell'esperienza professionale offerta, comprese le opportunità di crescita, la prevedibilità degli orari e la conciliazione tra lavoro e vita privata.
“Non vogliamo limitarci a portare capitale umano sulle Dolomiti, vogliamo creare le condizioni perché il capitale umano delle Dolomiti scelga di rimanere”, ha affermato Medri.
In questa prospettiva, l'Associazione degli Albergatori di Cortina sta organizzando per l'inizio della stagione invernale un incontro dedicato ai lavoratori che arrivano per la prima volta nella località, con l'obiettivo di facilitarne l'integrazione e la conoscenza del territorio. L'iniziativa dovrebbe essere riproposta all'avvio di ogni stagione.
Parallelamente, l'associazione intende rafforzare i rapporti tra scuole e aziende del Bellunese, mostrando ai giovani le opportunità professionali offerte dal turismo locale.
Anche Confcommercio Belluno – Dolomiti sta lavorando a un progetto di formazione territoriale per i nuovi lavoratori, insieme ad Ascom Formazione e con il sostegno economico dell'Ente Bilaterale del turismo.
Il collegamento tra imprese e sistema scolastico è stato infine richiamato da Giovanni Maregotto, vicepresidente vicario dei Giovani di Federalberghi Veneto, che ha ricordato il progetto di Certificazione delle Competenze RENAIA, sviluppato con il coordinamento di diversi soggetti, tra cui Unioncamere.
Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Nicola Maccagnan, sono intervenuti anche Maurizio Castro, Amministratore Unico di Longarone Fiere, Paolo Doglioni, Presidente di Confcommercio Belluno – Dolomiti, Lucas Pavanetto, Vicepresidente della Regione Veneto in videocollegamento, e Walter De Cassan, Presidente di Federalberghi Belluno Dolomiti. Presenti inoltre gli studenti del secondo anno dell'ITS Academy di Belluno e una rappresentanza dell'Istituto Alberghiero Dolomieu di Longarone, accompagnata dalla dirigente Maria Pastrello.

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