Cantine toscane, ricavi stabili ma la crisi dei rossi pesa sui bilanci
Il vino toscano mantiene ricavi stabili, ma i margini calano, soprattutto nelle piccole cantine. L'analisi di 130 imprese evidenzia il peso dei costi
BUSINESS & MERCATO - Le 130 società vitivinicole toscane esaminate dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa hanno registrato nel 2025 ricavi complessivi per 1,431 miliardi di euro, con una flessione dello 0,2% rispetto al 2024 e un incremento del 2,2% rispetto al 2023. A fronte di una sostanziale tenuta del fatturato, l'analisi evidenzia un peggioramento della redditività per una parte consistente delle aziende, con difficoltà più accentuate per le realtà di minori dimensioni.
Il margine EBITDA è diminuito per circa il 63% delle imprese considerate. Allo stesso tempo, 64 società hanno aumentato il fatturato e, tra queste, 28 sono riuscite a migliorare anche il margine. I risultati restituiscono quindi un quadro differenziato, da valutare anche alla luce della crisi internazionale che sta penalizzando i vini rossi, tipologia prevalente nella produzione vitivinicola regionale.

L'analisi dei bilanci delle imprese vitivinicole toscane
I dati sono stati illustrati da Luca Castagnetti, del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, durante l'incontro di educazione finanziaria “I bilanci del vino”, organizzato venerdì 23 ottobre nella Sala del Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana, a Firenze.
L'iniziativa, promossa dall'Accademia Italiana della Vite e del Vino e dalla Delegazione Toscana dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino, ha ospitato la presentazione dei risultati preliminari di un'indagine economica e finanziaria sulle cantine regionali, finora mai realizzata con questa ampiezza.
«Per affrontare la selezione tra le cantine servono numeri chiari e decisioni tempestive: prima la continuità finanziaria, poi una strategia su mercati, investimenti e creazione di valore», ha spiegato Castagnetti.
Lo studio non è ancora concluso. Il campione attuale sarà ampliato per consentire un'analisi delle dinamiche del settore vitivinicolo anche su scala nazionale.
Bilanci e controllo di gestione per migliorare la redditività
L'importanza degli strumenti di analisi economica è stata approfondita da Davide Gaeta, professore dell'Università di Verona, che ha richiamato l'attenzione sul ruolo dello stato patrimoniale e del controllo di gestione nella valutazione della solidità aziendale, della redditività delle produzioni e della sostenibilità degli investimenti.
Una lettura integrata del bilancio permette di esaminare il patrimonio netto, la struttura finanziaria e la capacità dell'impresa di sostenere gli investimenti nel tempo. Altrettanto importante è conoscere il costo effettivo delle produzioni, attraverso l'analisi dei diversi centri di costo, dal vigneto alle attività di marketing.
Questo approccio consente di determinare il costo pieno e il margine reale di ciascun prodotto. La disponibilità di informazioni puntuali su costi e ricavi permette inoltre di calcolare il break-even point, ossia il volume minimo di vendite necessario per raggiungere l'equilibrio economico.
Per le piccole e medie imprese vitivinicole, la capacità di interpretare correttamente bilanci e indicatori economici rappresenta quindi uno strumento per migliorare l'efficienza e affrontare l'attuale situazione dei mercati.
A questo percorso può contribuire anche il sistema bancario, non soltanto attraverso l'accesso al credito, ma con attività di consulenza diretta. È quanto ha sottolineato Emanuele Fontana, Coordinatore Agricoltura di Crédit Agricole Italia, durante il proprio intervento.

Il confronto tra istituzioni e imprese del vino
L'incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Stefania Saccardi, presidente del Consiglio Regionale della Toscana, che ha richiamato l'attenzione sulle trasformazioni in corso nel comparto e sull'importanza del sostegno alle imprese.
«In una fase caratterizzata da cambiamenti nei mercati internazionali e nelle abitudini di consumo – ha detto la presidente -, è importante continuare a sostenere le nostre imprese, valorizzandone la qualità, la capacità di innovazione e la vocazione all’export. La Regione Toscana è impegnata da tempo nella promozione del sistema produttivo regionale, anche attraverso iniziative come Buy Wine e Buy Tuscany, che favoriscono l’incontro tra le aziende e gli operatori internazionali. Occasioni di confronto e approfondimento come questa sono preziose per condividere competenze, analizzare gli scenari e individuare strumenti utili ad accompagnare il settore nelle sfide future».
Sul valore della formazione economica si è soffermata Donatella Cinelli Colombini, Delegata Toscana dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino.
«La cultura economica e finanziaria è essenziale anche per le imprese del vino, soprattutto in una fase in cui cambiano consumi, mercati e costi, con questo incontro, per il quale ringraziamo in maniera sentita la Presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi, per la sensibilità nel volerlo ospitare e supportare, abbiamo voluto offrire una chiave di lettura basata su strumenti concreti per conoscere meglio le proprie aziende, tutelarne il valore e prendere decisioni in maniera più consapevole», ha dichiarato.
Una prospettiva condivisa da Rosario Di Lorenzo, Presidente dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino.
«Leggere correttamente bilanci, margini e struttura patrimoniale significa comprendere la solidità presente delle aziende e costruirne il futuro. L’Accademia promuove il confronto tra ricerca, competenze manageriali e mondo produttivo affinché il settore vitivinicolo possa affrontare il cambiamento con strumenti adeguati e una visione di lungo periodo», ha dichiarato.
Il confronto ha messo in relazione le difficoltà economiche del settore con le trasformazioni dei mercati, le tensioni geopolitiche e gli effetti del cambiamento climatico. Accanto alla qualità della produzione, per le aziende vitivinicole emerge la necessità di prestare maggiore attenzione alla gestione della liquidità, del patrimonio, dei costi e dei margini, così come alle scelte relative a mercati e investimenti.
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