Pausa pranzo fuori ufficio: spesa media di 15,10 euro, fino a 21,10 euro per un menù completo
Secondo la ricerca di Pluxee Italia con Ipsos Doxa, la pausa pranzo fuori ufficio costa in media 15,10 euro, contro circa 7 euro di buono pasto
INDAGINI E RICERCHE - Mangiare fuori ufficio costa in media 15,10 euro, mentre il valore medio di un buono pasto si ferma a circa 7 euro. È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Pluxee Italia, azienda specializzata in benefit aziendali e engagement dei dipendenti, che in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre ha analizzato i prezzi delle diverse formule di pausa pranzo nel nostro Paese.
L'indagine, condotta su 677 esercenti di bar e ristoranti in comuni con almeno 35.000 abitanti, prende in esame le principali soluzioni scelte dai lavoratori per mangiare fuori casa, evidenziando differenze legate sia alla tipologia di pasto sia all'area geografica. Il valore medio del buono pasto, pari a circa 7 euro, proviene invece dai dati interni di Pluxee.
Il confronto mette in evidenza il peso della pausa pranzo sulle spese quotidiane e il contributo che i buoni pasto possono offrire al potere d'acquisto dei lavoratori. Il divario tra il valore del benefit e i prezzi rilevati può incidere anche sulla possibilità di scegliere liberamente cosa mangiare, soprattutto quando si cerca di conciliare qualità, preferenze alimentari e disponibilità economica.
Dal panino al menù completo: quanto si spende
Tra le formule consumate sul posto, la soluzione più economica è il panino, la piadina o il toast accompagnato da bevanda e caffè, con una spesa media di 9,80 euro. Chi sceglie un primo piatto, sempre con bevanda e caffè, arriva a spendere circa 13,60 euro, mentre per un secondo piatto il conto sale a 15,90 euro.
La spesa raggiunge 21,10 euro per un menù completo, con una differenza di oltre 11 euro rispetto alla formula più semplice. I dati mostrano quindi quanto la composizione del pasto possa incidere sul costo finale, anche all'interno dello stesso locale.
L'asporto consente di risparmiare rispetto al consumo sul posto. Per un panino, una piadina o un toast la spesa media scende a 7,90 euro, mentre un primo piatto costa 11 euro e un secondo 12,70 euro. Anche in questo caso, tuttavia, i prezzi rilevati superano il valore medio di un buono pasto.
Pausa pranzo più cara nel Nord Est, Lazio sopra la media
Le differenze di prezzo riguardano anche il territorio. A fronte di una media nazionale di 21,10 euro per un menù completo con bevanda e caffè, il Nord Est registra il costo più elevato, pari a 22,30 euro. Seguono il Centro con 21,40 euro e il Nord Ovest con 21,20 euro, mentre nel Sud e nelle Isole la spesa media si attesta a 19,90 euro.
Il confronto regionale evidenzia ulteriori scostamenti. Nel Lazio un menù completo costa mediamente 23,80 euro, mentre in Lombardia il prezzo si ferma a 20,80 euro.
La località in cui si lavora rappresenta dunque un altro elemento da considerare nella gestione della spesa quotidiana, insieme alla scelta delle portate e alla modalità di consumo.
Il ruolo dei buoni pasto nel potere d'acquisto
Sul rapporto tra costo della pausa pranzo e disponibilità economica dei lavoratori interviene Anna Maria Mazzini, Marketing and Product Director di Pluxee Italia.
“La pausa pranzo rappresenta un momento importante della giornata lavorativa, ma anche una voce di spesa che incide concretamente sul budget delle persone. I dati mostrano come il costo di un pranzo fuori ufficio possa variare sensibilmente in base alle abitudini di consumo e come, anche scegliendo soluzioni semplici, la spesa possa superare il valore medio di un buono pasto”, dichiara Mazzini.
"In questo scenario, il buono pasto rappresenta un sostegno concreto al potere d'acquisto dei lavoratori, contribuendo ad affrontare una spesa ricorrente e offrendo maggiore libertà nella scelta quotidiana dei propri pasti. In occasione della Giornata mondiale dell'Alimentazione, questo aspetto assume un valore ancora più rilevante: poter contare su un supporto dedicato alla pausa pranzo significa infatti favorire l'accesso a un'alimentazione di qualità e più in linea con le esigenze delle persone, anche in un contesto caratterizzato dall'aumento dei costi."
La ricerca, realizzata da Ipsos Doxa per Pluxee Italia, si basa su un campione di esercenti distribuito per Regione in modo da rappresentare il territorio nazionale e restituisce un quadro delle differenze di costo che i lavoratori devono affrontare nella scelta del pranzo fuori ufficio.






