Premio Caputo: Napoli diventa un laboratorio creativo per il Mediterraneo

Il Premio Caputo torna a Napoli con 24 giovani artisti da cinque Paesi del Mediterraneo. In programma opere collettive, formazione e incontri tra culture.

27 Ottobre 2026 - 15:53
Premio Caputo: Napoli diventa un laboratorio creativo per il Mediterraneo
In foto: Antimo Caputo - AD Mulino Caputo. Carmine Caputo -Presidente Mulino Caputo e Salvatore Amura - AD Valore Italia

EVENTI - Il Premio Caputo “Napoli porta per il Mediterraneo” torna con una seconda edizione dedicata allo scambio culturale e alla collaborazione tra giovani artisti provenienti da diversi Paesi del bacino mediterraneo. Il progetto, promosso da Mulino Caputo, Valore Italia e Accademia di Belle Arti di Napoli, coinvolgerà 24 studenti nella realizzazione di dodici opere collettive, che saranno esposte al Real Albergo dei Poveri il 28 e 29 novembre 2026.

La nuova edizione è stata presentata oggi, 27 ottobre, proprio negli spazi del Real Albergo dei Poveri. L'iniziativa punta a rafforzare il ruolo di Napoli come luogo di incontro tra le culture delle sponde nord e sud del Mediterraneo, attraverso un percorso che unisce formazione, integrazione e sperimentazione artistica.

«Questa seconda edizione - afferma Antimo Caputo, CEO del Mulino - vuole dare vita a un luogo immaginario: il Mediterraneo. Oggi abbiamo dei giovani straordinari, c'è bisogno di aprire connessioni e creare spazi a loro dedicati. Napoli, infatti, per sua natura è evocativa ed è paradossalmente molto più vicina a tutti i Paesi mediterranei di quanto non lo sia a Milano o Amburgo. Attraverso i gemellaggi culturali si costruisce anche la pace. È straordinario vedere come l'arte incontri poi il cibo: questo linguaggio espressivo si tramuterà in farina, grano e impasti, elementi concreti del nostro mondo. Creiamo così un'osmosi che sia foriera di qualcosa di buono non solo per il futuro, ma per il presente dei nostri ragazzi, permettendo loro di vivere un'esperienza di valore direttamente qui.»

Ventiquattro giovani artisti e dodici opere collettive

Il programma entrerà nel vivo dal 16 al 27 novembre 2026, quando i laboratori e le aule dell'Accademia di Belle Arti di Napoli accoglieranno 24 giovani artisti emergenti. Dodici saranno allievi campani, mentre gli altri dodici arriveranno da sei istituzioni accademiche di cinque Paesi della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo.

Per il Marocco parteciperanno l'INBA di Tétouan e l'ESBAC di Casablanca; per il Libano l'Islamic University of Lebanon di Beirut; per la Tunisia l'ISBAT di Tunisi; per l'Egitto la Helwan University del Cairo e per la Giordania la University of Jordan di Amman.

Gli studenti saranno suddivisi in due gruppi di lavoro eterogenei e collaboreranno alla creazione di dodici produzioni inedite, sviluppate attraverso il confronto diretto tra linguaggi, esperienze e sensibilità artistiche differenti.

Il risultato comprenderà performance, sculture, installazioni multimediali e interventi site-specific. Non si tratterà quindi di una semplice esposizione di opere già realizzate, ma di un processo creativo condiviso, il cui esito sarà presentato al pubblico nella mostra conclusiva del 28 e 29 novembre 2026, ospitata al Real Albergo dei Poveri.

A sottolineare il valore dello scambio culturale è Salvatore Amura, Amministratore Delegato di Valore Italia: «Grazie a Antimo Caputo, abbiamo messo al centro l'integrazione culturale e il soft power come strumenti fondamentali di dialogo tra i popoli - spiega - Insieme al Comune di Napoli, al Ministero degli Affari Esteri e all’Accademia di Belle Arti di Napoli, portiamo in città studenti provenienti da importanti istituzioni formative di cinque Paesi. Si tratta di un percorso di ascolto in cui l'arte si fa veicolo di partecipazione, per permettere a una città straordinaria come Napoli, che si apre naturalmente al Mediterraneo, non solo di confermarsi protagonista, ma di offrire una grande opportunità di espressione sociale e artistica.»

Il legame tra creatività artistica e arte bianca

Accanto alla dimensione artistica, il Premio Caputo sviluppa una riflessione sul rapporto tra creatività visiva e arte bianca, considerate espressioni accomunate da processi manuali, rituali e trasformativi.

Il filo conduttore è rappresentato da ingredienti e conoscenze condivisi dalle tradizioni alimentari mediterranee: il grano, l'acqua e la sapienza artigianale attraversano culture differenti, dalla pizza napoletana alla pita levantina, fino al khobz magrebino.

Questo collegamento sarà approfondito anche attraverso un programma di formazione internazionale previsto nei mesi successivi all'iniziativa napoletana. I maestri di Mulino Caputo saranno protagonisti di un tour nei Paesi partner, durante il quale terranno masterclass intensive di 2-3 giorni rivolte agli studenti delle accademie estere.

Gli incontri saranno dedicati alla trasmissione delle tecniche tradizionali della pizza e della pasticceria napoletana, affiancando così allo scambio artistico un'esperienza pratica legata alla cultura gastronomica del territorio.

Compila il mio modulo online.