Spreco alimentare, il 29 settembre la Giornata ONU e la sfida UE al 2030
La Giornata del 29 settembre riporta al centro lo spreco alimentare, tra prevenzione, recupero delle eccedenze e nuovi obiettivi europei al 2030
NOTIZIE HORECA - Ridurre lo spreco alimentare non è più soltanto un obiettivo affidato alla sensibilizzazione di imprese e consumatori. Alla vigilia del 29 settembre, Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, il tema si inserisce in un quadro europeo profondamente cambiato: per la prima volta sono stati fissati obiettivi vincolanti di riduzione al 2030 che comprendono espressamente anche ristoranti e servizi di ristorazione.
La ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2019, con la risoluzione 74/209, che ha designato il 29 settembre come giornata dedicata alla sensibilizzazione sul problema e sulle possibili soluzioni. La prima celebrazione si è svolta nel 2020; quella del 2026 è quindi la settima edizione. Alla FAO è stato affidato il compito di facilitarne l’osservanza, in collaborazione con UNEP e le altre organizzazioni coinvolte.
Nel 2026 al centro il potenziale della riduzione dello spreco
Il tema scelto quest’anno guarda al potenziale trasformativo della riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari. L’obiettivo è spostare l’attenzione dalla sola quantità di cibo perduto agli effetti che la prevenzione può produrre sulla sicurezza alimentare e nutrizionale, sull’impiego delle risorse naturali e sulle emissioni, ma anche sulla produttività e sulla crescita economica.
L’evento globale del 29 settembre, promosso da FAO e UNEP, si svolgerà a Roma e nel 2026 sarà inserito nel quadro della 28ª sessione del Comitato FAO sulle foreste e della World Forest Week, mettendo in relazione la riduzione delle perdite alimentari con la gestione sostenibile delle risorse naturali.
L’Europa passa agli obiettivi vincolanti
Per il settore alimentare europeo la Giornata arriva dopo un passaggio normativo rilevante. La modifica della direttiva quadro sui rifiuti ha introdotto obiettivi vincolanti di riduzione dello spreco alimentare da raggiungere entro il 2030.
Gli Stati membri dovranno ridurre del 10% i rifiuti alimentari generati nella trasformazione e nella fabbricazione e del 30% pro capite, complessivamente, quelli prodotti dal commercio al dettaglio e dalla distribuzione, dai ristoranti e servizi di ristorazione e dalle famiglie. Il riferimento ordinario è la media annuale del periodo 2021-2023.
Per l’Horeca è importante una precisazione: il 30% rappresenta un obiettivo nazionale, non un obbligo che impone a ogni singolo ristorante di ridurre individualmente i propri rifiuti della stessa percentuale. Ristorazione e food service entrano però esplicitamente nel percorso europeo di prevenzione, insieme agli altri settori coinvolti.
Anche ristoranti e food service contribuiscono al fenomeno
Gli ultimi dati armonizzati Eurostat disponibili restituiscono la dimensione del fenomeno. Nel 2023 nell’Unione europea sono state generate 58,2 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, equivalenti a circa 130 chilogrammi per abitante.
Più della metà proveniva dalle famiglie, mentre ristoranti e servizi di ristorazione rappresentavano l’11% del totale, pari a circa 14 chilogrammi per abitante. La definizione europea comprende sia le parti edibili sia quelle non edibili degli alimenti diventati rifiuto.
Si tratta di dati riferiti al 2023, ma ancora utili a mostrare come il food service sia direttamente coinvolto nel percorso di riduzione previsto dall’Unione europea.
Dalla prevenzione al recupero delle eccedenze
Le azioni possono intervenire in momenti diversi. Una possibilità riguarda il recupero delle eccedenze già generate. In occasione della Giornata, Too Good To Go riferisce che dal 2019 la propria app ha contribuito a salvare dallo spreco in Italia oltre 37 milioni di pasti. Nel solo 2025 sono stati circa 8 milioni, attraverso una rete che supera le 26.000 attività partner.
Prima ancora del recupero viene però la prevenzione. Sul fronte delle materie prime, IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati richiama, tra gli strumenti utilizzabili anche nelle cucine professionali, caratteristiche come conservabilità, porzionabilità e possibilità di impiegare soltanto le quantità necessarie, elementi che possono contribuire a limitare alcuni scarti e a rendere più programmabili gli approvvigionamenti.
Un’indagine Waste Watcher del 2025 indica che gli alimenti surgelati rappresentavano il 2,2% dello spreco domestico rilevato. Il dato riguarda però le famiglie e non può essere esteso direttamente alla ristorazione professionale.
Dalla sensibilizzazione a un obiettivo misurabile
A sette edizioni dalla prima celebrazione, la Giornata del 29 settembre arriva dunque in una fase diversa rispetto alle sue origini. La sensibilizzazione rimane centrale, ma nell’Unione europea il contrasto allo spreco è ormai accompagnato da target quantitativi e scadenze definite.
Per ristoranti, hotel, catering e ristorazione collettiva questo non significa l’introduzione immediata di nuovi obblighi individuali. Significa però entrare pienamente in un percorso che punta a prevenire la formazione dei rifiuti alimentari e, quando possibile, a valorizzare le eccedenze.
È questo il passaggio che rende la Giornata 2026 particolarmente attuale anche per l’Horeca: la riduzione dello spreco sta passando progressivamente da tema di sensibilizzazione a obiettivo concreto delle politiche europee.

Fonti utilizzate per realizzare questo approfondimento:
https://www.fao.org/platform-food-loss-waste/flw-events/international-day-food-loss-and-waste/en
https://digitallibrary.un.org/record/3847702/files/A_RES_74_209-EN.pdf
https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20251016-2
https://www.toogoodtogo.com/it/press/in-italia-spreco-alimentare-vale-257-kg-di-cibo-al-secondo
https://www.istitutosurgelati.it/








