Caffè, cresce il consumo domestico e cambiano le occasioni al bar
Il consumo di caffè cresce in casa mentre cambiano le occasioni al bar: l’indagine AstraRicerche fotografa le nuove abitudini degli italiani
INDAGINI E RICERCHE - Il caffè resta una presenza quasi costante nella giornata degli italiani, ma negli ultimi anni stanno cambiando i luoghi e le occasioni in cui viene consumato. Il 95,6% delle persone tra i 18 e i 60 anni dichiara di berlo quotidianamente, mentre quasi sei italiani su dieci, il 59,9%, ne consumano due o tre al giorno. Il 23,9% arriva ad almeno quattro tazzine e oltre l'8% ne beve cinque o più.
È uno dei risultati dell'indagine realizzata da AstraRicerche per La Pavoni a fine giugno 2026 su un campione di 1.006 italiani tra i 18 e i 60 anni residenti in Italia. I dati, diffusi in occasione della Giornata Internazionale del Caffè, restituiscono soprattutto l'immagine di un'abitudine molto radicata che sta però assumendo funzioni differenti a seconda del momento e del luogo di consumo.
Il mattino resta centrale, ma il caffè accompagna tutta la giornata
La prima tazzina continua a essere legata soprattutto all'inizio della giornata: l'84,8% degli intervistati beve caffè al mattino. Il consumo, tuttavia, non si esaurisce con la colazione. Il 64,8% lo sceglie anche durante le pause di metà mattina o del pomeriggio, mentre per il 59,4% trova spazio a fine pasto.
Anche il modo in cui gli italiani descrivono questa abitudine aiuta a comprenderne il peso quotidiano. Per il 49% il caffè è innanzitutto un piacere, per il 42% un'abitudine e per il 39,2% una fonte di energia. Il 32,4% lo associa invece a una pausa mentale utile a staccare, mentre il 26,9% lo considera un vero e proprio rituale.
È proprio questa varietà di significati a spiegare perché la stessa bevanda possa accompagnare momenti molto diversi, dal risveglio alla pausa lavorativa fino alla conclusione del pasto.
A casa il consumo cresce, ma il prezzo non è la prima ragione
Uno degli elementi più interessanti della ricerca riguarda l'evoluzione delle abitudini domestiche. Negli ultimi tre anni il 25,2% degli intervistati ha aumentato il consumo di caffè a casa, mentre per il 62,2% è rimasto sostanzialmente stabile.
Il dato economico, però, non sembra essere il principale motore di questo spostamento. La ragione citata più spesso è infatti il desiderio di concedersi una pausa personale, indicato dal 40,7% del campione. La percentuale sale al 46% tra le donne e al 47% tra i consumatori più maturi. Seguono la comodità, con il 32,1%, e l'abitudine, al 31,4%. Solo successivamente compare il risparmio rispetto al bar, indicato dal 23,7%.
Il consumo domestico sembra quindi rispondere non soltanto alla necessità di contenere la spesa, ma anche alla ricerca di un momento gestito secondo i propri tempi e le proprie preferenze.
Al bar diminuiscono le occasioni, ma la Gen Z va in controtendenza
Più articolato il quadro del consumo al bar. Negli ultimi tre anni il 28,4% degli intervistati dichiara di aver ridotto le occasioni di consumo fuori casa, mentre l'11,6% le ha aumentate. In questo scenario emerge però una differenza generazionale: tra la Gen Z il 19% afferma di frequentare il bar per il caffè più di quanto facesse in passato.
Casa e bar sembrano dunque assumere ruoli sempre più distinti, senza che uno debba necessariamente sostituire l'altro. Quasi la metà del campione, il 48,5%, afferma infatti che il significato attribuito al caffè cambia a seconda dell'occasione. Per il 40,1% è soprattutto un gesto di condivisione, mentre per l'11,4% rappresenta un'esperienza più intima e personale.
Per gli operatori del bar, questi numeri raccontano quindi un consumo che resta fortissimo ma diventa più selettivo: la frequenza domestica aumenta per una parte del pubblico, mentre fuori casa l'occasione di consumo tende a distinguersi maggiormente dal semplice gesto quotidiano.








