Food&Beverage italiano: 7 aziende su 30 raggiungono il Sustainable Grade

Standard Ethics aggiorna i rating ESG di 30 aziende italiane del Food&Beverage: 7 raggiungono il Sustainable Grade, pari al 23% del campione nel 2026

23 Sett 2026 - 16:30
Food&Beverage italiano: 7 aziende su 30 raggiungono il Sustainable Grade

CRONACA PER L'IMPRESA - Standard Ethics ha aggiornato i Corporate Standard Ethics Rating (SER) relativi a 30 società italiane del settore Food&Beverage incluse nel SE Food&Beverage Sustainability Italian Cluster. Secondo i dati diffusi dall’agenzia, le aziende che raggiungono il livello definito Sustainable Grade rappresentano attualmente il 23% del campione, rispetto al 20% registrato nel 2022.

Negli ultimi due anni sono state registrate tre variazioni nei rating. Standard Ethics ha assegnato un Outlook Positivo a GranTerre, nel gennaio 2026, e a De Cecco, nell’aprile dello stesso anno, entrambe con rating “E”. Lavazza ha invece ottenuto un innalzamento del rating a “EE-”.

Con quest’ultimo aggiornamento sono sette le società che, secondo la scala utilizzata da Standard Ethics, raggiungono un rating pari o superiore a “EE-”, livello associato al Sustainable Grade. Casillo Group e illycaffè presentano un rating “EE”, mentre A. Loacker, Bolton Group, Eurovo, La Doria e Lavazza risultano classificate “EE-”. Il restante 77% delle aziende considerate rientra nella fascia definita Not Fully Sustainable Grade.

I rating delle aziende del cluster

La situazione riportata da Standard Ethics è la seguente:

I rating e gli Outlook sono quelli riportati da Standard Ethics nell’aggiornamento del cluster.

Nella scala adottata dall’agenzia, i rating sono articolati in nove livelli, da “EEE” a “F”; un giudizio pari o superiore a “EE-” rientra, secondo la metodologia Standard Ethics, nel Sustainable Grade. Il SER è definito dall’agenzia come un’opinione ESG e rientra nella definizione prevista dal Regolamento UE 2024/3005.

Le valutazioni di Standard Ethics sulla sostenibilità

Nel commentare i risultati, Standard Ethics rileva che negli ultimi quattro anni il processo di allineamento alle indicazioni internazionali in materia di sostenibilità di ONU, OCSE e Unione Europea avrebbe registrato progressi limitati. Secondo l’agenzia, le pratiche ESG adottate dalle aziende risultano spesso concentrate su singoli prodotti o specifiche parti della filiera, mentre sarebbero meno diffuse a livello complessivo strategie di lungo periodo, policy di sostenibilità, modelli di governance e sistemi di gestione dei rischi ESG.

L’agenzia osserva inoltre che, in alcuni casi, non sarebbero disponibili alcune delle informazioni di base auspicate da ONU, OCSE e Unione Europea.

Standard Ethics segnala inoltre margini di sviluppo nella qualità e nella disponibilità delle informazioni ESG e nella comunicazione del posizionamento delle aziende rispetto agli obiettivi internazionali ambientali, sociali e di governance e alle relative tempistiche.

Il monitoraggio proseguirà attraverso Standard Ethics Europe

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