Consumi fuori casa: ristoranti in ripresa ma delivery in calo
Ristoranti e aperitivo serale spingono i consumi fuori casa, ma il delivery cala. I dati FIPE-Confcommercio spiegano anche come cambiano i prezzi nel settore.
INDAGINI E RICERCHE - I consumi fuori casa mostrano segnali di crescita a settembre 2026, ma con differenze significative fra canali e occasioni di consumo. Ristoranti, bar e gelaterie registrano risultati positivi, mentre il food delivery continua a perdere terreno. A sostenere il mercato sono soprattutto pranzo, cena e aperitivo serale. Sul fronte dei prezzi, gli aumenti nella ristorazione restano inferiori all'inflazione generale. È quanto emerge da due analisi di FIPE-Confcommercio, dedicate rispettivamente all'andamento dei consumi e alla dinamica dei prezzi nei pubblici esercizi.
Consumi fuori casa: crescono ristoranti e aperitivi, crolla il food delivery
Il mercato della ristorazione registra a settembre 2026 una crescita del valore dei consumi dell'1,7% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre le visite aumentano dello 0,3%. L'Indice dei Consumi raggiunge quota 149, rispetto a 146 di un anno prima, confermando un incremento moderato della spesa a prezzi correnti.
La ripresa interessa soprattutto i canali tradizionali. I ristoranti crescono del 3,6% nelle visite e del 4,3% in valore, mentre i bar registrano incrementi rispettivamente del 2,5% e del 2,0%. Particolarmente positivo l'andamento delle gelaterie, che segnano un aumento del 14,4% delle visite e dell'11,9% del valore. Risultati favorevoli anche per le mense (+5,4% visite e +6,2% valore) e per i fast food e self service in catena (+0,5% e +4,7%).

Di segno opposto l'andamento del food delivery, che perde il 7,0% delle visite e il 14,6% del valore, registrando una delle contrazioni più marcate. In difficoltà anche i locali specializzati nell'asporto (-6,1% visite e -1,9% valore) e i distributori automatici, in calo rispettivamente del 2,7% e del 4,0%.
Situazioni particolari emergono nello street food, nei chioschi e nel commercio ambulante, dove le visite diminuiscono del 14,9% ma il valore cresce dello 0,9%. Nelle discoteche, invece, gli ingressi aumentano del 20,5% a fronte di una riduzione dell'11,7% del valore dei consumi.
Anche la distribuzione della spesa nell'arco della giornata evidenzia cambiamenti. L'aperitivo serale registra la crescita più sostenuta in valore, pari al 7,9%, accompagnata da un aumento delle visite del 3,4%. Positivi anche il pranzo (+3,3% visite e +3,5% valore) e la cena (+2,0% e +1,4%).
La colazione rimane pressoché stabile, con flessioni dello 0,2% nelle visite e dello 0,3% nel valore. La pausa mattutina guadagna lo 0,8% di visite ma perde l'1,0% in valore, mentre l'aperitivo prima di pranzo arretra rispettivamente dell'1,6% e dell'1,4%.

Più evidente la debolezza della pausa pomeridiana (-5,2% visite e -1,3% valore) e soprattutto del dopocena e dei consumi notturni, che registrano un calo del 2,3% nelle visite e del 10,4% nel valore.
L'Indice dei Consumi FIPE è calcolato assumendo come riferimento la spesa media mensile del 2021, posta uguale a 100, e confrontando con questa base i valori registrati nei diversi mesi.
Prezzi della ristorazione: aumenti del 3,2%, meno dell'inflazione generale
Il secondo report di FIPE-Confcommercio, dedicato all'andamento dei prezzi nei pubblici esercizi, evidenzia a settembre 2026 un aumento annuo del 3,2% per la ristorazione, inferiore al 4,2% registrato per l'intera economia.
Nei bar l'incremento medio dei prezzi è del 3,2%, con differenze a seconda delle consumazioni. Pasticceria e gelateria al bar registrano l'aumento più elevato, pari al 4,4%, mentre la caffetteria si ferma al 2,8%.

Per quanto riguarda i ristoranti tradizionali, la variazione dei prezzi è del 2,6% su base annua. Nelle pizzerie l'incremento raggiunge il 3,0%, mantenendosi comunque al di sotto dell'inflazione generale.
Fra le altre tipologie di servizio, i distributori automatici mostrano un aumento del 3,6%, superiore a quello delle altre categorie esaminate nell'ambito dei ristoranti. Più contenuta la variazione del food delivery, pari al 2,7%, mentre i prezzi delle mense crescono del 2,1% rispetto al 2025.

Nel complesso, i due report descrivono un settore caratterizzato da risultati differenti a seconda delle modalità e dei momenti di consumo: alla crescita delle occasioni legate ai pasti principali e all'aperitivo serale si affiancano le difficoltà del delivery e dei consumi notturni, in un contesto nel quale i prezzi della ristorazione aumentano meno dell'indice generale.






