Caffè, alla Farnesina la strategia italiana: 500 milioni di dollari da mobilitare

strategia italiana per il caffè punta a mobilitare 500 milioni di dollari con la Global Coffee Initiative e sostiene cinque Paesi africani con ACT Coffee.

15 Ottobre 2026 - 09:26
Caffè, alla Farnesina la strategia italiana: 500 milioni di dollari da mobilitare

CAFFÈ - La nuova strategia italiana per il caffè punta sugli investimenti e sulla cooperazione con i Paesi produttori. Presentata il 14 ottobre alla Farnesina, si articola in due iniziative: la Global Coffee Initiative, che nella fase iniziale punta a mobilitare almeno 500 milioni di dollari, e ACT Coffee, finanziata dall'Italia con 15 milioni di euro per sostenere lo sviluppo della filiera in cinque Paesi africani.

Il piano, denominato “Strategia internazionale dell’Italia per il caffè. Sviluppo, valore, partenariati”, intende favorire il trasferimento di competenze e tecnologie e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, organizzazioni internazionali e imprese, con l'obiettivo di rendere la filiera più sostenibile, resiliente e competitiva.

Global Coffee Initiative, l'obiettivo è mobilitare 500 milioni di dollari

La Global Coffee Initiative è una piattaforma promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme a Cassa Depositi e Prestiti (CDP), in partenariato con il Gruppo Banca Mondiale. Il progetto nasce dagli impegni assunti dai leader del G7 durante la presidenza italiana del 2024 e intende favorire investimenti pubblici e privati lungo l'intera filiera del caffè.

Secondo quanto comunicato da CDP, l'iniziativa si articola in due strumenti complementari: un fondo dedicato alla preparazione dei progetti e all'assistenza tecnica, per sviluppare interventi in grado di attrarre finanziamenti, e una piattaforma di cofinanziamento destinata a mobilitare capitali pubblici e privati.

L'obiettivo di almeno 500 milioni di dollari riguarda la fase iniziale della mobilitazione degli investimenti, non risorse già erogate. I progetti saranno selezionati per favorire una maggiore resilienza delle aziende agricole, redditi più elevati e stabili per le famiglie dei produttori e lo sviluppo delle filiere locali, anche in termini occupazionali.

Nell'ambito della Global Coffee Initiative è prevista inoltre la creazione dell'Espresso Fund, presentato dalla Farnesina come il primo fondo pubblico-privato globale dedicato alla filiera del caffè.

ACT Coffee, 15 milioni di euro per cinque Paesi africani

La seconda componente della strategia italiana è ACT Coffee (Advancing Climate-Resilience and Transformation in African Coffee), il programma avviato nel 2025 e realizzato da UNIDO in collaborazione con l'International Coffee Organization (ICO) e in partenariato con il Comitato Italiano del Caffè.

L'iniziativa, finanziata dall'Italia con un budget di 15 milioni di euro, si inserisce nel quadro del Piano Mattei per l'Africa e dell'iniziativa europea Global Gateway. Nella sua fase iniziale coinvolge cinque Paesi produttori: Etiopia, Kenya, Tanzania, Uganda e Malawi.

Il programma interviene su diversi aspetti della filiera, dall'adattamento delle coltivazioni ai cambiamenti climatici al miglioramento delle attività di lavorazione nei Paesi d'origine. Sono previste azioni di formazione professionale, ricerca, sostegno all'innovazione e adeguamento agli standard internazionali, con particolare attenzione ai piccoli produttori, alle donne e ai giovani.

L'obiettivo è anche aumentare il valore generato direttamente nei Paesi produttori, rafforzando le competenze locali e le opportunità di sviluppo economico delle comunità coinvolte.

Il ruolo dell'Italia nella filiera internazionale del caffè

La strategia si inserisce in un settore che, secondo i dati riportati da CDP, rappresenta una fonte di reddito per oltre 100 milioni di persone in circa 50 Paesi, ma deve confrontarsi con gli effetti del cambiamento climatico e con altre criticità che ne minacciano la sostenibilità.

Pur non essendo un Paese produttore, l'Italia occupa una posizione rilevante nella trasformazione e nel commercio internazionale del caffè. CDP la indica come sesto esportatore mondiale del settore e secondo produttore europeo di caffè torrefatto.

Nel corso dell'incontro alla Farnesina, articolato in due sessioni, è stato approfondito anche il contributo che le competenze delle imprese italiane possono offrire allo sviluppo della filiera nei Paesi d'origine.

Ad aprire i lavori è stato il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, che ha dichiarato: “Sostenere i Paesi produttori e valorizzare il saper fare delle imprese italiane significa costruire una filiera del caffè più sostenibile, equa e resiliente. Coniughiamo cooperazione allo sviluppo, diplomazia economica, ricerca e partenariato con il settore privato per creare valore nei Paesi d’origine e opportunità durature per tutti”.

Alla presentazione hanno partecipato la Prima Ministra dell'Uganda Robinah Nabbanja, i Ministri dell'Agricoltura del Kenya, Mutahi Kagwe, e della Colombia, Indalecio Dangond, la Direttrice Esecutiva dell'ICO Vanusia Nogueira, il Vice Direttore Generale della FAO Maurizio Martina e la Vice Direttrice Generale dell'UNIDO Marina Ponti.

Per il settore italiano del caffè erano presenti Giuseppe Lavazza, Presidente del Comitato Italiano del Caffè e Presidente del Gruppo Lavazza, e Andrea Illy, Presidente di illycaffè.

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