Materie prime, rincari per la farina di soia e segnali di ripresa per l'olio di cocco

Le analisi di Areté segnalano nuovi rincari per la farina di soia in Italia e un recupero dell’olio di cocco, mentre crescono i rischi climatici per il 2027.

2 Nov 2026 - 10:55
Materie prime, rincari per la farina di soia e segnali di ripresa per l'olio di cocco

BUSINESS & MERCATO - Il mercato delle materie prime agricole continua a mostrare andamenti differenti. In Europa le quotazioni della farina di soia registrano forti rialzi, particolarmente marcati in Italia, mentre l'olio di cocco torna a recuperare terreno dopo la flessione rispetto ai massimi del 2025. È quanto emerge dalle ultime analisi di Areté – The Agri-Food Intelligence Company, che evidenziano anche le incognite legate ai costi di approvvigionamento e alle condizioni climatiche nei principali Paesi produttori.

Farina di soia, prezzi a 500 euro per tonnellata a Bologna

A ottobre le quotazioni della farina di soia proteica al 44% sulla piazza di Bologna hanno raggiunto i 500 euro per tonnellata, registrando un incremento del 27% rispetto alla media di luglio.

L'aumento interessa anche altri mercati europei. A Rotterdam, nello stesso periodo, i prezzi della farina di soia ad alto contenuto proteico sono cresciuti del 18% in dollari. Una dinamica che si contrappone ai più recenti movimenti del mercato statunitense, dove i futures quotati alla Borsa di Chicago, pur mantenendosi sopra i livelli estivi, hanno perso terreno rispetto ai massimi raggiunti nelle settimane precedenti.

Secondo Areté, a sostenere le quotazioni europee contribuiscono diversi elementi. Il rafforzamento del dollaro nei confronti dell'euro rende più onerose le importazioni, mentre i maggiori costi logistici e le tensioni sui prezzi nei Paesi di origine, soprattutto in Sud America, continuano a incidere sugli approvvigionamenti.

A questo quadro si aggiunge l'incertezza legata all'applicazione del regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), prevista dal 30 dicembre 2026 per i principali operatori. Le nuove disposizioni potrebbero determinare ulteriori costi di approvvigionamento e complicare la gestione dei flussi commerciali.

I rincari si verificano nonostante un andamento sostenuto delle importazioni europee. Al 25 ottobre, gli acquisti di farina di soia da parte dell'Unione europea risultavano superiori dell'8% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente e del 6% rispetto alla media degli ultimi tre anni.

Nel breve termine, secondo gli analisti di Areté, il divario tra le quotazioni europee e quelle statunitensi potrebbe quindi mantenersi. L'evoluzione dei prezzi nell'UE resterà particolarmente legata all'andamento del cambio valutario, ai costi della logistica e alle condizioni di approvvigionamento in vista dell'applicazione dell'EUDR.

Olio di cocco in ripresa, ma il clima preoccupa per il 2027

Dopo la marcata discesa dai picchi raggiunti nel 2025, il mercato dell'olio di cocco mostra nuovi segnali di recupero. A ottobre le quotazioni europee sono aumentate del 4,6% rispetto ad agosto, pur rimanendo inferiori di quasi il 30% rispetto ai livelli di luglio 2025.

Una ripresa analoga interessa il mercato interno delle Filippine, dove i prezzi hanno registrato un incremento del 5,4%. Restano invece sostanzialmente stabili le quotazioni della copra, la materia prima utilizzata per produrre l'olio di cocco.

Nonostante il miglioramento della produzione registrato nell'ultimo anno, il mercato continua a risentire delle incertezze legate all'offerta. In particolare, l'attenzione degli analisti si concentra sulle Filippine, principale esportatore mondiale, dove i deficit di precipitazioni rilevati nel 2026 in alcune importanti aree produttive potrebbero avere conseguenze nei prossimi mesi.

Gli effetti dello stress idrico sulle palme da cocco possono infatti manifestarsi con un ritardo di 12-13 mesi. Per questo motivo, le condizioni climatiche sfavorevoli potrebbero ridurre le disponibilità a partire dalla seconda metà del 2027. L'eventuale persistenza del fenomeno El Niño fino alla fine dell'inverno accentuerebbe ulteriormente i rischi per la produzione.

Nel breve periodo, invece, il recupero produttivo e la diminuzione dei noli marittimi lungo le rotte tra Asia ed Europa potrebbero contribuire a limitare le pressioni sui prezzi.

Restano tuttavia diversi fattori di incertezza per il 2027. Oltre alle possibili conseguenze delle condizioni climatiche, Areté segnala il rischio di nuove tensioni sul mercato dell'olio di palmisto e l'ipotesi, attualmente in discussione nelle Filippine, di aumentare ulteriormente l'impiego di olio di cocco nella produzione di biodiesel.

Questi elementi potrebbero ridurre le quantità disponibili per l'esportazione, favorendo nuove pressioni rialziste e mantenendo elevata la volatilità del mercato nei prossimi mesi.

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