Monte Rosa, la neve scompare già a giugno: i dati del monitoraggio sostenuto da FRoSTA

FRoSTA sostiene il monitoraggio sul Monte Rosa: temperature in aumento di 0,6 °C, neve scomparsa a giugno e precipitazioni sempre più irregolari.

12 Ottobre 2026 - 09:59
Monte Rosa, la neve scompare già a giugno: i dati del monitoraggio sostenuto da FRoSTA

CRONACA PER L'IMPRESA - Le temperature sulle Alpi continuano a salire, mentre le precipitazioni diventano sempre più irregolari e concentrate in pochi episodi. A documentare questi cambiamenti è il nuovo report del Laboratorio di Climatologia Alpina del Monte Rosa, elaborato sulla base delle rilevazioni effettuate tra il 1° giugno 2025 e il 30 giugno 2026 attraverso il pluviometro donato da FRoSTA e installato a 3.030 metri di altitudine.

Nel periodo analizzato, la temperatura media è stata di -0,5 °C, contro i -1,1 °C della media del 2025, con un aumento complessivo di circa 0,6 °C. Un cambiamento che ha avuto conseguenze soprattutto sulla permanenza della neve in quota e sulla disponibilità delle risorse idriche.

Temperature più alte e fusione anticipata della neve

Nonostante un inverno caratterizzato da temperature sufficientemente basse da conservare il manto nevoso fino a marzo, dalla seconda metà di aprile si è verificato un rapido riscaldamento. L'aumento delle temperature ha accelerato la fusione della neve, fino alla sua completa scomparsa già a metà giugno, una situazione senza precedenti per la stagione estiva.

Il mese più caldo del periodo osservato è stato agosto 2025, quando è stato raggiunto un picco di 17,3 °C. All'estremo opposto, gennaio 2026 ha fatto registrare una temperatura minima di -20,3 °C, evidenziando la forte variabilità delle condizioni climatiche in alta montagna.

Anche la distribuzione delle precipitazioni mostra cambiamenti significativi. A fronte di un accumulo complessivo di 1.440 mm, leggermente inferiore alla media storica, ben 538 mm sono stati registrati nel solo mese di febbraio 2026, sotto forma esclusivamente nevosa. Si tratta di oltre un terzo delle precipitazioni dell'intero periodo, concentrate dunque in un unico mese anziché distribuite più regolarmente tra autunno e primavera.

L'abbondante nevicata di febbraio ha consentito di accumulare importanti riserve idriche per la primavera. Tuttavia, il successivo innalzamento delle temperature ne ha accelerato il rilascio, riducendo la gradualità con cui l'acqua proveniente dalla fusione nivale raggiunge i territori a valle.

Le conseguenze per le risorse idriche e il turismo montano

La fusione anticipata della neve può contribuire ad aumentare lo stress idrico nel bacino del Po, soprattutto durante i mesi estivi. Il quadro descritto dal report si inserisce in una situazione di siccità diffusa, paragonata a quella del 2022, considerata la peggiore dall'inizio delle misurazioni.

Le conseguenze riguardano anche le attività economiche dei territori alpini. La progressiva concentrazione delle nevicate in pochi eventi e le estati sempre più secche pongono nuove difficoltà al turismo montano, in particolare alle attività legate allo sci, con possibili ripercussioni economiche sulle comunità locali.

Il cambiamento del regime delle precipitazioni interessa inoltre settori come l'agricoltura e la produzione di energia idroelettrica, che dipendono dalla disponibilità di acqua nel corso dell'anno. Inverni sempre più asciutti e precipitazioni concentrate in primavera aumentano anche il rischio di valanghe, modificando ulteriormente gli equilibri dell'ecosistema alpino.

Per Gianluca Mastrocola, amministratore delegato di FRoSTA Italia, i risultati del monitoraggio richiedono interventi concreti: “Non possiamo più ignorare questi segnali. I dati che stiamo raccogliendo sono chiari e richiedono una risposta immediata,” afferma. “È fondamentale agire concretamente a tutti i livelli, investendo non solo risorse economiche, ma anche tempo e formazione nella ricerca scientifica e nella protezione dell’ambiente.”

Anche Mario Gallarate, ricercatore del Laboratorio di Climatologia Alpina dell'Università di Torino, richiama l'attenzione sulle conseguenze del riscaldamento delle aree montane: “Questi dati sottolineano ancora una volta che la montagna non è solo uno degli ambienti più impattati dalla crisi climatica, ma anche una sentinella che permette di prevedere le crisi che colpiranno i territori a valle”.

Il problema non riguarda soltanto la quantità complessiva delle precipitazioni, ma anche la loro distribuzione nel tempo, come sottolinea Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA Italia: “Questi dati ci dicono che sulle Alpi non sta cambiando solo quanto piove o nevica, ma anche quando e come l’acqua diventa disponibile". “La fusione precoce della neve e precipitazioni sempre più irregolari hanno conseguenze che arrivano fino a valle. Per questo servono al più presto politiche di adattamento concrete.”

Il contributo di FRoSTA al monitoraggio dei ghiacciai

La continuità delle rilevazioni è fondamentale per comprendere l'evoluzione del clima alpino e distinguere le normali oscillazioni meteorologiche dalle tendenze legate al cambiamento climatico. Disporre di dati affidabili e raccolti nel tempo permette infatti di sviluppare analisi più accurate e fornire informazioni utili sia ai cittadini sia ai decisori politici.

In questo ambito si inserisce la collaborazione tra FRoSTA e Legambiente, attiva da diversi anni su progetti di tutela ambientale e ricerca scientifica, con particolare riferimento alla Carovana dei Ghiacciai.

Nel 2022 l'azienda ha sostenuto la realizzazione del Giardino dei Ghiacciai in Valnontey, all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. L'anno successivo ha donato al Laboratorio di Climatologia Alpina il pluviometro TRwSx2y, installato a 3.030 metri di quota.

Lo strumento è progettato per misurare con elevata precisione le precipitazioni sia liquide sia solide, anche in condizioni meteorologiche estreme. Le informazioni raccolte contribuiscono allo studio e alla previsione degli effetti del cambiamento climatico sull'ambiente alpino.

FRoSTA è inoltre partner sostenitore dell'edizione 2026 della Carovana dei Ghiacciai.

Compila il mio modulo online.