Usi packaging con il logo del tuo locale? Ecco cosa devi controllare subito

Packaging personalizzato e PPWR: cosa cambia per i locali Horeca, quando si diventa fabbricanti e quali documenti richiedere ai fornitori.

16 Sett 2026 - 11:13
Usi packaging con il logo del tuo locale? Ecco cosa devi controllare subito

NOTIZIE HORECA - Ordinare bicchieri da asporto, scatole per la pizza, sacchetti o contenitori per il delivery con il logo del proprio locale sembra una normale scelta di comunicazione. Con il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR, quella personalizzazione può però avere conseguenze meno evidenti: in determinate condizioni può trasformare il bar, il ristorante, la pizzeria o l'hotel nel “fabbricante” dell'imballaggio ai fini del regolamento, con conseguenti obblighi normativi da soddisfare.

Il PPWR, Packaging and Packaging Waste Regulation, è il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Stabilisce regole comuni nell’UE su progettazione, conformità, riciclabilità, riutilizzo, etichettatura e gestione degli imballaggi ed è in vigore dal 12 agosto 2026.

Non è soltanto un bicchiere personalizzato

Il punto da comprendere è che per il PPWR il fabbricante non coincide necessariamente con l'azienda che produce materialmente il bicchiere, la scatola o il contenitore.

Quando un'impresa fa progettare o fabbricare un imballaggio con il proprio nome o marchio, può essere considerata essa stessa fabbricante. La Commissione europea ha chiarito espressamente che, per gli imballaggi di servizio, se il packaging nella sua forma finale porta chiaramente il nome o il marchio dell'utilizzatore, è quest'ultimo ad assumere normalmente quel ruolo.

La questione interessa da vicino l'Horeca perché molti degli oggetti utilizzati ogni giorno possono essere imballaggi di servizio: bicchieri riempiti al banco, contenitori per alimenti, sacchetti e altri articoli destinati a essere riempiti nel punto vendita. Rientra nella stessa area anche gran parte del packaging utilizzato per asporto e delivery.

Alcuni esempi per tipologia di locale e attività

Prima domanda: chi è il fabbricante?

La distinzione più importante non è tra packaging “su misura” e packaging standard.

Le FAQ europee aggiornate nell'agosto 2026 chiariscono che anche un'impresa che sceglie una soluzione standard da catalogo, senza modificare forma o processo produttivo, può essere considerata fabbricante quando la fa realizzare con il proprio nome o marchio. CONAI ha recepito la stessa indicazione nelle proprie FAQ PPWR.

Un bar che sceglie un normale bicchiere di carta dal catalogo del fornitore e lo ordina stampato con il proprio marchio non dovrebbe quindi presumere che tutta la responsabilità PPWR rimanga automaticamente al produttore del bicchiere. Prima dell'ordine diventa utile porre una domanda molto semplice al fornitore: chi sarà il fabbricante PPWR di quello specifico imballaggio?

Seconda domanda: il locale è una microimpresa?

Qui entra in gioco una delle principali eccezioni. Ai fini della normativa europea è microimpresa, l'impresa che occupa meno di 10 persone e presenta un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro, applicando anche le regole previste per eventuali imprese collegate o associate.

Se una microimpresa fa realizzare un packaging con il proprio marchio e il fornitore è situato nello stesso Stato membro, il PPWR attribuisce al fornitore la qualifica di fabbricante. Esiste inoltre una regola specifica dell'articolo 15 per le microimprese che acquistano da un fornitore stabilito nell'Unione europea.

Questo significa che non è corretto dire semplicemente che “i piccoli locali sono esenti”. Bisogna verificare sia le dimensioni dell'impresa sia la posizione del fornitore.

Terza domanda: dove si trova il fornitore?

Comprare da un fornitore italiano, da un'impresa di un altro Paese UE oppure direttamente da un'azienda extra UE non produce lo stesso risultato.

Un acquisto da un altro Stato membro non è un'importazione ai sensi del PPWR. Se invece l'imballaggio arriva direttamente da un Paese terzo, l'impresa stabilita nell'Unione che lo immette sul mercato può assumere il ruolo di importatore, con obblighi specifici di verifica della conformità e della documentazione predisposta dal fabbricante.

Per un locale che compra packaging personalizzato fuori dall'UE, dunque, la verifica preventiva della catena di responsabilità diventa ancora più importante.

Cosa chiedere al fornitore oggi

Prima di tutto serve una risposta scritta su chi assume il ruolo di fabbricante PPWR per ciascun formato ordinato.

Se il fabbricante è il fornitore, il locale può chiedere conferma della disponibilità della dichiarazione UE di conformità e della documentazione prevista dal regolamento.

Se invece il fabbricante è il locale, la situazione cambia: la dichiarazione UE di conformità deve essere redatta dal fabbricante stesso. Il fornitore è però obbligato a mettere a disposizione tutte le informazioni e i documenti necessari per dimostrare la conformità. La valutazione può essere affidata anche a soggetti competenti esterni, ma la responsabilità giuridica rimane al fabbricante.

Per ogni imballaggio sarebbe quindi opportuno acquisire almeno le specifiche del prodotto e dei materiali, le informazioni necessarie alla documentazione tecnica, gli elementi che collegano il packaging a tipo, modello, lotto o serie e le informazioni sulle prescrizioni applicabili. Per i materiali destinati al contatto con alimenti rimangono inoltre validi gli obblighi specifici MOCA: quella documentazione non sostituisce gli adempimenti PPWR.

È utile anche prevedere che il fornitore comunichi eventuali modifiche successive a materiale, rivestimenti, inchiostri, adesivi, struttura o processo produttivo, perché una variazione può rendere necessaria una nuova valutazione della conformità.

Fare l'inventario del packaging personalizzato

Il controllo non dovrebbe fermarsi ai bicchieri coffee-to-go.

In un bar o ristorante possono esserci pizza box, vaschette, contenitori take-away, sacchetti, bicchieri, confezioni per pasticceria o panetteria e altri imballaggi con il marchio del locale. Negli hotel vanno considerati anche altri packaging personalizzati, comprese confezioni legate alle amenities, pur non trattandosi necessariamente di “imballaggi di servizio”.

Il modo più semplice per iniziare è censire tutti i formati acquistati con nome, logo o marchio e associare a ciascuno fornitore, Paese di provenienza e documentazione disponibile.

Non aspettare la prima richiesta di documenti

Dal 12 agosto 2026 il PPWR è già applicabile e alcuni obblighi del fabbricante sono operativi, compresi quelli relativi alla conformità e all'identificazione degli imballaggi. Altre prescrizioni entreranno invece in vigore progressivamente nei prossimi anni.

Per le attività Horeca il primo passo non è quindi sostituire in fretta tutti i bicchieri o le scatole personalizzate. È ricostruire chi fa cosa nella filiera.

Ordini, specifiche tecniche, versioni grafiche, dichiarazioni, documentazione ricevuta dai fornitori e comunicazioni sulle modifiche del prodotto dovrebbero essere conservati in modo ordinato e collegati a ciascun formato di packaging.

In Italia il quadro nazionale di adeguamento, comprese le disposizioni generali su autorità competenti e sanzioni, è ancora in evoluzione. Ma questo non sospende il regolamento europeo. Per chi utilizza packaging con il proprio marchio, capire oggi chi sia davvero il fabbricante è il modo più semplice per evitare di scoprire il problema quando arriva una richiesta di conformità.

La lista delle fonti utilizzate per realizzare l'approfondimento:

Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio – EUR-Lex
https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj/ita

Commissione europea – Orientamenti sull’applicazione del PPWR, Comunicazione C/2026/3084
https://eur-lex.europa.eu/eli/C/2026/3084/oj/ita

Commissione europea – FAQ sul Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), aggiornate al 3 agosto 2026
https://environment.ec.europa.eu/publications/faq-packaging-and-packaging-waste-regulation-ppwr_en

Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea – Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), Frequently Asked Questions, edizione 2026
https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/ad14cb8f-8d4f-11f1-9262-01aa75ed71a1

Commissione europea – New EU rules on packaging enter into application, 11 agosto 2026
https://environment.ec.europa.eu/news/new-eu-rules-packaging-enter-application-2026-08-11_en

CONAI – Nuovo Regolamento imballaggi (PPWR), approfondimenti e FAQ
https://www.conai.org/imprese/servizi-e-strumenti-per-la-progettazione-degli-imballaggi/regolamento-imballaggi-ppwr/

Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione – definizione di microimpresa, piccola e media impresa – EUR-Lex
https://eur-lex.europa.eu/eli/reco/2003/361/oj?locale=it

Legge 17 marzo 2026, n. 36 – delega al Governo per l’adeguamento della normativa italiana al PPWR – Gazzetta Ufficiale
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2026/03/25/70/sg/pdf

Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143 – disposizioni urgenti in materia di imballaggi – Normattiva
https://www.normattiva.it/eli/id/2026/08/07/26G00166/ORIGINAL
Senato della Repubblica – Iter parlamentare del disegno di legge di conversione del DL 143/2026
https://www.senato.it/export/ddl/full/60421?leg=19

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